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ART MOVIE
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“AVATAR” di James Cameron
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Un nuovo mo(n)do per fare cinema |
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Recensione di
Osvaldo Contenti
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AVATAR
il manifesto del film |
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Un film sontuoso, sia dal punto di vista metodologico
che da quello artistico, che a ben vedere potrebbe
ridisegnare i confini della cinematografia, allargandoli
a panorami esaltanti e ancora inesplorati.
Sì, perché “AVATAR”, di James
Cameron, al ritorno sul set dopo 12 anni
dall’acclamatissimo “Titanic”, non è solo un gran bel
film, ma il possibile inizio di una nuova era
cinematografica, tante e tali sono le innovazioni
tecniche che il regista canadese ha immesso in questa
eccezionale pellicola, che perciò assume i connotati di
un’opera visiva dai tratti epocali.
Difatti, con “AVATAR” il linguaggio cinematografico si
appropria di nuove tecnologie e terminologie che
dovremmo imparare al più presto per aggiornare il nostro
vocabolario di celluloide.
A partire dal “Performance Capture”,
che convoglia i movimenti e la mimica degli attori
(dotati di caschi, terminali e tute ad hoc) in un’unità
di memoria ottica digitale ad Alta Definizione.
Il tutto memorizzato in una “Simul-Cam”,
capace, in tempo reale, di integrare le azioni live agli
ambienti disegnati in Computer Grafica
dagli artisti della Weta Digital, onde
trasmetterle alla “Fusion Camera”, che
in mano a Cameron ha permesso al regista di girare le
azioni in live action già unite agli scenari in
CG, per una pellicola disponibile anche in
versione 3D.
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Uno sbalorditivo bagaglio di risorse
tecniche, che appaiono tanto più tali in quanto i
personaggi chiave del film, Jake Sully (Sam
Worthington) e Grace (Sigourney Weaver),
come avatar di loro stessi, accompagnati dalla nativa
Neytiri (Zoe Saldana), assumendo i
connotati dell’altissima popolazione aliena dei
Na’vi, di carnagione blu e striati come felini,
nella narrazione filmica non fanno altro che replicare
l’ibridazione umano-non umano presente nella conversione
digitale pilotata da Cameron.
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AVATAR. Una scena del
film |
Tutto ciò nell’arco di uno script, non molto articolato
ma ugualmente intrigante, in cui gli avatar hanno il
compito di convincere i Na’vi a fruire dello
sfruttamento di un prezioso minerale, chiamato
Unobtainium, presente in modo massiccio nel
mondo di Pandora, il pianeta dei Na’vi.
Un pianeta oltremodo lussureggiante, con vastissime
foreste pluviali, con flora e fauna gigantesche. Il che
ha chiamato a raccolta i migliori artisti di tutto il
mondo per ideare e raffigurare un mondo intero, oltre,
naturalmente, alle inusitate fattezze dei Na’vi, di cui
si sono occupati, tra gli altri, gli artisti
Scott Patton, Richard Taylor, Tully Summers, Alex
Alvarez, Rafael Bugos, Ryan Church, James Clyne, Steven
Messing, Victor Martinez, Craig Shojl, Daphne Yap, Barry
Howell e Dorian Bustamante. Per un kolossal
realizzato in 5 anni, con un budget di 220 milioni di
dollari, già abbondantemente recuperato dopo il grande
successo riscosso negli States nelle prime settimane di
programmazione del film.
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Avatar in libreria
In contemporanea con l’uscita del film, l’Editrice
Il Castoro pubblica un volume dal
titolo “L’UNIVERSO DI AVATAR”, con
200 immagini di concept art, la
prefazione di Peter Jackson,
l’introduzione di Jon Landau e la
postfazione di James Cameron.
Curiosità
“AVATAR” è la prima pellicola a fruire del nuovo logo
della 20th Century Fox, produttore e
distributore del film, creato da Blue Sky
Studios.
Il film di Cameron fa sventolare anche un bel po’ di
tricolore, dato che si avvale del magistrale contributo
del Direttore della fotografia Mauro Fiore.
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AVATAR. Concept |
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[immagini autorizzate dall’ufficio stampa del film] |
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In rete
Sito ufficiale
Sito italiano
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