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ART MOVIE
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“RANGO” di Gore Verbinski
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Verbinski fa il ruggito del Leone |
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Recensione di
Osvaldo Contenti
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RANGO
locandina del film |
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I disegnatori di “RANGO”, uno splendido
film d’animazione ben diretto da Gore Verbinski,
hanno attinto le espressioni da apportare ai personaggi
da quelle degli attori, che il regista ha ripreso in
High Definition durante tutte le sessioni di doppiaggio.
Questo perché Verbinski voleva che ogni personaggio
animato fosse il più aderente possibile alle voci e alla
mimica facciale dei doppiatori, in specie per
Johnny Depp, che nel film in versione originale
ha prestato la voce alla star del film: Rango,
una lucertola che sbalzata fuori da un terrario
domestico si ritrova nel bel mezzo del deserto del
Mojave, con scarsissime possibilità di sopravvivenza.
Invece, Rango, aiutato dalla lucertolina
Borlotta, non solo sopravvive, ma raggiungendo
un’aridissima cittadina del West, non a caso chiamata
Polvere, ne diventa rocambolescamente
lo Sceriffo, e quindi l’eroe, in grado di risolvere il
suo problema endemico: la siccità, che rischia di fare
secca ogni forma vivente sul suolo di quella inospitale
contrada.
Una cittadina del selvaggio West tradotta digitalmente
dagli animatori della ILM, l’Industrial
Light & Magic, fondata da George Lucas,
che tra gli altri ha firmato gli effetti speciali
dell’ormai celeberrima saga di “Guerre
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Stellari”, ma che in ambito di film
d’animazione era alla sua prima esperienza, del resto
come Verbinski, arcinoto per la riuscitissima serie de
“I Pirati dei Caraibi”, ma un neofita nel genere dei
cartoni animati.
Un doppio handicap che il regista ha trasformato in una
duplice opportunità, scommettendo che egli stesso e
l’ILM avrebbero prodotto qualcosa di estremamente
originale, di mai visto prima, proprio perché
“novellini” nel campo dell’animazione. Una scommessa
che, a mio giudizio, Verbinski ha vinto a pieno merito,
per tre motivi principali.
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RANGO
Una scena del film |
Primo, perché il nostro ha diretto la pellicola come
fosse un film vero e proprio, con campi e controcampi,
soggettive, primi piani, piani americani, dettagli,
campi lunghi e totali, quindi con i “movimenti di
macchina” propri della cinematografia convenzionale, il
che per un film d’animazione è cosa più unica che rara.
Secondo, perché ha fatto sua la lezione del regista
italiano Sergio Leone, maestro nel
drammatizzare e reinventare un genere western sino a
quel momento ad esclusivo appannaggio del cinema
americano. Terzo, perché ha lasciato che la ILM si
sbizzarrisse in ciò che sa far meglio: la confezione
iperrealista di ambienti e personaggi,
che pur riflettendo un’impronta caricaturale
della realtà, sanno sempre rendere sia nei micro che nei
macrocosmi rappresentati una versione verosimile
dell’esistente, per il tramite di un’intelligente e
sapida ironia di fondo.
Curiosità
Durante la visione del film, osservate le cose sparse
tra gli edifici di Polvere, che all’apparenza normali
sono invece costituite da logori pneumatici, bombolette
spray e da bastoncini di ghiacciolo! |
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[immagini autorizzate dall’ufficio stampa del film] |
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In rete
Sito ufficiale del film
Sito italiano:
Rango - Doppiatori italiani
Trailers del film in HD:
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