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CINEMA E FUMETTO

"Shark Tale" di Bibo Bergeron, Vicky Jenson & Rob Letterman
Tutti i segreti CG dell'ultimo capolavoro della DreamWorks 
di Osvaldo Contenti *


Il manifesto del film

Scenari "pescificati" 
Il team di disegnatori e animatori di "Shark Tale", per scambiarsi pareri sul particolare ambiente sottomarino da adottare per tutto il film, d'un tratto ha sentito l'insopprimibile esigenza di inventare il neologismo "pescificare". Vale a dire, modificare i comuni elementi di cui l'uomo fa uso per adattarli alla vita dei pesci. Elementi che comunque dovevano risultare riconoscibili, anche se associati a una comunità ittica. Ecco che nel film vedremo una Times Square totalmente "pescificata", ma ugualmente congestionata dal traffico che la contraddistingue. Altri scorci metropolitani, ma modellati sulla Grande Barriera Corallina, ricorderanno, oltre che New York, altre città come Las Vegas, Atlantic City e San Francisco, col preciso obiettivo di riprodurre in quel microcosmo sottomarino vizi e virtù degli agglomerati sovramarini. La sceneggiatura, poi, basandosi sulla parodia di un gangster movie, non fa altro che accentuare la similitudine tra i due mondi, anche se con ovvie accentuazioni grottesche.

Il personaggio simbolo di questa buffa trasposizione è lo squalo Don Lino, un boss mafioso, un padrino degli abissi col problema di un figlio, Lenny, assolutamente vegetariano da riportare sulla "retta via". Gli altri protagonisti della storia sono Oscar, che fa il puliscilingua in un balenalavaggio, la sua fiamma Angie e la sexyssima Lola, che per qualche momento accompagnerà l'illusoria risalita di Oscar nei quartieri alti (quelli più vicini alla superficie) della città sottomarina.


Alcuni personagi del film


Doppiaggi e look dei personaggi
Tra le raffinatezze più particolari di "Shark Tale", vi è quella di un eccellente cast di attori che, nella versione originale del film, non solo presta la voce ai vari personaggi, ma in questi rispecchia una parte delle caratteristiche somatiche e/o di movimento. Per cui, il Don Lino doppiato nientemeno che da Robert De Niro ha il caratteristico neo e le espressioni dell'attore; Oscar somiglia e si muove esattamente come Will Smith; Angie sembra una copia della dolcissima Renée Zellweger e Lola ha le stesse sensualissime labbra di Angelina Jolie. Con uno stesso procedimento di imitazione somatica per Martin Scorsese che doppia il pesce istrice Sykes, per Jack Black in binomio con Lenny, per Ziggy Marley con il rasta Ernie e per l'amatissimo Peter Falk impegnato a dar voce al personaggio di Don Feinberg. Tutto ciò è stato possibile perché ogni sessione di doppiaggio, dopo essere stata filmata, è stata passata al vaglio di disegnatori e animatori, i quali ne hanno tratto spunto per caratterizzare i personaggi basandosi sui loro alter ego in carne e ossa. La versione italiana di "Shark Tale", ovviamente, non può fornirci le medesime assonanze (che però potremo gustare all'uscita del DVD), anche se Tiziano Ferro (per Oscar), Luca Laurenti (per Lenny), Luisa Corna (per Lola), i Pali e Dispari (per Ernie e Bernie) e Cristina Parodi (per la giornalista tv Katie Couric) hanno dimostrato un fortissimo appeal con i personaggi a cui prestano la voce, non sfigurando affatto rispetto agli omologhi d'oltreoceano. Anzi, seguendo il film, prestate orecchio specialmente a Tiziano Ferro e ai Pali e Dispari, perché le loro sono delle performance eccezionali.


Una  scena del film

Nuove tecniche CG
Dal punto di vista squisitamente computer-grafico, i realizzatori di "Shark Tale" hanno adottato una tecnica "schiaccia e allunga" per i corpi dei pesci, un generatore di ombre chiamato "bounce shader", un'illuminazione "subsurface scattering" e un'applicazione denominata "Toolbox City" per la composizione della città sottomarina.
Andando per ordine, la tecnica di CG "schiaccia e allunga" ha dato la possibilità di deformare i volti e le figure intere dei pesci procurando uno straordinario effetto di flessibilità per tutte le creature marine del film. Ciò ha consentito di eliminare ogni loro postura rigida, al fine di antropomorfizzare i pesci anche quando questi si siedono o camminano.
Il "bounce shader", invece, tramite un'illuminazione generale degli scenari, ha permesso di calcolare le posizioni delle ombre su ogni tipo di superficie sia statica che animata. L'effetto che se ne ricava si avvicina molto a quanto avviene nella realtà, ma con quel tanto di surreale che ben si adatta ai toni soffusi delle profondità sottomarine.
Il procedimento del "subsurface scattering", vale a dire l'illuminazione delle parti organiche, ha poi conferito a tutte le creature acquatiche un tipico aspetto di iridescenza agendo sulla rifrazione e riflessione dei punti luce sulle scaglie dei pesci. Tecnica adottata specialmente per il flessuoso corpo di Lola, che per far andare in bambola il giovane Oscar doveva risultare luccicante e attraente come i suoi sogni.
Infine, il cosiddetto "Toolbox City" ha permesso di memorizzare edifici e strutture in arenaria in una sorta di archivio computer-grafico, dal quale attingere porte, finestre, elementi architettonici e anche cartelloni pubblicitari da assemblare nei modi più vari a seconda degli scenari.
Un lavoro accuratissimo per una mole immensa di dati, insomma. Andato in porto certo per il talento di artisti, disegnatori, animatori e tecnici, ma anche grazie all'apporto di una pipeline computer-grafica di elaboratori superveloci forniti dalla Hawlett-Packard, che ha consentito ai realizzatori del film di controllare quasi in tempo reale i risultati conseguiti. Un'interazione ideale tra creatività e alta tecnologia che non potrà essere che d'esempio per il futuro dell'animazione digitale.

(Immagini autorizzate dall’ufficio stampa)

* Osvaldo Contenti è autore assieme a Renzo Rossellini del volume "Chat room Roberto Rossellini", Luca Sossella editore, 160 pagine, € 15 


PER APPROFONDIRE

Sito ufficiale: http://www.sharktale.com/ 


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