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La locandina del film |
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X-MEN CONFLITTO FINALE di Brett
Ratner
Un’eXtrema aderenza tra film e fumetto
Recensione di Osvaldo
Contenti*
X-Men di prima e seconda generazione
Dopo “X-Men” e “X-Men 2” diretti da Bryan Singer, “X-Men: Conflitto
finale” di Brett Ratner compone un terzo, interessantissimo capitolo
che ha il merito di rinsaldare ancor più fortemente la traduzione
filmica allo spirito delle tavole a fumetti di seconda generazione,
quella più matura, di questi esseri mutati geneticamente e dotati di
superpoteri.
C’è infatti da ricordare che il gruppo pioniere degli X-Men, quello
del ’63, concepito da Stan Lee e disegnato da Jack Kirby per
l’americana Marvel Comics, comprendeva solo una parte degli X-Men
presentati nella trilogia filmica. |
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Inoltre, questo prima rappresentanza
di mutanti (formata essenzialmente da Angel, Bestia,
Ciclope, Jean Grey, Iceman e dal prof. Charles Xavier) era
principalmente caratterizzata da un gruppo di adolescenti, che
perciò non dava adito a gravi problematiche esistenziali o di
adattamento sociale.
Caratteristiche che invece invaderanno tutta la seconda generazione
degli X-Men, quella presente nelle collane Marvel a partire del ’75,
ad opera di Len Wein per i testi e Dave Cockrum per le matite. Con
l’immissione di personaggi adulti, tra i quali Colossus, Tempesta
e Wolverine, dove la “questione mutante” e il problema della
differenza tra esseri umani e X-Men si appalesa come tema principe
della convivenza tra specie diverse.

X-MEN conflitto finale - personaggi
Il tema della “differenza”
Un tema che in “X-Men: Conflitto finale” (titolo orig. X-Men: The
Last Stand) affiora prepotentemente sin dalle prime, drammatiche
battute del film, dove un Angel adolescente e piangente tenta di
evirarsi le ali pur di non essere così palesemente diverso dagli
altri. Paradigma di un problema di “differenza” che nel film di
Ratner assume i contorni di un evento spaccacoscienze, specialmente
quando si viene a scoprire che esiste una “cura” per far sì che i
mutanti possano tornare ad essere “normali”, naturalmente perdendo i
loro rispettivi superpoteri.
A quel punto le diverse esigenze di singolarità e omologazione, o
comunque di trattativa, creeranno condizioni di frattura acerrima
tra fazioni diverse: Magneto sarà il leader del movimento di
supremazia della razza dei mutanti sugli esseri umani e Charles
Xavier tenterà di mediare tra X-Men e umani. Col risultato di un
conflitto fratricida tra mutanti che, in ogni caso, ne decimerà il
numero e le potenzialità. Conclusione amara di un film che si fa
specchio delle nostre attuali difficoltà di convivenza fra culture e
paesi diversi. Con conflitti che sembrano risolvere solo alla
superficie i problemi che ne sono all’origine.

X-MEN - tavola a fumetti anni '70 |

X-MEN conflitto finale -
una scena del film |
Effetti visivi, fotografia, trucco e scenografia
Ma al di là delle problematiche d’attualità, sulle quali comunque è
sempre bene riflettere anche tramite un film di fantascienza, il
terzo film degli X-Men risulta sicuramente il migliore dell’intera
trilogia per almeno tre buoni motivi: un approfondito scandaglio
psicologico dei personaggi, una regia attenta ai ritmi di maggior
impatto spettacolare e l’apporto di effetti visivi mirati, che il
supervisore John Bruno ha inteso utilizzare in numero non superiore
al necessario. Per il reparto trucco, poi, un vastissimo team di
artisti, scultori e tecnici, superiori alle quaranta unità, ha
lavorato al reparto protesico destinato ai vari personaggi. Con
particolare attenzione per il personaggio di Bestia/Dr. Henry “Hank”
McCoy, per il quale l’attore Kelsey Grammer ha indossato una
pluristrutturata maschera di lattice che l’ha fatto recitare
soprattutto con gli occhi per aderire agli stati d’animo da
interpretare. Da ultimo, le luci del direttore della fotografia
Dante Spinotti basate su un estremo realismo come le scenografie di
Edward Verreaux, sono il fiore all’occhiello estetico di un film che
ricorderemo per lungo tempo per qualità visiva e intensità di
contenuti. (Immagini autorizzate dall’ufficio stampa)
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