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CINEMA E FUMETTO

"Matrix Revolutions"
Geof Darrow disegna il fantastico finale della trilogia 

di Osvaldo Contenti *



Una scena del film "Matrix Revolutions"

Sono stati i disegni di Geof Darrow, creatore dei comics "Hard Boiled", ad ispirare le scene clou, le più belle dal punta di vista estetico, di "Matrix Revolutions". Quelle dell'immane e superspettacolare assedio di Zion da parte di Sentinelle e Scavatori e quelle relative al viaggio di Neo (Keanu Reeves) all'interno della Città delle Macchine, con creature-insetto, biomeccaniche e architetture algoritmiche mozzafiato che mai il cinema aveva visto prima. Anche se queste ultime, a ben vedere, ricordano idealmente certe atmosfere del "Tron" cinematografico del 1982, dove il regista Steven Lisberger (guarda caso laureato in  Belle  Arti),  anche  se  con  tutte  le

limitazioni della tecnologia di vent'anni fa, utilizzò per la prima volta in modo esteso delle immagini sintetiche realizzate al computer riversandole poi su pellicola. E ai fans di "Tron" non sfuggirà nemmeno la forte affinità immaginifica tra il Master Control targato Lisberger e il volto multiforme, deus ex machina della Città delle Macchine, della pellicola di Andy e Larry Wachowski. Ma a parte queste similitudini, che vanno intese come degli omaggi ad un antesiniano delle tecnica digitale cinematografica, con Revolutions siamo proprio su un altro pianeta. In tutti i sensi! Perché John Gaeta, supervisore degli effetti visivi, anche in questo terzo episodio della trilogia, come nel precedente "Reloaded", non si è riposato sugli allori del "Bullet Time", la tecnica di azione rallentata ripresa a velocità normale che gli è valsa un Oscar per "The Matrix", ma ha esasperato al massimo la teoria e la prassi di ciò che ha denominato "cinema virtuale". Tale tecnica è capace di creare attori virtuali digitalizzando la dinamica degli attori reali, con la "motion-capture" (mocap) per i movimenti e con l'"universal capture" (u-cap) per la somatica dei volti. In tal modo è possibile creare dei movimenti assolutamente innaturali ma particolarmente fluidi, proprio come avviene nelle tavole a fumetti e negli animé giapponesi. Tutto questo nella filosofia di Revolutions acquista un'importanza sostanziale oltre che formale, in quanto specialmente Neo, Trinity (Carrie-Anne Moss) e l'agente Smith (Hugo Weaving) vedono accresciute in modo esponenziale le loro qualità superumane, quindi il Bullet Time risultava addirittura "arcaico" per tali esigenze e Gaeta ha pensato bene di spingere l'accelleratore sul cinema mediato dall'intelligenza artificiale della realtà virtuale. Questo ci spinge a guardare già oltre la trilogia di Matrix, perché è chiaro che con la prospettiva degli attori virtuali si aprono panorami incredibili per il cinema del futuro. Qualcuno pensa di riesumare digitalmente qualche vecchia gloria del grande schermo, ma non scadendo nella necrofilia cinematografica immagino invece un cinema virtuale che crea dei personaggi di fantasia, sempre più elaborati, partendo dalle caratteristiche degli attori in carne e ossa.



Alcuni albi a fumetti

(Immagini autorizzate dall’ufficio stampa)

* Osvaldo Contenti è autore assieme a Renzo Rossellini del volume "Chat room Roberto Rossellini", Luca Sossella editore, 160 pagine, € 15


LINKS:

Matrix Revolutions: http://whatisthematrix.warnerbros.com/  
Geof Darrow (con form x scrivergli):http://www.vachss.com/media/comics/geof_darrow.html


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