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CINEMA E FUMETTO
"Looney Tunes: Back in action" di Joe Dante
Un esercito di 500 animatori per l'irresistibile ritorno dei Tunes!
di Osvaldo Contenti *
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Il manifesto del film
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Nel 1988 l'unica pecca del peraltro meraviglioso
Chi ha incastrato Roger Rabbit? di Robert Zemeckis, era stata quella di indugiare un po' troppo sulla tridimensionalità dei personaggi animati. Col risultato lievemente distonico di affiancare il "manierismo barocco" degli attori virtuali alle morbide sfumature degli attori reali. Come mettere assieme un Parmigianino e un Raffaello. Assurdo! Ma quel peccato veniale non si è ripetuto con
Looney Tunes: Back in action di Joe Dante, perché nel solco di una consolidata tradizione i personaggi della Warner Bros: Bugs Bunny, Duffy Duck, Porky Pig, Taddeo, Road Runner, Willy il coyote, il gatto Silvestro, Titti e tanti altri, in questo film, come nei cartoni animati che lo precedono, non smentiscono la caratteristica dell'uso di tinte piatte per conferire volume e corposità a tali personaggi. Il risultato è gradevolissimo, esteticamente raffinato e in perfetta fusione con gli attori reali, grazie, soprattutto, alla perfetta interazione tra personaggi animati e attori in carne ed ossa. |
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Per ottenere questa difficilissima interazione, nel film di Dante sono stati impiegati
Bruce Lanoil e Dave Barclay, due provetti burattinai che hanno animato dei pupazzi in luogo dei personaggi virtuali. Poi, spiega lo stesso regista: "A parte le riprese necessarie a ottenere quello che vogliamo, virtualmente ogni scena deve essere girata tre o quattro volte. Prima proviamo la scena con i pupazzi, poi la fotografiamo con gli attori e i pupazzi. Poi facciamo un altro passaggio senza pupazzi e gli attori dovrebbero ricordare le battute e la fisicità. Poi passiamo alle luci. E come si può capire ci vuole molto tempo per tutto questo". Ma a parte il fattore interazione, per i Tunes i fratelli Warner hanno impiegato un vero e proprio esercito di creativi: un team di ben
500 animatori cui ovviamente va il maggior merito della riuscita del film. Un film, oltretutto, divertentissimo, autoironico (con gli stessi fratelli Warner che si mettono in gioco in un esilarante consiglio di amministrazione) e con un ritmo travolgente che non fa staccare gli occhi dallo schermo dall'inizio alla fine della pellicola. L'estrema bravura di
Brendan Fraser, poi, nel sapersi amalgamare col virtuale delle scene più assurde e grottesche, anche grazie ad una straordinaria mimica facciale che lo fa assomigliare a un cartoon, è la ciliegina sulla torta di un film non solo da vedere al cinema, ma che non potrà mancare nelle videoteche dei più avveduti cinefili. 
I nostri eroi in una
scena tratta dal film
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(Immagini autorizzate dall’ufficio stampa)
*Osvaldo Contenti è autore assieme a Renzo Rossellini del volume "Chat room Roberto Rossellini", Luca Sossella editore, pagine 160, euro 15 / Web site Osvaldo Contenti Digital Art:
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