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Ma quanta fatica, quante idee e quanto sudore d'artista ha comportato tutto questo. Spesso non ce rendiamo conto. Abbagliati come siamo dallo sfolgorio delle immagini, dalla loro perfezione tecnica e dalla storia, che in un attimo è capace di catapultarci dalla poltrona del cinema ai mondi della Fantasia. E allora, che ne dite di dare una sbirciata agli artefici principali di questa nuova favola elettronica? Se la risposta è sì, indossate una tuta da sub (o prendete il respiro per una lunghissima apnea), perché il film di Stanton è quasi tutto ambientato nelle profondità marine. Già, l'acqua, primo problema da risolvere. Uno degli elementi più difficili da ricreare con la computer grafica, compreso, naturalmente, tutto ciò che vi galleggia dentro.

Una scena del film
Per rendere delle ambientazioni realistiche, Andrew Stanton ha iniziato così: "Come punto di partenza abbiamo studiato molti film con scene sottomarine per analizzare cosa desse l'idea che fossero ambientate sott'acqua. Siamo riusciti ad estrapolare cinque elementi chiave che suggeriscono l'ambientazione sottomarina: l'illuminazione, le particelle, le onde e i rigonfiamenti, l'oscurità e le rifrazioni". In seguito,
David Eisenmann e il suo team hanno curato proprio questi aspetti assieme a quelli dei modelli e della simulazione per la
Troupe Scogliera, la quale ha prima realizzato un modello realistico della Barriera Corallina per poi
"caricaturarlo" sulle esigenze della storia.
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La
Troupe Oceano, invece, con la supervisione computer grafica di
Lisa Forssell e Danielle Feinberg, ha curato le scene più dinamiche del film: il banco di pesci imperatore che assumono forme e aspetti diversi, la caccia della rana pescatrice, la vertiginosa corsa delle tartarughe nella C.O.A. (la Corrente Orientale Australiana) e la scena più complessa di tutte:
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Una scena del film
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l'attraversamento della "foresta di meduse" in cui
David Batte ha creato quello che con un neologismo ha chiamato
"transoffuscamento", cioè la capacità translucida di vedere delle forme come attraverso un vetro che distorce e offusca le immagini retrostanti. Al passo successivo,
l'Unità Squali/Sottomarina, supervisionata da
Steve
May, si è incaricata di alcune sequenze molto spettacolari, come quella del sottomarino invaso dagli squali, della pesca con la rete con migliaia di pesci che si spostano in banco, dell'interno della balena blu (con la creazione ad hoc di spruzzi d'acqua digitali inediti per la
Pixar) e tutte le sequenze relative al porto di Sidney.
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Una scena del film
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La
Troupe Acquario, coordinata da Jesse
Hollander, si è occupata dell'acquario nello studio del dentista, reso volutamente
kitch, in "stile Las Vegas" come dicono gli stessi americani, per rendere ancora più umoristico l'ambiente popolato da quegli esseri dalle strane abitudini che respirano sopra il livello del mare. Infine,
Brian Green ha capitanato il team dedicato ai personaggi, curando la struttura e i movimenti di oltre 120 soggetti tra pesci, volatili ed esseri umani.
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E sui personaggi va aperto un capitolo a parte. Perché a partire dal loro straordinario aspetto grafico, che sempre ne caratterizza l'indole e il carattere, ci troviamo di fronte ad una galleria di personaggi che spicca per fantasia e senso dell'umorismo. È il caso del tenerissimo
Nemo (doppiato dal piccolo talento Alex
Polidori), un rosso pesce pagliaccio con striature bianche, protagonista del film e peperino quanto basta per sfuggire alle attenzioni paterne, innescando la sua ricerca da parte di papà
Marlin (doppiato da Luca Zingaretti) che nuoterà per centinaia di chilometri, tra mille pericoli ed avventure, sperando di ritrovare il figliolo nella baia di Sidney. Accanto a loro, una pattuglia di personaggi più esilaranti che mai:
Dory (magistralmente doppiata da Carla
Signoris), una pesciolina chirurgo vezzosamente blu che dimentica ciò che ha imparato appena un attimo prima;
Scorza (ottimamente doppiato da Stefano
Masciarelli), una tartaruga verde col divertente intercalare del "Ciao, Bello! Ehi, Bello!" tipicamente australiano;
Bruto, Fiocco e Randa, degli squali assurdamente impegnati a far pratica di buone maniere con i pesciolini che per loro natura vorrebbero ingurgitare in un sol boccone;
Jacques, un gambero pulitore dai finissimi modi francesi e infine
Amilcare, un gioviale ed amichevole pellicano che deve tenere a bada i suoi simili ed altri pennuti che vorrebbero pasteggiare con le portate di Nemo e compagni. Tra i pochi esseri umani presenti nel film, uno strampalato dentista e le sue vittime urlanti in versione paziente: uno spettacolo da non perdere, come vedrete, per un simpaticissimo pennuto della baia di Sidney. E poi la più comica di tutte:
Darla, una bambina che vorrebbe Nemo per regalo dallo zio dentista, ma così bruttina, col suo sorriso orripilato dall'apparecchio per raddrizzare i denti, da far quasi più paura di Bruto! E adesso non fate i pesci in barile e correte, pardon, immergetevi in questo film!
N.B. Un consiglio: se avete una nipotina con i denti storti, prima di portarla al cinema fatele togliere quell'orribile apparecchio per i denti!!!

Una scena tratta dal film
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di
Osvaldo CONTENTI

(Immagini autorizzate dall’ufficio stampa)
* Osvaldo Contenti è autore assieme a Renzo Rossellini del volume "Chat room Roberto Rossellini", Luca Sossella editore, pagine 160, euro 15 > Web site O. C. Digital Art:
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