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CINEMA E PITTURA
"I colori dell'anima - Modigliani" di Mick Davis
Falsi storici su Amedeo Modigliani
di Osvaldo Contenti *
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Il manifesto del
film
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Mick Davis percorre molte, troppe strade immaginarie per raccontarci gli ultimi anni di vita parigina di
Amedeo Modigliani (Livorno 1884 - Parigi 1920). E nel farlo fa carta straccia di biografie, epistolari e cronache del tempo con la disinvoltura di un discente presuntuoso che voglia modificare a proprio piacimento la storiografia artistica non solo dell'artista italiano ma dell'intera
scuola di Parigi. Con risultati a dir poco irritanti. Nel film del regista scozzese, infatti, tanto per fare un esempio, nel cenacolo artistico del
Caffè La Rotonde di Montparnasse, le accese conversazioni tra Modigliani e
Picasso riportate da Davis non hanno alcun riscontro storico. Si ha come l'impressione, quindi, che l'autore abbia piluccato qua e là prendendo troppo alla lettera certe osservazioni personali, come quella di Giorgio de Chirico che una volta definì Parigi come la città "verso la quale emigrano non soltanto gli uomini ma le cose, cose curiose, idee, stati d'animo, creazioni, creazioni d'artisti, reali o soltanto immaginate". Con la sostanziale differenza che il "soltanto immaginate" di de Chirico ineriva alle aspirazioni degli artisti e non alla volontà di millantare alcunché, come invece ha fatto Davis, sottintendendo di
sapere e poter |
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riscrivere i fatti sulla base dei
si dice. Un'operazione assolutamente arbitraria, che quindi, in via preliminare, ci mette subito sull'avviso di non prendere assolutamente per oro colato l'assunto dei dialoghi contenuti ne
"I colori dell'anima". Il che, per un pellicola che tratta la biografia e l'opera di un artista, suona come un dissonante paradosso.
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Stabilito questo, l'analisi del film non può che procedere sul vaglio dell'unità estetica e sulle capacità espresse dai singoli attori. E in entrambi casi il giudizio non può che essere estremamente positivo. Nel primo ambito, infatti, Davis è davvero abile nel restituirci i colori, gli ambienti e le atmosfere del periodo bohémienne di una Parigi, allora, capitale mondiale dell'arte. E anche se il merito di ciò va condiviso con la splendida fotografia di
Emmanuel Kadosh e le accuratissime scenografie di Luigi Marchione e
Enzo Forletta (ai quali attribuirei tout court due statuette di nome Oscar), non vi è dubbio che il regista vi ha messo del suo, palesando oltretutto una notevole capacità ritrattistica nell'offrire i verosimili alter ego cinematografici di Modigliani (Andy Garcia) e Picasso (Omid Djalili) in primis, ma anche di Maurice Utrillo (Hippolyte Girardot), Max Jacob
(Udo Kier), Jean Cocteau (Peter Capaldi), Chaim Soutine (Steven Rimkuss), Gertrude Stein
(Miriam Margolyes) e della pittrice Jeanne Hébuterne, devota compagna di Modigliani, interpretata dalla deliziosa e bravissima
Elsa Zylberstein.
Jeanne Hébuterne si stacca da tutti gli altri personaggi perché non è solo l'amata di Modigliani, ma la sua musa ispiratrice, come notiamo (vedi foto) dall'amorevole ritratto dell'artista livornese. Modì conosce Jeanne nel 1917 e con la ragazza, allora diciannovenne, inizia una convivenza in un appartamento assai modesto in rue de la Grande Chaumière. Una convivenza contrastata in tutti i modi dai genitori della giovane, cosa che il film di Davis evidenzia con convincente efficacia. Ma il regista, ancora una volta, manca di approfondimento "dimenticando" che Jeanne lavorò fianco a fianco con Modigliani.
Le cronache, addirittura, riferiscono di un loro sistemarsi l'uno di fronte all'altro durante il lavoro di pittura. E Davis, soprattutto, nel film non fa menzione dell'opera di Jeanne Hébuterne intitolata
"La suicida" (vedi foto), che preconizza drammaticamente proprio il suicidio di Jeanne, incinta, un giorno dopo la morte di Modigliani.
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Jeanne Hébuterne con la collana
Modigliani 1917

La suicida di Jeanne Hébuterne
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Andy Garcia interpreta
Modigliani
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Ancora gravi lacune in fatto di sceneggiatura, insomma, in un film salvato, come detto, solo da una buona resa d'atmosfere e da un cast di attori di altissimo livello, tutti in estrema simbiosi con i personaggi da interpretare. |
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(Immagini autorizzate dall’ufficio stampa)
* Sito d'arte di Osvaldo Contenti
Il sito personale dell'artista Osvaldo Contenti è all'indirizzo:
di Osvaldo
CONTENTI
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Sito Italiano:
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