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CINEMA E PITTURA
“King Kong” di Peter Jackson
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Tutti gli
artisti alla corte di Re Kong!
Recensione di Osvaldo
Contenti*
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Il Manifesto del film |
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Ancor prima delle
riprese di King Kong, iniziate nel settembre 2004, più
di 450 artisti degli effetti visivi hanno lavorato sul piano delle
arti convenzionali e digitali proponendo a Peter Jackson
disegni preliminari, illustrazioni concettuali, sfondi e storyboard
animati con l’obiettivo di consegnare al regista un materiale idoneo
a dare una decisiva impronta di partenza ad un film che, una volta
ultimato, avrebbe superato l’apporto di effetti speciali inseriti
nell’indimenticabile trilogia de Il Signore degli Anelli.
A tal fine, gli artisti concettuali Gus Hunter e Jeremy
Bennet hanno creato circa 5.000 immagini digitali relative a Re
Kong, essendo finito il tempo di apporti grafici o pittorici
tradizionali che non consentirebbero di stare nei cicli di
produzione di un mega-progetto sicuramente paragonabile alle
colossali dimensioni del protagonista del film.
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Un
protagonista che per Philippa Boyens, screenwriter del
film assieme a Fran Walsh e allo stesso Jackson, non
doveva essere antropomorfizzato, ma che al contrario doveva
palesare i caratteri distintivi della propria specie e tutti i
segni, cicatrici comprese, di un gorilla impegnato ogni giorno
in una lotta per la sopravvivenza all’interno di un’isola
popolata da giganteschi e voracissimi dinosauri. Aderendo a
quest’idea di partenza, Joe Letteri, supervisore degli
effetti visivi della Weta Digital, ha disposto
un’interazione fra tecnica motion capture e reparto animazione.
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Così, la mo-cap si è
curata soprattutto dei complessi movimenti legati a una creatura
come Kong che doveva saltare, correre, afferrare, lanciare etc., il
che ha portato la Weta a scannerizzare al computer non solo l’intera
muscolatura del corpo del gorilla, basata sulle sculture e i modelli
3-D di Richard Taylor, ma il complesso particolare di mani,
piedi e testa, nonché la renderizzazione di peli e di 8 metri di
pelliccia che dovevano coprire l’intero corpo dello scimmione. |
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La Bella e la Bestia
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Un
lavoro che ha messo a dura prova anche i fantastici software
della Weta, con l’aggravante di dover integrare tale mansione
con il reparto adibito a dare verosimiglianza alla mimica
facciale del gorilla. |
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L'isola del Teschio

Naomi Watts

King Kong - Miscellanea concept-art

Game of the movie
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Incarico
affidato al reparto animazione, il quale ha persino fatto
uso di un “Kongalizzatore”, sviluppato dal
dipartimento del suono, per verbalizzare le risposte vocali
di Kong mediante un microfono sistemato sulla testa di
Andy Serkis, che ha impersonato, anche se parzialmente,
com’è ovvio capire, il protagonista animalesco del film.
Altro massimo impegno per gli artisti alla corte di Re Kong,
è stato quello di realizzare non solo i favolosi e
accuratissimi scenari per l’Isola del Teschio, dimora
originaria di Kong, ma anche la ricostruzione della New
York del 1933, che vedrà il gorilla aggirarsi fra
parchi, avenue e il pinnacolo del fatidico grattacielo sul
quale il Nostro troverà la sua fine. Nel caso della N.Y. del
’33, la realizzatrice degli effetti visuali Eileen Moran,
con estrema soddisfazione, ha commentato che: “Siamo stati
in grado di ricostruire l’intera città in 3-D! Anche grazie
al supervisore alle creazioni al computer Chris White
che ha inventato un “CityBot”, con il quale ha
ricreato interi isolati della città con la corretta
architettura di ogni zona”. Un impegno che ha comportato un
intero anno di lavoro, e che in cifre ha significato la
creazione di 57.468 edifici di Manhattan, più
32.839 strutture per i quartieri di Queens, Brooklin e New
Jersey, più 51 edifici emblematici nei quali il regista
ha potuto spaziare come in una città virtuale.
Alla fine di questo immenso lavoro, che naturalmente ha
visto in campo anche lo scenografo Grant Major, Peter
Jackson ha osservato che: “È stato come dare vita a una New
York in modo storicamente esatto, ma che non potrebbe essere
preso per vero in quanto quella città non esiste più”. Una
considerazione, tra l’oggettivo e il melanconico, che forse
più di altre ci riconsegna il vero animo di questo regista,
capace, come pochi, di tradurre la storia della Bestia King
Kong e della Bella Ann Darrow (ottimamente interpretata da
Naomi Watts), come una favola applicabile anche al
nostro tempo, in cui la sofferenza del gorilla non è per
niente dissimile, nella sostanza, al pathos della nostra
partecipazione emotiva. |
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(Immagini autorizzate dall’ufficio stampa)
Per
approfondire
Sito Usa:
Sito italiano:
The official game of the movie:
* Sito d'arte di Osvaldo Contenti
Il sito personale dell'artista Osvaldo Contenti è all'indirizzo:
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