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Il vincitore del concorso "LA TELA DEL
MESE" di Marzo 2009 è l'artista: |
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Roberto De Francisci Epifani |
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Giovane di Bagheria
Olio su vetro - cm 70 x 30 |
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BIOGRAFIA:
Roberto De Francisci Epifani intraprende gli studi artistici a
Messina.
Frequenta il conservatorio Arcangelo Corelli, allievo nella
classe di clarinetto suona in vari teatri d'Italia tra cui il
Teatro dell'Opera di Roma, a Napoli, Parma, Taranto, Oristano
fino all'età di 19 anni.
Dopo gli studi presso il Liceo Artistico di Messina si
trasferisce a Palermo specializzandosi in restauro presso il
monastero "Abadir" e dove affronta i linguaggi artistici nel
campo della ceramica e della pittura fresca e ad olio.
Dal 1998 al 2001 diventa docente presso Il Liceo Artistico di
Messina in figura Disegnata e Anatomia artistica, e presso
l'Accademia di Belle Arti in Restauro Pittorico e Storia
dell'Arte.
Nel 2001 si trasferisce a Roma, dove vive e lavora, dedicandosi
al restauro dei materiali e della Vetratistica Antica.
Contemporaneamente grazie allo studio delle tecniche antiche,
affronta attraverso la pittura e un linguaggio personale,
tematiche moderne dove il figurativo e la persona prevalgono.
Breve prefazione sui dipinti su vetro.
A differenza di altre tecniche, la pittura su vetro, che in
Italia fu in uso sin dall’epoca ellenistica, non ha una storia
continua ed univoca.
Tra il 1750 e il 1900, come fenomeno generale in Europa, i
“sottovetri” raggiunsero l’apice della loro diffusione e la
massima vivacità espressiva. Questo genere di manufatto, anche
se è stato apprezzato e collezionato a nord delle Alpi, in
Italia, ha cominciato a suscitare l’interesse degli studiosi e
dei collezionisti solo in epoca recente.
Una delle attrattive di questo genere di pittura consiste nella
brillantezza dei colori che sono protetti dal loro stesso
supporto e che non possono essere offuscati dalla polvere o da
ridipinture e vernici.
Dato che con questa tecnica è impossibile apportare correzioni,
il pittore doveva avere mano sicura tanto più che l’opera veniva
eseguita a mano libera.
La maggior parte dei paesi dove fiorì il sottovetro era
cattolica e quindi i soggetti erano per lo più religiosi: c’era
una grande richiesta di immagini di Madonne miracolose che erano
oggetto di pellegrinaggi, basti ricordare la Madonna col Bambino
di Lucas Cranach, oggi nella Pfarrkirche di Innsbruck, o santi
patroni delle varie città e paesi, ed anche protettori delle
varie categorie e mestieri, San Leonardo per le greggi, San
Sebastiano contro le malattie in genere, Santa Barbara
protettrice dei minatori,dei militari e delle merlettaie…
Con il successo dei mezzi meccanici per la riproduzione quali
olografie, litografie, ecc. e con la prima guerra mondiale
finisce completamente la pittura sottovetro in tutta Italia. Le
stampe colorate costavano meno ed erano anche più facili, ossia
meno fragili,da trasportare per i milioni di emigranti italiani.
La pittura sottovetro divenne in Italia sinonimo di arte
popolare nel senso negativo del termine, di povertà e di
superstizione, e quindi di primitivismo fuori moda, da mettere
in soffitta se non da buttare via.
Per questi motivi ho provato interesse per la pittura
sottovetro,per le sue qualità consone alla loro poetica,
dall’uso dei colori primari stesi in piatte campiture agli
schemi ricchi d’invenzione e libertà, questi offrono la stessa
magia che si ritrova nelle favole o nei canti popolari, dove a
farne da padrone non sono che la vivacità, la grazia, la
fantasia ed una profonda umanità. E-MAIL:
ARCHIVIO VINCITORI
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