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Il vincitore del concorso "LA TELA DEL
MESE" di Novembre 2008 è l'artista: |
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Endza |
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Donna con cappello
Olio su tela - cm 90 x 70 |
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BIOGRAFIA:
"La mia infanzia si cela nei miei dipinti che mi aiutano
a vivere il GIORNO D’OGGI.
Amo la vita solo quando guardo a questa attraverso le finestre
rosse della mia infanzia.
Ogni tratto del mio pennello è una preghiera per me."
Questo dice di sé Endza , nato nel 1968 a Etchmiadzin, in
Armenia.
Durante la sua adolescenza compie diversi studi, tra cui
recitazione all'Istituto di Teatro e Cinema di Yerevan
(1985-91); e proprio nel teatro di questa città si esibirà per
un paio d'anni.
Iniziati gli studi teologici, si trasferisce in Israele dove
frequenta anche corsi privati di Arte e Pittura fino al '95,
quando viene ordinato Sacerdote per restare nel Seminario
Teologico Armeno come insegnante d'arte.
Negli anni a seguire, continua la sua formazione artistica,
viaggiando anche in Italia; dal 2005, infatti, studia come
restauratore di opere antiche all'Istituto Veneto per i Beni
Culturali di Venezia.
Dalla sua opera emerge con forza la notevole influenza che la
sofferenza e la povertà vissute da bambino hanno avuto su di
lui, con chiara evidenza delle difficoltà superate e delle
profonde emozioni che da queste ha tratto. Tutto ciò si riversa
sulle tele con coraggio, senza la preoccupazione di dover
“accontentare” l'occhio dell'osservatore, con il solo intento di
palesare il vissuto l'ha fatto diventare l'uomo che oggi è. Marco
Marsili
C’è un’usanza in Armenia che quando esce il primo dente del
bambino, gli si mettono dinnanzi diversi oggetti da scegliere.
Si dice che l’attinenza professionale dell’oggetto decida la sua
futura occupazione. Allora probabilmente scelsi il pennello. E
vi aggiungo di più, quel fanciullo non mi ha mai più voluto
lasciare.
E’ nelle mie memorie, nei miei sogni, nei miei quadri.
Questo bambino che mi assomiglia parecchio, mi impedisce di
provare rancore verso il mondo, di smettere di sorprendermi, di
corrucciare la fronte, di perdere la speranza. Non mi lascia
invecchiare e anche se scorgo già qualche capello bianco in
testa, non è perché sono vecchio, ma semplicemente perché nel
mondo ci sono anziani di dieci anni e fanciulli di cento.
Il mondo ha visto fin’ora molti miracoli e ne vedrà ancora
tanti. Ma l‘infanzia non è mai riuscita a tornare. Io cerco in
questa sala di riportare questo miracolo. Voglio che voi
ritroviate quel fanciullo che spesso gli impegni e le
preoccupazioni quotidiane vi impediscono di ricordare.
ENDZA
L’artista è colui che trasfigura la realtà, mettendoci di fronte
ad una nuova visione del mondo che a volte non riusciamo a
percepire, perché nell’arte i drammi e gli entusiasmi degli
uomini vengono trasmessi senza le quotidiane sovrastrutture
mentali che la vita ci costringe a costruire.
Questo Endza lo regala in ogni sua immagine che ci propone, i
suoi passaggi di vita che potrebbero essere quelli di ognuno di
noi, li propone alla nostra vista schietti e detonanti. A volte
cupi nei colori e nei tratti, a volte brillanti e sinfonicamente
movimentati, così come la vita di ognuno si dipana negli anni.
Fermarsi ad osservare un’opera di Endza è un po’ come possedere
uno specchio che porta con se la memoria della nostra vita, come
una finestra dalla quale non abbiamo mai il coraggio di
affacciarsi. E’ proprio così che Endza vuole farsi ricordare ed
è proprio così che nascono le sue opere, con il suo mite
approccio al mondo e la sua tenacia nella vita, i suoi viaggi
tra Armenia, Israele e Italia, il desiderio di crescere fino
alla maturità artistica, lasciarsi dietro ciò che gli ha fatto
da maestro e del quale se ne è appropriato, per poter da qui
partire verso la “sua” arte.
Così come è vero che l’arte è genio, intraprendenza, ricerca e
rischio, così è vero che soltanto chi ha desiderio di farsi
ascoltare può riuscire ad aprire un varco nella sordità emotiva
che ci invade. SITO WEB:
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