Area riservata



« Galleria Artisti Contemporanei

Sala 08

Gisella Pagano

Gisella Pagano

Gisella Pagano, regista, giornalista, pittrice, nasce a Milano e si diploma all'Accademia Internazionale delle Belle Arti di Brera, studiando con i Maestri Annigoni e Purificato. 

Tra il 1965- 70, espone a Lugano, Lione, Berlino, Lubiana, Roma, per poi dedicarsi esclusivamente alla regia cine-televisiva, su consiglio di Purificato che rivede come Insegnante di scenografia, presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma. 
In questa nuova carriera, presta la sua collaborazione alla Rai Italiana, all'Istituto Luce (Ente Cinematografico di Stato), all'Enea (Ente Nazionale Energia Alternativa) e anche alle TV straniere: Svizzera italiana, Capodistria ex Iugoslavia. 
Con Achille Bonito Oliva consulente, realizza due Documentari d'Arte: il primo sulla vita di Carlo Carrà, il secondo sul Movimento artistico dei Macchiaioli e al Festival sull'Arte che si svolse al Boubour di Parigi nel 1996, vinse la "Palma d'argento" come migliore regia. 
Nel corso dei suoi trent'anni di carriera, tuttavia ha sempre creduto di "pennellare" le immagini che girava con la macchina da presa come se fossero quadri, "Opere" che fissava sul fotogramma dense di tradizioni, educazioni, storie, sofferenze di quei popoli che via via incontrava, conosceva nei Paesi del mondo. 
Decide di dedicare anima e corpo alla pittura nel 1999 come un bisogno necessario, un travaglio che avvertiva della sua coscienza, un "viaggiare attraverso il suo essere" per ciò che ha visto e conosciuto, una sorta di rivisitazione spirituale dei luoghi dove si è fermata, cercando altresì di trovare il necessario equilibrio fra l'arte pittorica e l'arte documentaristica, con la tenace volontà di realizzare per intero il suo sogno d'arte. 
Di lei scrive il Prof. Leonardo Antico, Accademico Città per l'Arte e le Scienze di Roma: "La sua pittura, è documento di quotidianità e simbolismo, integrazione di disegno dai tratti sicuri, e colore che risente della scuola di Cantatore, spesso forte e sostanzioso che realizzano una pulita leggerezza dell'essere. Lo studio delle forme in movimento, il coordinarsi delle figure, hanno vivacità e forza di rappresentazione, in un bellissimo impianto della scena, talora con scansione architettonica molto curata, che l'artista deve ai suoi studi con il maestro Purificato." 
Mentre il critico d'arte Prof. Sergio Da Molin, dice di lei: "Gisella appartiene al mondo delle espressioni Forti, dove il Colore avvolgono infuocate le pulsioni interne dei sentimenti e della creatività. Ci piace l'Opera dell'artista, perché rappresenta spontaneamente, senza falsi schemi o pregiudizi, il suo mondo senza veli, senza ipocrisie, sinceramente, vorremmo dire, quasi musicalmente. " 
Il Prof. Sileno Salvagnini dell'Accademia d'Arte di Venezia, così si esprime: "L'Autrice in molti quadri, pesca letteralmente dal deposito aureo della propria memoria, da viaggi, situazioni, incontri, passioni, stupori,frammenti, echi, cercando di fissarli in una sola immagine, che contenga però in nuce, un'idea di racconto, il "suo" racconto: quasi voglia partecipare lo spettatore dei mondi che ha vissuto, di condividere con lui spazi, tempi e sentimenti, e il suo tentativo, portato felicemente a conclusione, è il volere coagulare attorno ad un simulacro di realtà con spazi, umori, colori, non tanto la sua fragranza, il suo alito concreto, bensì la nostalgia di quello. "
Ed infine, la Prof.ssa Flavia Casagranda critica d'arte, così si esprime: "Un documento è un documento: che sia scritto, fotografato, videoripreso o dipinto. Questa è la vocazione di Gisella Pagano:artista, regista, reporter televisiva, realizzatrice di documentari, disegnatrice e pittrice. Ha girato il mondo e lo ha "visto"; ha parlato con la gente, con gli eventi e con la natura dei luoghi. E' entrata dentro le cose; gli aspetti materiali, spesso ingrati, le realtà visibili e quelle invisibili, le loro conseguenze e le loro sorprese, spesso insospettabili: ha imparato a guardare e soprattutto ascoltare. Tutto questo le è entrato nell'anima e vi si è sedimentato. E' forse nel disegno, in cui più accentuato rimane il fare e il retaggio accademico che Gisella Pagano esprime il lato più intimo e personale: non solo ritratti, ma posture, atteggiamenti, schizzati o conclusi, momenti di vita affettiva o veri e propri "studi" a matita e carboncino in cui la destrezza di mano si manifesta ancor più libera e accorta che non nei dipinti a olio e a tempera mista. L'universo espressivo di Gisella Pagano è dunque un documento di realtà: registrato o re-visionato, sul filo dell'esperienza e del vissuto, della sensibilità e della memoria: un viaggio,appunto, nel reale e nel possibile."
 
Hanno scritto di lei:
Erika Adami, Leonardo Antico, Carlo Bellotto, Mario Blasoni, Vinicio Boscaini, Bruno Businarolo, Carlo Capriati, Sergio Da Molin, Frederik England, Roberto Foramitti, Piero Fortuna, Ferruccio Gard, Eugenio Garzotto, Roberto Germogli, Paolo Limiti, Renato Malaman, Giorgio Pezzana, Riccardo Piva, Maria Rossaro, Sileno Salvagnini, Toni Waliscrc, Maria Lucia Ferraguti, Flavia Casagranda, Maria Teresa Prestigiacomo, Silvia Tolusso.
 
- Premio Internazionale d'Arte SAN CRISPINO 2007 - 9a  Edizione.
- Premio Speciale "MAESTRI ITALIANI DEL '900" All'Artista GISELLA
  PAGANO - Porto Sant'Elpidio.
- Menzione Speciale - Premio OpenArt 2008, Roma.
- Nella bibliografia della Casa Editrice Il Quadrato Edizione 2009
   "Pittori e scultori del '900" vi è anche Gisella Pagano.
- 2009 - GRAND PRIX INTERNATIONAL D'ART DE PARIS per i meriti
  artistici.
- 2009 - Premio Internazionale Biennale di Venezia "I DUE MORI" per
  la pittura.
 
Per comunicare con lei via e-mail: gis_gis@libero.it 

Giuseppe Tarantino

Giuseppe Tarantino

Giuseppe Tarantino nasce ad Altamura (BA) nel 1969. Al termine degli studi nel 1990 consegue il diploma di Arti Grafiche all’Istituto Tecnico Statale G.B.Bodoni di Torino, dove la sua famiglia si era da tempo trasferita.  Ma sarà Parigi la sua “via per Damasco”.

La folgorazione davanti all’arte astratta di Kandinsky, Klee, Mondrian farà esplodere in lui la passione per l’arte ed influenzerà la sua ricerca futura, indirizzata non verso moduli espressivi tradizionali, fermi a suggestioni di matrice naturalistica, ma  verso la non oggettività, la non forma,  verso l’idea, l’emozione, la scoperta di sé. 
 
L’arte di Giuseppe Tarantino è espressione di pura essenzialità astratta. In opposizione alla mimesi, ovvero alla rappresentazione del reale, Tarantino ricerca inedite emozioni nei frammenti più reconditi dell’anima, dai quali affiorano “Legami nascosti“, e “Fragili equilibri“. Tramite i meandri di uno spiritualismo cosmico, l’artista riscopre le origini degli elementi formali che costituiscono le fondamenta sintattiche del linguaggio visivo. Ispirandosi in un primo tempo alle tematiche figurative di Paul Klee e in un secondo tempo alle esperienze artistiche di Lucio Fontana ed in particolar modo di Piero Manzoni, attua un processo di sempre più radicale semplificazioni delle forme, trovando la sua libertà formale nell’essenza di un pura dimensione minimalista. Dalle sue opere affiora una razionalità priva di riferimenti esterni, ma che ha le sue profonde radici nel mondo dell’introspezione dell’osservazione “pacata dell’universo“. In tal modo l’artista ricostruisce un nuovo universo estetico, indagando sulla vita, sulla centralità dei sentimenti, sugl’intrecci delle interrelazioni umane, sui limiti, sui confini della percezione. Corde sottese in modo verticale, orizzontale, obliquo, equilibrano con la loro massima tensione i tagli, creando legami infiniti, profondità spaziali del tutto inattese. Il colore è relegato in maniera elegante a sinfonie monocromatiche di bianco, di nero o dei due colori sapientemente accostati. Questa ricomposizione, ristrutturazione apparente dell’universo nasconde la ricerca di un “Oltre“ spazio temporale che racchiude nello scrigno più profondo gemme di vitalità artistica. L’arte di Tarantino ha qualcosa di ermetico e nel medesimo istanti di gestuale; l’uomo non è dimenticato, è solo riprodotto tramite il suo moto dinamico, il suo lavoro materico, fulcro di  onirici paradigmi introspettivi . 
 
Gianluigi Guarneri
 
LA RAREFATTA SCULTOPITTURA DI GIUSEPPE TARANTINO
Nodi scorsoi non legano corde aggrovigliate, ma sciolgono enigmi psichici, per rivelare l’intimo dissidio, la visione globale, l’arte eccelsa di Giuseppe Tarantino, avvincendo il fruitore e attirandolo in un labirinto di mura sottili, porte chiuse e finestre aperte. Convinto assertore della minimal art, lui ricava il massimo dal minimo, l’essenza dal superfluo, l’assoluto dal relativo, l’astratto dal figurativo, il surreale dal reale, applicando alla pittura le regole della scultura e dell’architettura, le note della musica e della poesia.  Scolpendo nella luce diafana della calce viva i tratti dei personaggi famosi, gli scorci delle case murate, i profili dei paesaggi italiani, lui non aggiunge colori artificiali ai colori naturali, ma toglie gli uni e gli altri, per sottrarre materia alle cose reali e renderle rarefatte, eteree, interiori.
 Il bianco spago avvolge spinette, spirali, assi, rocchetti verticali ed orizzontali in un contesto di feritoie, botole, spiragli alla controra, in penombra, controluce, facendo intravedere zombi tra le quinte, manichini tra le ante, spettri tra le funi pendenti, le liane volanti, i fili diagonali. Giuseppe Tarantino prepara accuratamente le tavole, le tele, i cartoni con un massetto di cementite, di acrilico, di tempera, per poi squarciarlo in ritmi connettivi di concetti spaziali, idee stratosferiche, pensieri profondi, in un missaggio di fantasia e bizzarria, di genio e capriccio.
 
Gianni Latronico

Alessandro Marino

Alessandro Marino

Alessandro Marino nasce a Trani, in provincia di Bari, il 23 febbraio 1958. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si diploma all'Accademia di Belle Arti di Bari, nel corso di Decorazione, nel 1985. Nel 2000 si abilita all'insegnamento di Disegno e Storia dell'Arte. Per un breve periodo si dedica alla xilografia ma, nel frattempo, continua ad ammirare i contrasti forti del Caravaggio e i paesaggi onirici di Magritte e Dalì. Essendo prevalentemente un figurativo sin dai tempi dell'Accademia ed essendo il suo genere preferito il surrealismo, negli anni e attraverso varie tecniche, giunge ai suoi dipinti ad olio degli anni '90 e 2000, dipinti in cui le sue figure tendono ad una resa sempre più realistica e quasi fotografica, forse per arrivare, negli anni a venire, ad un "surrealismo iperrealista" che gli permetta di abbinare i suoi "pensieri dipinti" alla padronanza della tecnica. Dal '90 partecipa annualmente al concorso pittorico internazionale "Contea di Bormio", in Valtellina, ottenendo diversi riconoscimenti. Oggi lavora nel suo laboratorio di Corato, in provincia di Bari, dove fabbrica personalmente le cornici per i suoi lavori.

Salvatore Gerbino

Salvatore Gerbino

SALVATORE GERBINO pittore accademico surrealista e tradizionale, nasce a Caltagirone nel 1958, dove tuttora vive ed opera.

Divide la sua vita tra famiglia, lavoro, pittura, fotografia e teatro. Ha compiuto studi scientifici a Caltagirone, studi tecnici privati per la ceramica, corso di Accademia, sezione Pittura e Grafica, scuola per corrispondenza – Roma. Ha partecipato ad importanti manifestazioni e concorsi di elevato livello culturale ed artistico, regionali, nazionali ed internazionali, riscuotendo numerosi riconoscimenti e consensi di pubblico e di critica. Componente di Giurie qualificate.
Disegna e dipinge dal 1970, si è dedicato da giovanissimo alla pittura e alla grafica, prediligendo e valorizzando  negli  anni  il  cartoncino,  la  tela,  la ceramica, la foglia d’oro, il legno, il vetro e la seta, passando  
con spirito creativo dalla matita al carboncino, dall’olio all’acrilico, dalla tempera agli smalti, dai pastelli alle crete, dalla china all’acquerello. Nel 1977, vince il suo primo premio, al 13° Premio Internazionale Pittura Fotografia Scout – Arco (TN).
...In trent’anni di “Esperienze Artistiche” in Gerbino troviamo un vuoto, protratto per anni, segnato da una forte esperienza di vita. Al dramma dell’uomo si accoppia quello “personale” che lo ha accompagnato nel travagliato percorso artistico e che ha saputo consegnare, oggi, al fruitore, un artista impegnato che rifugge da un linguaggio di facile prensione, per farsi interprete delle inquietudini dell’umanità , che attraverso i ricordi e la propria espressività tecnica ha continuato a vivere nell’orizzonte del suo tempo-limite e ha ritrovato stimoli nuovi e contenuti attuali che, rivisitati col filtro della memoria , ha saputo mescolare in maniera sempre nuova, fantasia e realtà e impressionare le superficie con mano ferma e occhio attento puntato fisso a plasmare la materia, dando forma e rotondità all’improvvisa e inaspettata visione piatta dell’universo...
Nei suoi dipinti il Gerbino, capace di affascinare e suscitare profonde riflessioni, varca la soglia del reale per cogliere l’esistenziale, offrendo all’osservatore una dimensione onirica dei suoi soggetti preferiti; paesaggi lunari, alberi, contorsioni di rami, fiori, lastricati, massi, cieli squarciati, visi lamentosi, figure indefinibili, croci, uccelli...  Con essi, le opere del Gerbino, donano tutto il fascino figurativo e simbolico necessario per imporsi alla nostra attenzione trasmettendo un messaggio visivo, che passa dal mondo della sofferenza a quello della vita in contrasto con la morte, perché nella sua arte c’è il silenzio della sua anima, che si apre e manifesta emotività, angosce e passioni.
Promotore ed organizzatore di mostre personali, collettive e concorsi a premio di Lettere ed Arti, locali, regionali e nazionali dal 1980. Progettista, disegnatore e realizzatore di scenografie teatrali e spettacoli vari. Ideatore e curatore di cataloghi, depliants, locandine, manifesti e copertine di libri e riviste. Socio Fondatore dell’Accademia Calatina di Arte, Lettere e Teatro.
Si sono occupati della sua attività, critici e giornalisti mediante quotidiani, riviste specializzate, cataloghi, radio e televisioni. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.
 

Tiziana Parziale

Tiziana Parziale

Parziale Tiziana è nata a Roma dove vive e lavora.

Dopo il diploma prosegue gli studi presso all’Accademia di belle arti di Roma conseguendo nel 1985 il diploma   accademico quadriennale - corso di pittura e nell’aprile 2011  il  diploma accademico di 2° livello in “Arti Visive e Discipline dello Spettacolo (Pittura B.S.) .
Nel corso degli studi consegue 3 borse di studio.
Nell’anno accademico 2006/07 consegne  il Master di I° livello  in “Economia e Valorizzazione delle Istituzioni Culturali” (60 CFU) presso l’Università Roma Tre.
Nel 1979 è invitata a partecipare, ad Orvieto, al seminario in grafica pubblicitaria organizzato dal Prof. Alfred  Hohenegger, docente di Grafica all’Istituto Professionale Femminile di Stato "Armando Diaz“ di Roma. Nell’anno scolastico 1979/80 presta servizio presso l’Istituto Professionale Femminile di Stato“ Virginia Woolf” in qualità di supplente temporanea per l’insegnamento della materia  “Tecnica Fotografica”.
Nel 1985 esegue un lavoro pittorico su parete commissionato dai titolari del teatro “la Piramide” di Roma: Memè Perlini e Antonello Alioti, lavoro coordinato dall’artista Nato Frasca.
Nel 1986 partecipa, nell’ambito dell’iniziativa “Maggio Nettunense”, alla mostra collettiva di pittura, organizzata dal Comune di Nettuno presso la galleria “Porfiri”.
Nel 1987 partecipa alla mostra collettiva organizzata dal Comune di Latina presso il palazzo della Cultura. Nello stesso anno partecipa all’esposizione collettiva di pittura e scultura presso l’ippodromo di Capannelle di Roma.
Nel 1991 partecipa all’esposizione “I lavori dell’Arte dedicato a Mozart” presso il centro multimediale G. Montemartini dell’ACEA in Roma.
Nel 1996 espone vasi dipinti presso la vetrina di vendita del Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Nel mese di giugno 2010 partecipa alla mostra collettiva “Facce da schiaffi, curata dal Prof. Claudio De Paolis.  L’iniziativa, imperniata sulla ricerca del ritratto, operata attraverso i linguaggi artistici, e composta da diversi elaborati realizzati con stampe a sublimazione termica di personaggi del mondo della cultura, del cinema, della musica, dello sport, della politica, dello spettacolo. All’iniziativa ha aderito Emergency, a cui è andato il ricavato della vendita dei lavori. Diversi i siti Web - You Tube, che hanno pubblicizzato l’iniziativa, nonché il quotidiano “La Repubblica”.
Nel mese di ottobre 2010, in occasione della “Giornata del Contemporaneo” partecipa all’iniziativa promossa dall’Accademia di belle Arti di Roma, cattedra di Fenomenologia. L’iniziativa si è concretizzata con la proiezione di 22 progetti, sviluppati nel maggio del 2010 durante il workshop tenuto da Liliana Moro e Cecilia Casorati presso Accademia di belle arti di Roma, e finalizzata alla  riqualificazione della piazza Ferro di Cavallo centro dinamico di relazioni e luogo dell'accoglienza, che è stata recentemente snaturata da una imponente cancellata di ferro che la divide dalla città. I Progetti sono stati raccolti in un libro d’artista di prossima pubblicazione, di cui è stato esposto un prototipo durante l’iniziativa.
L’attività dell’artista si rivolge alla realizzazione di opere pittoriche polimateriche metafisico geometrizzanti, dove entrano con pari diritto l’analisi della percettività visiva e l’indagine della superficie, sperimentata quest’ultima attraverso una stratificazione levigata del cemento che riconduce alle sedimentazioni quasi geologiche del tempo e delle impronte venerabili dell’antico.
I colori si spengono coagulandosi nella polarità del grigio in un inconsueto intreccio pittorico. 

Lino Esposito

Lino Esposito

Lino Esposito è un pittore autodidatta che vive e lavora a Milano. Interessato all'arte in generale e al design da sempre, si è dapprima dedicato alla creazione di oggetti e piccoli arredi in cartapesta e poi si è cimentato con la pittura vera e propria. Profondo conoscitore della pittura rinascimentale e delle avanguardie storiche del novecento, ha tratto insegnamento da quelli che per lui sono stati i principali esponenti    

delle correnti artistiche del periodo: Kandinsky, Picasso, Braque.
Nei primi anni '90 è entrato in contatto con la pittura figurativa attraverso l'uso della tecnica dell' acquerello, appresa frequentando diversi corsi. Sviluppata con successo, con ampi consensi di pubblico, fino agli inizi del 2000, è approdato successivamente, quasi per un passaggio naturale, alla pittura astratta ad acrilico.
Dapprima attraverso l'impiego di materiali diversi che di volta in volta venivano applicati sulla tela insieme ai colori ad acrilico, quasi in una ricerca di nuove trasformazioni che il materiale povero o di riciclo può offrire. Poi con l'affinarsi della tecnica è giunto ad un'astrazione sempre più geometrica che esplora lo spazio occupato dalle forme, come a voler dar vita a nuovi mondi in un futuro non troppo lontano. Quello che si evidenzia dalle opere sono universi e galassie che acquistano una dimensione di gioia, determinato anche da un uso sapiente dei colori accostati in armonia.
Nella serie delle tele dedicata agli "equilibri" ha indagato su quegli elementi di disturbo che infrangono la perfezione delle forme, stabilendo un parallelo con la condizione di imperfezione dell'essere umano.
Lo spazio e le forme in esso contenute sono i punti salienti della sua ricerca che tende sempre più verso una scomposizione visiva tesa a evocare più che a ricreare la realtà.
Sue opere sono presenti in numerose collezioni private di Milano e provincia, a Zurigo, in altre provincie svizzere e a Londra.
 
Link ai siti dell'artista:
- www.londonart.co.uk
- http://digilander.libero.it/acquerelli