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Sala 12

Aurelio Nicolazzo

Aurelio Nicolazzo

Aurelio Nicolazzo nasce a Udine nel 1964 ed è a Roma dal 1970, dove effettua la formazione culturale e professionale. Svolge studi classici e si specializza in informatica. Nel 1997 viene ricoverato per una esaurimento nervoso e verrà curato con psicofarmaci e psicoanalisi fino ancora ad oggi che è invalido civile. Nicolazzo ha una spiccata tendenza artistica che lo porta fin da ragazzo a cimentarsi con successo nella scrittura di poesie, nella fotografia e in seguito nella pittura e nella scrittura di libri e sceneggiature per cortometraggi e film, avendo girato anche alcuni cortometraggi e lungometraggi. Nicolazzo nasce come pittore autodidatta nel 1986 in Calabria, durante una licenza dal servizio militare. Il suo primo quadro è iniziato nel 1986 e viene ripreso e terminato solo nel 1990. Ha proseguito negli anni a dipingere con ispirazione e ha seguito con profitto i corsi dell’Accademia d’Arte RUFA di Roma nel periodo 2004-2007, ottenendo l’attestato di studio. Dal 2004 al 2007 ha utilizzato lo pseudonimo anagramma del proprio nome, Elio Lazzaro Unico, modificato poi in Aurelio Nicolazzo, in arte Lazzaro. Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e a due personali a Roma e ha ottenuto il riconoscimento scritto da parte di gallerie estere, tra cui la Saatchi Gallery di Londra, la Galleria Gaudi di Madrid e la Agora-Gallery di New York. Il suo studio e a Roma e nell’atelier in Calabria dipinge in estate.

 
Nota critica
La sua pittura è figurativa con scelta di soggetti molteplici, dal paesaggio al ritratto, dai quadri frutto della propria attività onirica e immaginativa agli animali, al nudo, ai ricordi di un passato che tuttavia non è morto ma rivive. I colori sono vivaci perché devono esprimere la propria gioia interiore che non trova riscontri e appoggi in una realtà spesso lontana e spenta alle emozioni. La realtà è rispettata nelle forme, ma interpretata e raccontata per condividere emozioni positive con lo spettatore. I colori sono sovente primari, con una preferenza per il rapporto rosso-verde dei complementari. Nelle opere recenti predomina il giallo caldo.
Nicolazzo si cimenta anche nella produzione di opere astratte e, in maniera minore, di graffiti-art.
 
Mostre
1990, Dal 7 al 25 novembre, mostra concorso di fotografia collettiva "Roma in Negativo" tenutasi a Palazzo Braschi in Roma.
2003, dal mese di maggio alla Galleria Selemark di Roma.
2005, dal 12 luglio, mostra presso l'Accademia RUFA di Roma.
2005, dal 14 al 30 luglio, presso la Galleria L'Angelo Azzurro di Roma per la mostra "Animali in Arte" con l'opera "Setter".
2005, dal 17 al 30 settembre, alla Galleria L'Angelo Azzurro per la mostra "Percorsi d'Arte".
2005, dal 29 ottobre al 9 novembre 2005 alla Galleria L'Angelo Azzurro per la mostra "Pianeta Donna".
Dal 18 dicembre 2005 al 6 gennaio 2006, alla Galleria L'Angelo Azzurro per la mostra "Generi Diversi".
2006, dal 20 gennaio al 2 febbraio presso la Galleria Pentart di Roma, per la mostra "Formale o Informale"
2006, dal 3 al 9 febbraio, presso la Galleria Pentart nella mostra "Nudo di Donna".
2006, dal 10 al 23 febbraio presso la Galleria Pentart per la mostra "Stili a confronto".
2006 dal 10 settembre presso la Galleria Piccolo Angelo di Corchiano (VT) per la mostra "Omaggio Pittorico a Gabriella Ferri".
2006, da ottobre presso la Galleria d'Arte Selemark di Roma.
2007, dal 2 al 15 giugno, presso la Galleria La Pergola di Firenze per la mostra "Arte Contemporanea Italiana".
2007, dal 14 al 28 giugno, presso la Galleria Poliedro di Trieste, per la mostra "Artisti in Permanenza 06".
2007, dal 20 al 27 ottobre ”Dall’ermo colle, infinite emozioni tra pittura e poesia” Mostra d’Arte a Recanati.
2009, 24 e 25 marzo mostra personale “Istanti sulle Ali del Tempo” presso Oratorio Chiesa
Santa Maria della Speranza, Università Pontificia Salesiana, Roma
2009, 6 ottobre-30 novembre, "Poesia a Colori", mostra personale, Roma – Parioli, Via Ruggero Fauro 1.
2009, ottobre - gennaio 2010 mostra collettiva alla Galleria Selemark al Nuovo Salario.
2011, dal 19 al 26 marzo, presso la Galleria "Il Trittico" di Roma, partecipa alla mostra collettiva "Fratelli d'Italia", in occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia, di grande successo anche mediatico, con l'opera "Angeli dell'Unità d'Italia", inaugurazione ripresa dalle telecamere di Romauno. 
2011, dal 17 al 23 giugno in mostra presso la Galleria "Quantum Leap Gallery" di Roma in collaborazione con Sinergie Arte la mostra collettiva "Fantastico e Reale" con l'opera astratta "New Abstract Number 12" e ottimi riscontri. 
"Week End con l'Arte" presso il Complesso Monumentale San Francesco, Sala San Francesco a Ferrara, dal 14 al 16 ottobre 2011: mostra selezione artisti per la 6° Biennale d'Arte Internazionale di Ferrara. 
2012, dall'1 al 15 marzo partecipa alla mostra "Venezia-Montreal A/R (Venezia-Montreal Round Trip Ticket)" del progetto Cultural Contact n.1, col patrocinio della Ambasciata del Canada in Italia, presso il Centro d'Arte San Vidal di Venezia, con l'opera "New Abstract Number 12".
2013, Il primo febbraio partecipa alla mostra sulla piattaforma tv Sky, canale 825, ad una collettiva, dopo aver vinto il primo premio Euroarte per "Arte in tv" nel dicembre 2012. Le opere esposte sono "The angel" e "Al Mare 2".
2014, 4-6 aprile, è tra gli artisti del catalogo degli artisti internazionali presentato alla New York Art Expo. Rivista Effetto Arte Palermo.
2014, dal 30 ottobre al 13 novembre, "Atmosfere Astratte e Informali", presso la Galleria Art Time di Udine.

Adelaide Muroni

Adelaide Muroni

Adelaide Muroni nasce a Genova l’11 novembre 1931 e sin da bambina dimostra un temperamento originale che la porta presto a distinguersi e rivelare doti da artista. Viene considerata soprattutto una poetessa, e lei stessa dice che la poesia è la sua seconda natura, anche se è soprannominata la “pittrice dei fiori” essendo i fiori il suo tema pittorico preferito. La maggior parte dei fiori della pittrice Muroni sono fiori pienamente inventati da lei, sono fiori della fantasia, bellissimi, vivaci, particolari ed esprimono un animo puro e generoso. E guardandoli si prova davvero una sensazione di pace e serenità. La sua poesia, invece, è un contesto di immediate sensazioni: sa afferrarle all’impatto; sia con soggetti personali e sia con avvenimenti vari che desidera descrivere su un pressante e continuo “estro poetico”.
La sua poesia riesce a carpire e descrivere ogni emozione che poi risulta essere proprio quella. L’ artista si ritiene, in questi casi, una “poetessa-vate” ed è radiosamente felice di esserlo. Nella natìa Genova, ha studiato canto e lirica per diversi anni avendo avuto anche il dono di una voce da soprano lirico drammatico; cantava nelle chiese e ovunque la richiedessero. Contemporaneamente al canto si dedicava al lavoro di pittrice miniaturista presso lo studio di un famoso maestro pittore miniaturista dell’epoca. Nello stesso tempo continuava a comporre poesie a versi liberi o a rima alternata e, questo, sin dalla più tenera età. Nel corso del tempo poi, a causa di serie ragioni economiche, ha dovuto interrompere lo studio del canto con grande rammarico. In seguito si è sposata e trasferita a Milano, ove tuttora risiede, e dove ha tentato di esercitare la professione di paroliera di canzoni iscrivendosi alla Siae. Riuscì a pubblicare alcuni testi e tre dischi ma tutto questo, purtroppo, non ha mai sortito un riconoscimento generale. Dal matrimonio nascono due figlie ma anni più tardi si separa dal marito e immediatamente si dedica ai concorsi di poesia su inviti incalzanti e solleciti di vari circoli letterari. Attraverso alcune partecipazioni a manifestazioni di “poesia e pittura” ha ottenuto vari riconoscimenti come coppe, targhe, medaglie, attestati, e ha pubblicato su “Editrice Artecultura” diverse sue poesie. Ha pubblicato anche per altre edizioni e riviste ottenendo in seguito un secondo premio con il racconto “Misto vento d’autunno”. Purtroppo, però, non è mai riuscita a pubblicare un’intera raccolta dei suoi componimenti come desiderava, e anche per le mostre di pittura non ne ha potute fare molte…in entrambi i casi sempre per problemi di natura economica e anche perché non ha mai avuto la fortuna di incontrare la persona giusta al momento giusto che la potesse aiutare in questo campo tanto difficile.
La pittrice Muroni, in passato, ha dipinto molte tele con la tecnica della pittura a olio, una delle sue più belle era “Il Vascello Fantasma”, un dipinto talmente bello che nel 1982 glielo hanno rubato! Misurava cm 100x80 e rappresentava “Il Vascello Fantasma” dall’opera lirica omonima del grande maestro Richard Wagner; la pittrice lo dipinse mentre ascoltava quella bellissima sinfonia! Questo quadro, purtroppo, non è mai stato ritrovato nonostante la denuncia e le ricerche. I soggetti preferiti dalla pittrice sono: paesaggi, ritratti, marine, nature morte, figure e nudi ma quello più amato sono i fiori. Si è dedicata molto anche a soggetti religiosi e alcuni li ha donati a chiese e vari enti. Oggi, per problemi di salute, non dipinge più a olio su tela ma si dedica incessantemente alla tecnica pastello su fogli ruvidi, tecnica ideale per liberare la sua fantasia di stupendi fiori e visi che sorridono ammirevoli ed estasiati. Secondo la pittrice, questa tecnica si avvicina molto alle persone di tutte le età e culture perché molto vera, vivida e vivace. Inoltre, per allenarsi si è anche “azzardata” a disegnare squarci delle più grandi opere pittoriche di Michelangelo quali “Il Giudizio Universale”, “La Creazione di Adamo”, “Il Dio Creatore” e “Il Profeta Isaia”, tutti tratti dalla Cappella Sistina. Anche il “Tondo Doni” sempre di Michelangelo e il “David”, ovviamente questo disegnato copiando la scultura.
La poetessa e pittrice Adelaide Muroni è davvero un artista completa: la sua arte spazia dal canto lirico alla pittura e alla poesia. Non è mai riuscita però a realizzarsi come avrebbe voluto e meritato avendo vissuto una vita colma di delusioni, problemi economici e di salute. I suoi grandi miti sono: Richard Wagner per la musica, Giacomo Leopardi per la poesia e Michelangelo per la pittura e scultura. Bellissimi gusti, non credete?

Angelo De Boni

Angelo De Boni

Angelo De Boni è nato nel 1955. Nel 1975 si diploma Maestro d'Arte e poi in Arti Applicate, presso l'Istituto d'Arte di Monza, ove ha avuto, tra gli altri, insegnanti quali il pittore Marco Mirzan, lo scultore ceramista Nanni Valentini, e l'architetto Attilio Marcolli.

Iscritto alla facoltà di architettura presso il Politecnico di Milano, preferisce frequentare il laboratorio dello stesso Valentini, o anche quello del modellista designer Ojer. Diversamente lo troviamo all'Accademia di Belle Arti di Brera ad apprendere l'arte visiva del disegno dal vero.
Tra il 1985 ed il 1990 collabora con importanti compagnie teatrali, di fama nazionale, nel disegnare ed allestire le scenografie.
Nel 2000 diviene National Manager di SoS Art Italia, per la SoS Art International di Amsterdam.
Nel contempo è fautore della corrente artistica NEXT-ART, di cui scrive il Manifesto, e realizza articoli per il periodico trimestrale ARTE-INCONTRO, edito dalla Storica Libreria Bocca di Milano.
L'Opera Paesepium di Palermo nomina De Boni con l'Alta Onorificenza di Accademico per meriti artistici.
Nel 2005 ha fondato “ARTODAY: Image's Reading Laboratory” ed amplia il manifesto della NEXT-ART di nuove idee.
Attualmente è fautore dell'iniziativa artistica denominata M.A.S. Minimo Aniconico Sottrattivo.
Tra le altre iniziative, vi sono collaborazioni quale docente di arti visive presso istituzioni private.
Diverse le Sue opere in “permanenza” sia in Italia che all'estero.
 
L'artista è rappresentato dalle seguenti gallerie:
 
SCOGLIO DI QUARTO di Milano
ITACA Gallery di Verona
ARCIDIACONO per Londra
ARTS FAIRS&NY per New York
 

 

Roberto Boldrini

Roberto Boldrini

Roberto Boldrini lavora nel suo studio ad Anzola dell'Emilia (BO), ma ama molto anche dipingere "en plain air".

Immergendosi nei colori della natura, il pittore trova quella serenità d'animo che gli permette di trasportare sulla tela un'esplosione di luci e colori con uno stile che si può definire impressionista.
Oltre al talento naturale, affinato attraverso studi, esperienza e fatica, Boldrini ha un'altra qualità a suo vantaggio: quando dipinge si diverte ed è felice.
Ha avuto la fortuna di vedere operare dal vero maestri come Bruno Ceccon e Aurelio Barbalonga. Ogni artista deve avere una predisposizione innata, 
ma molto Boldrini deve al maestro Claudio Baravelli, avendo frequentato con successo i suoi corsi di pittura presso il Centro Culturale Anzolese.
Come pittore è cosciente che, oltre i confini raggiunti, c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, da interpretare e da trasmettere a chi osserva le sue opere. Proprio per questo, senza mai tralasciare il tema del paesaggio, così consono al suo animo, nelle opere più recenti il pittore tenta di offrire emozioni e sentimenti estetici dipingendo la figura umana.

Rosa Maria Marongiu

Rosa Maria Marongiu

Nata nel 1963 a Carbonia, dove vive e lavora come insegnante di Inglese al Liceo Scientifico ‘E.Amaldi’, dipinge da autodidatta  fin da bambina con diverse tecniche. Il primo maestro fu il padre, morto prematuramente, anch’egli pittore autodidatta, ma particolarmente esperto nell’uso del colore e nella pittura a olio, tanto da creare i suoi primi colori con erbe, terre e sostanze naturali. Fu poi la sua insegnante di Disegno e pittrice Febe Antoniutti, a darle preziosi consigli e  ad incoraggiarla a proseguire con la pittura a tempera e a olio e l’uso dei pastelli a olio.

Inizialmente i soggetti preferiti erano paesaggi, nature morte  e ritratti. A partire dagli ultimi anni ’80  i temi  più ricorrenti furono l’emozione degli affetti familiari e i momenti di vita domestica, rappresentati su un foglio o su una tela, come per  ‘conservarli’ e ‘fermarli’, preservandoli dalla fugacità del Tempo; dagli anni 2000, pur mantenendo una predilezione per il genere figurativo,  ha iniziato a sperimentare nuovi generi e tecniche miste come l’acquerello unito al pastello a olio, l’elaborazione  digitale  di fotografie e disegni. Altro tema ricorrente, non sempre esplicito è il desiderio di Libertà, la volontà di ‘slegarsi’ e di evadere delle restrizioni e costrizioni  della vita quotidiana e dall’appiattimento  imposto spesso dai ritmi del lavoro. Lo stesso tipo di ispirazione sta spesso alla base delle sue liriche. L’attività poetica si sviluppa infatti in modo parallelo a quella pittorica, evolvendosi negli ultimi anni fino alla fusione di temi e soggetti. Ha partecipato a diversi concorsi letterari nazionali, conseguendo alcuni  riconoscimenti e segnalazioni, con pubblicazione di alcune poesie in opere antologiche. Ha pubblicato la sua prima raccolta poetica ‘Lo scrigno della mia anima’ nel 2007.
La pittura così come la poesia sono state in alcuni frangenti dolorosi della sua vita un modo per superare la sofferenza, attraverso la riscoperta dell’intima relazione tra il microcosmo dell’esistenza umana e il macrocosmo degli elementi naturali. Ma la pittura nasce soprattutto da una spinta interiore, un fremito e un richiamo irresistibile che necessita di trovare sfogo nel realizzare un’idea, un sentimento o un’immagine su una pagina, su una tela o una tavola attraverso il disegno e i colori e a questo punto l’atto del disegnare e dipingere diventano un gesto d’amore e di liberazione. E’ con l’acrilico unito ad altri materiali, carta, stoffa, stucco, sabbia, fiori, che  realizza un nuovo genere di pittura , riuscendo ad esprimere non solo l’ammirazione per gli spettacoli naturali di colore, luci e riflessi e forme ma anche a tradurre idee e  simbologie spesso legate ad alcuni suoi componimenti poetici dove gli elementi naturali, specialmente il mare e la terra, i fiori e gli alberi diventano simboli e/o personificazioni di stati d’animo, passioni, sentimenti. Nelle sue opere recenti è più evidente la passione per i colori puri, forti e vivaci unita alla rappresentazione simbolica dei propri stati d’animo o della sua idea dell’arte e della poesia, intrecciata alla propria esperienza di vita, come negli ultimi quadri, realizzati  dopo alcuni interventi agli occhi, ‘La finestra dell’anima’ e ‘I miei occhi hanno ali di farfalla’(Barcellona, Fundación Barraquer’ ).