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Sala 15

Caterina Spatafora

Caterina Spatafora

Caterina Spatafora è nata a Messina. Dopo aver vissuto a Roma, adesso vive ed opera a Milano. L'artista, autodidatta, ha al suo attivo diverse estemporanee, allestite nella Provincia di Roma; ricordiamo la sua partecipazione ad una mostra collettiva al Teatro Euclide nell’omonima piazza della capitale.

Di recente, per la pittrice dello Stretto, è stata allestita una mostra personale al Museo Archeologico di Villa Genovesi nella provincia di Messina.
Attratta, in particolare dalla sua pittura informale, riguardo la produzione della pittrice ho scritto…
“La pittura è musica e la musica è anche poesia; la pittura racchiude stati d’animo, è poesia e musica insieme, espresse attraverso il linguaggio iconico e per mezzo di un funzionale bilanciamento ritmico-cromatico degli elementi costitutivi di ciascun’opera”.
In questa tridimensionale visione dell’arte si colloca la produzione di Caterina Spatafora  che sembra attingere alle vaste dinamiche delle partiture musicali delle più intime “sinfonie del cuore”. Essa sembra ispirarsi ai “pentagrammi musicali”dai ritmi dettati dal più sottile sentire, affondati, con le loro radici, nell’infinita gamma dei colori dell’anima, ricco caleidoscopio di variegati sentimenti che prendono corpo sulle tele (sfaccettature cromatiche del sentire) trasferite, imprigionate e suggellate per mezzo della materia (l’olio e l’acrilico) nello spazio canonico del quadro di forte energia vitale.
Ecco, dunque, dalle mani di artista, autodidatta, di Caterina Spatafora, nascere opere informali, astratte; tele giocate su un ventaglio di possibili nuances cromatiche che, la passione o l’amore, l’affetto, l’amicizia o altri stati d’animo, suggeriscono all’autrice che compone in una gradevole armonia d’insieme.
In altre opere astratte, l’artista tenta di “inquadrare il mondo” attraverso la rappresentazione di figure geometriche che occupano la centralità della tela, evocano diaframmi di macchine fotografiche, assurgendo, la stessa forma geometrica, a dignità d’arte.
Inoltre, l’artista allarga i suoi confini sul genere figurativo che assume, quali elementi di rappresentazione simbolica, il cavallo, simbolo di libertà, la finestra o il balcone, anch’essi simbolici “tentativi di inquadrare il mondo” per carpirne i più intimi segreti…

Barbara Benvegnù

Barbara Benvegnù

Buongiorno! Mi chiamo Barbara Benvegnù, e sono nata per la prima volta il 1 Luglio del 1970. La mia giornata si divide tra casa, lavoro e figli (tre). Ho seguito gli studi di Comunicazione Visive, per poi lavorare tuttora in uffici grafici pubblicitari ed editoriali. Negli anni il ritmo sfrenato mi ha fatto dimenticare me stessa, le mie aspirazioni... Ma una lunga malattia mi ha portato a rivalutare tutto nella mia vita, le priorità e le aspettative...

Ora sono diventata ottimista, voglio vivere il presente.

Credo che le mie tele rispecchino la mia rinascita (7 ottobre 2013) e la libertà è il mio urlo di speranza a chi non ce l’ha più, perché la paura rende prigionieri, a prescindere da tutto... Ora dipingo tutte le sere, mi piace sperimentare per divertirmi. Spero facciate un Buon Viaggio insieme a me...