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LEZIONI DI GUSTO
Davanti
all'opera
di
Lorenzo RENZULLI
Il processo per cui un'opera d'arte passa da oggetto misterioso ed estraneo a qualcosa di noto e riconoscibile è paragonabile alla lettura di un testo scritto in lingua straniera per la cui comprensione è richiesto un vocabolario oltre, naturalmente, alla conoscenza della grammatica e della sintassi.
I vocaboli usati per scrivere l'opera sono convenzioni che erano di semplice ed immediata comprensione quando questa fu generata, ma che oggi mettono in crisi l'osservatore che spesso si ritrova a guardare l'opera senza gli strumenti per decodificarla.

Orante della catacomba
di via Anapo a Roma |

Orante della catacomba
di via Anapo a Roma |

Dürer: Studio per un apostolo |
Motivo ricorrente dell'arte paleocristiana: l'Orante, comune nelle pitture catacombali e nelle decorazioni dei sarcofagi è una figura generalmente frontale, con le braccia aperte e le mani rivolte al cielo. Oggi risulta difficile riconoscervi un gesto di preghiera, mentre allora, prima della diffusione dell'uso delle mani giunte, quella simbologia era ovvia.
Oltre alle abitudini di vita vanno considerate anche le abitudini rappresentative: quell'insieme di convenzioni rappresentative e di abitudini visive sulle quali nessuna disciplina storica può dare sufficienti informazioni.
Conoscere la storia, e nel caso dell'opera d'arte anche lo stile, è senz'altro importante per comprenderla, ma derivarla esclusivamente dai suoi precedenti stilistici costituisce un rischio ed un limite.
Spiegare uno stile contribuisce sicuramente alla comprensione dell'oggetto artistico, ma non ne spiega la provenienza: ogni oggetto è parte di un divenire ed è questo divenire sul quale bisognerebbe puntare l'attenzione.
Come bisogna comportarsi quindi davanti ad un'opera d'arte?
Il nostro vedere è sempre filtrato dal nostro sapere e questo spesso si comporta come una lente deformante, sarà quindi utile guardare all'opera senza pregiudizi e magari con una certa ingenuità.
Chi osserva criticamente un manufatto artistico deve capire che la sua comprensione dipende dalle personali capacità di ricezione sensoriali e psicologiche e dal bagaglio concettuale con il quale ci si accosta al fenomeno storico-artistico.
Al fine di raggiungere una maggiore e migliore comprensione può risultare utile quindi individuare strumenti atti ad affinare le nostre capacità ricettive, potrà rivelarsi utile anche adottare un atteggiamento di tipo riflessivo: il nostro sguardo andrà rivolto contemporaneamente su di noi (l'osservatore) e sull'oggetto osservato.
La fruizione delle opere figurative, ma anche della musica e più in generale di tutto ciò che ci emoziona tende ad escludere, almeno in un primo momento, il controllo razionale, questi va invece ritrovato, concentrandosi anche sul contesto, inteso nel senso più ampio possibile e quindi anche, come detto, su noi stessi.
Questo atteggiamento può rivelarsi utile, anche se con maggiori difficoltà, perfino nel caso in cui si debbano affrontare opere contemporanee e quindi non si possa contare su solidi strumenti storiografici.
Riassumendo quanto detto, bisogna capire che ogni opera è parte di un divenire storico, culturale e sociale, ma è anche un oggetto con una sua precisa identità nata per rispondere a dei bisogni o per comunicare dei messaggi che non dobbiamo e non possiamo leggere utilizzando i codici più comodi ed immediati per noi in quest'epoca e questa società.
Articolo
di Lorenzo RENZULLI
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