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Dipinto su tavola, 61 x 53, 5 cm
Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.
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Originariamente collocata nella chiesa di Santa Maria delle Grazie extra Moenia di Senigallia.
Quest'opera conferma in maniera evidente come i contatti di Piero con la pittura fiamminga si definiscono non solo dal punto di vista tecnico ma anche stilistico, rilevante è l'ambientazione in un interno domestico, molto caro ai 'primitivi fiamminghi'.
La critica lo colloca nel periodo urbinate di Piero intorno al 1470-78, coincidente con l'Annunciazione di Perugia.
Come già si accennava, le caratteristiche tecniche sono vere e proprie citazioni fiamminghe, ad esempio il legno usato come supporto è in noce piuttosto del consueto pioppo, con una preparazione gessosa molto sottile e l'uso, anche se non esclusivo, dell'olio di lino nella mestica.
Su questa preparazione il disegno è eseguito a carboncino, la struttura architettonica è
invece disegnata a pennello; non si riscontrano spolveri.
Il legante è quasi certamente oleoso come si può intuire nel manto della Vergine che presenta crettature tipiche di un'eccessiva quantità di olio nel legante. |