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LEZIONI DI GUSTO
LA
CONOSCENZA COME PRESUPPOSTO ALLA TUTELA
La
tecnica pittorica su tavola di Piero Della Francesca
di
Francesca
NUCERA
POLITTICO
DI S. ANTONIO
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Dipinto su tavola, 338 x 230 cm
Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria.
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Nell'edizione del 1568 il Vasari ricorda in particolare
"nella chiesa delle donne di S. Antonio da Padoa, in una tavola a tempera, una N Donna col figliuolo in grembo, S. Francesco, S. Lisabetta, S. Giovanbattista e S. Antonio da Padoa, e di sopra una Nunziata bellissima, con un angelo che par proprio che venga dal cielo; e che è più , una prospettiva di colonne che diminuiscono, bella affatto. Nella predella, in istorie di figure piccole, è S. Antonio che risuscita un putto; S. Lisabetta che salva un fanciullo cascato in un pozzo e S. Francesco che riceve le
stimate" .
La predella dovrebbe collocarsi intorno al 1465, mentre l'Annunciazione sembra più vicina allo 'stile urbinate' quindi databile intorno al 1470, epoca in cui l'intero polittico dovrebbe essere stato consegnato alle monache di Sant'Antonio.
L'Istituto Centrale del Restauro ha condotto il restauro che ha permesso di chiarire particolarità costruttive interessanti.
Le consuete tavole in pioppo ospitano la preparazione a gesso e colla, è accertato che solo nelle tavolette della predella questa è preceduta da una tela di lino a strisce.
Sopra questo strato, come nel San Michele di Londra, è presente uno strato bruno ambrato assente solo nelle parti riservate alla doratura; la natura di tale strato non è ben chiarita anche se si ipotizza la presenza di sostanze oleose.
Anche in questo caso non si rileva terra verde sotto gli incarnati, per quel che riguarda i tracciati preliminari si rilevano incisioni, disegni a pennello con pigmenti scuri e spolveri nell'architettura dell'Annunciazione e per le figure di San Francesco e San Giovanni Battista. |
Per quel che riguarda la tavolozza impiegata dall'artista si è in possesso di una esauriente e dettagliata descrizione, infatti nel febbraio del 1992 numerose analisi non distruttive vennero eseguite da una stazione mobile messa a disposizione dal Dipartimento di Energetica dell'università di Roma "La Sapienza".
Attraverso lo spettrometro XFR, che riconosce non la molecola ma uno o due elementi caratteristici, l'analisi viene eseguita in tempo reale sul punto del dipinto che si desidera esaminare.
Si è pertanto riscontrata la presenza di calcio, stronzio e zirconio in tutte le analisi effettuate deducendo che appartengano alla preparazione.
Il manganese è presente in piccole percentuali in particolare nei rossi, nei bruni e negli strati preparatori, forse una terra naturale a base di ossido di ferro.
Anche il ferro è presente in tutti i punti esaminati suggerendoci il consueto uso di terre sia come bolo sotto le dorature, sia come ocre più o meno scure nei rossi, nei bruni e in alcuni gialli.
Notevoli percentuali di rame si riscontrano negli azzurri, segnalando l'uso di azzurrite, e nei verdi come verderame e resinato di rame; rame è ancora presente in alcuni rossi, bruni ed incarnati a suggerire l'uso di verde o azzurro per le ombre dei volti e delle mani.
Piombo si presenta in tutte le tinte bianche, negli incarnati la presenza di mercurio e ferro suggeriscono l'uso del cinabro e di ocre. Anche tutti i rossi esaminati rivelano il mercurio e il ferro sempre per l'uso di cinabro e ocre.
I punti di giallo analizzati sono quasi tutti caratterizzati dall'oro, presente infatti il ferro per il bolo e ocra e il piombo per il minio.
" I grigi ed i bruni mostrano i reali limiti della XFR in quanto pur ponendo in chiara luce la presenza del piombo, essenzialmente in veste di supporto con eventuale valenza cromatica, non possono evidenziare la presenza indubbia di scurenti a base di carbonio che, essendo un elemento a numero atomico molto basso, genera una radiazione X 'molle' totalmente assorbita dallo strato d'aria e dalla finestra d'ingresso del rivelatore e quindi non registrabile.
Ovviamente questa limitazione vista in positivo ci dice che i bruni ed i neri usati dal maestro sono stati fatti con pigmenti a base di elementi
leggeri" .
Il legante è l'olio anche per la morfologia della craquelure, per gli slittamenti e contrazioni degli strati pittorici che denotano una scarsa familiarità con la tecnica e per le incisioni nella materia pittorica fresca con il manico del pennello e la distribuzione del colore con le dita.
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Note
(1) G. Vasari, Le vite... cit, p. 342, nota 20.
(2)
A. Culla - C. Falcucci - S. Rinaldi - S. Sciuti, Relazione generale sulle analisi XFR relative al Polittico di Sant'Antonio di Piero della Francesca
in "DIPEN", 111/92, Roma, 1992, p. 4.
Articolo
di Francesca
NUCERA
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