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LEZIONI DI GUSTO
LA
CONOSCENZA COME PRESUPPOSTO ALLA TUTELA
La
tecnica pittorica su tavola di Piero Della Francesca
di
Francesca
NUCERA
RITRATTI
E TRIONFI ALLEGORICI DI FEDERICO DA MONFELTRO E BATTISTA SFORZA

Dipinti su tavola, 47 x 33 cm ciascuno
Firenze, Galleria degli Uffizi.
Il dittico è con ogni probabilità la
"traduzione in pittura dello schema consueto della medaglia: infatti sul recto i personaggi sono presentati di profilo mentre sul verso compaiono i trionfi allegorici con le epigrafi latine che esaltano rispettivamente i meriti militari e politici di Federico e le virtù di modestia, pazienza e castità di sua moglie Battista
sforza" .
La cronologia è controversa, le ipotesi la individuano tra il 1465 e il 1472.
Il restauro del 1986 ci fornisce informazioni preziose, la preparazione è di tipo tradizionale a gesso e colla. Visto che la stesura pittorica interessa ambedue i lati della tavola, la lettura radiografica non risulta particolarmente agevole.
In riflettografia il Trionfo di Battista Sforza presenta il dato tecnico più rilevante:
"su tutte le figure è evidente la presenza di uno spolvero finissimo che definisce i contorni dei corpi successivamente
panneggiati" .
Quanto alla stesura pittorica risultano dipinte prima figure e carro trainato dai cavalli e successivamente lo sfondo.
Il legante si presuppone sia oleoso, anche se non si hanno dati scientifici, in effetti la morfologia del cretto è tipica delle sostanze oleose. Negli incarnati può aver fatto uso della tempera.
Il trionfo di Federico presenta minuscoli forellini dovuti alla presenza di aria nell'impasto della preparazione, qui la riflettografia evidenzia tracce di spolvero nei dettagli più minuziosi ad esempio la sfera su cui poggia la vittoria alata o la mano destra della virtù che tiene in mano la colonna spezzata.
La minore leggibilità, in questo Trionfo, può essere dovuta ad una massima consistenza pittorica o ad una diversa concentrazione tra pigmento e legante. Anche qui si può ipotizzare un legante oleoso e a tempera per gli incarnati.
Nei ritratti si rileva l'andamento verticale delle fibre del legno e tracce esigue di disegno preparatorio a mano libera. I raggrinzimenti nel rosso scuro delle vesti di Federico e il visibile pentimento sul collo di questi, denotano l'uso di un legante ad olio; anche qui gli incarnati possono essere stati eseguiti a tempera.
Nel ritratto di Federico, come nel cielo e nel paesaggio, si evidenzia un cretto molto accentuato nelle zone chiare dove è presente la biacca, il cui piombo contenuto
accelera l'essiccazione dell'olio in modo incontrollabile.
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| RITRATTI
E TRIONFI ALLEGORICI DI FEDERICO DA MONFELTRO E BATTISTA SFORZA |
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Note
(1) A. Paolucci, Piero della Francesca...
cit., p. 128.
(2)
M. Seracini, Ricerche diagnostiche in Piero e Urbino...
cit., p. 457.
Articolo
di Francesca
NUCERA
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