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LEZIONI DI GUSTO

Astrattismo

di Maria PEZZICA

Tendenza artistica del ‘900 che abbandona più o meno completamente la riproduzione del reale per giungere alla più profonda elaborazione formale del linguaggio visivo.
Parallela alla dialettica filosofica tra i poli del positivismo e dello spiritualismo, la tendenza all’astrazione va via via allontanando da sé ogni riferimento al mondo esterno fondando le regole del proprio linguaggio su elementi interni alla forma, capaci di giungere alla vera essenza delle cose, alla struttura più profonda delle forze della natura.

L’astrattismo nasce quando nei quadri non vi è più alcun riferimento alla realtà. Nasce quando i pittori procedono in maniera totalmente autonoma rispetto alle forme reali, per cercare e trovare forme ed immagini del tutto inedite e diverse da quelle già esistenti. In questo caso, l’astrattismo ha un procedimento che non è più definibile di astrazione, ma diviene totale invenzione. L’astrattismo nasce intorno al 1910 , grazie al pittore russo WASILIJ KANDINSKIJ . Egli operava, in quegli anni , a Monaco dove aveva fondato il movimento “ Der Blaue Reiter “.
Il suo astrattismo conserva infatti una matrice fondamentalmente espressionistica. E’ teso a suscitare emozioni interiori, utilizzando solo la capacità dei colori di trasmettere delle sensazioni.
Da questo momento, la nascita dell’astrattismo ha la forza di liberare la fantasia di molti artisti, che si sentono totalmente svincolati dalle norme e dalle convenzioni fino ad allora imposte al fare artistico. I campi in cui agire per nuove sperimentazioni si aprono a dismisura. Le direzioni in cui si svolge l’arte astratta appaiono decisamente eterogenee, con premesse ed esiti profondamente diversi.


"All'improvviso": opera di Maria Pezzica, pittrice e autrice dell'articolo sull'Astrattismo

I principali esponenti dell’astrattismo come corrente d’avanguardia storica sono KANDINSKIJ, primo teorizzatore della tendenza e autore già nel 1910 del primo acquerello in forma totalmente non oggettiva, KLEE, che approfondì in senso introspettivo e psicologico la costruzione dell’immagine attraverso la combinazione di linee, segni, superfici colorate, ideogrammi; MONDRIAN, per il versante più razionale e analitico.
A loro si affiancano R.DELAUNAY, KUPKA, LARIONOV ( raggismo) , MALEVIC ( suprematismo), TATLIN, GABO; PEVSNER, EL LISSITSKIJ, ARCHIPENKO, BRANCUSI, ARP, ZADKINE, RADICE, RHO.
L’opera pittorica non è più semplice imitazione della realtà, ma è essa stessa realtà, come qualsiasi altro oggetto del mondo fenomenico, non è una dimostrazione d 'abilità, ma la materializzazione di un’idea.
L’arte astratta di questo secolo ha il fine della comunicazione. Vuole esprimere contenuti e significati, senza prendere in prestito nulla dalle immagini già esistenti intorno a noi.
Le esperienze astrattiste hanno trovato nuova vitalità nel secondo dopoguerra, dando luogo a diverse correnti, quale l’Action Painting , l’Informale, il Concettuale , l’Optical art. Nuovi campi di sperimentazioni sono stati tentati dagli artisti, uscendo dal campo delle immagini, per rendere esperienzaestetica la gestualità, la materia, e così via.
Uno degli esiti più interessanti e affascinanti dell’astrattismo , è dato dall’ Action Painting del pittore statunitense JACKSON POLLOCK .
Egli, a partire dal 1946, inventò il dripping, ossia la tecnica di porre il colore sulla tela posta a terra, mediante sgocciolature e spruzzi. I quadri così ottenuti sono delle immagini assolutamente confuse e indecifrabili, cosa esprimono? Il senso del caos, che è una rappresentazione della realtà, forse, più vera di quelle che ci propone la razionalità umana.
La decifrazione dell’arte astratta è quello di rintracciare l’esperienza esistenziale da cui è nata la specifica opera. L’artista , come qualsiasi altra persona di questo mondo, vive la realtà di tutti. Riceve le medesime sollecitazioni, le interpreta con la sua specifica sensibilità, e , in più rispetto agli altri , le sa tradurre in forma. Il gesto creativo, sostanziandosi in un’opera, diviene traccia esistenziale. L’opera creata diviene traccia di tutta 
l’iterazione tra realtà , sollecitazione, sensibilità e creatività, che può essere comune a tutti, ma che solo l’artista, proprio perché è tale, sa esprimere e oggettivare.
In questo caso, l’opera non solo è traccia del proprio essere al mondo, che risulta il valore minimo, ma rimane come testimonianza dell’essere al mondo in particolare momento, in una particolare situazione, in un particolare contesto e così via. Ed assume, pertanto, valore di documento storico-culturale proprio perché è il frutto di quella particolare storia e di quella particolare cultura.

Articolo di Maria PEZZICA 
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E' possibile vedere le opere di Maria Pezzica presso la SALA 9 della Galleria di Artisti  Contemporanei di Pittura&dintorni

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