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I principali esponenti dell’astrattismo come corrente d’avanguardia storica sono
KANDINSKIJ, primo teorizzatore della tendenza e autore già nel 1910 del primo acquerello in forma totalmente non oggettiva,
KLEE, che approfondì in senso introspettivo e psicologico la costruzione dell’immagine attraverso la combinazione di linee, segni, superfici colorate, ideogrammi;
MONDRIAN, per il versante più razionale e analitico.
A loro si affiancano R.DELAUNAY, KUPKA, LARIONOV ( raggismo) , MALEVIC (
suprematismo), TATLIN, GABO; PEVSNER, EL LISSITSKIJ, ARCHIPENKO,
BRANCUSI, ARP, ZADKINE, RADICE, RHO.
L’opera pittorica non è più semplice imitazione della realtà, ma è essa stessa realtà, come qualsiasi altro oggetto del mondo fenomenico, non è una dimostrazione d 'abilità, ma la materializzazione di un’idea.
L’arte astratta di questo secolo ha il fine della comunicazione. Vuole esprimere contenuti e significati, senza prendere in prestito nulla dalle immagini già esistenti intorno a noi.
Le esperienze astrattiste hanno trovato nuova vitalità nel secondo dopoguerra, dando luogo a diverse correnti, quale l’Action Painting , l’Informale, il Concettuale ,
l’Optical art. Nuovi campi di sperimentazioni sono stati tentati dagli artisti, uscendo dal campo delle immagini, per rendere esperienzaestetica la gestualità, la materia, e così via.
Uno degli esiti più interessanti e affascinanti dell’astrattismo , è dato dall’ Action Painting del pittore statunitense JACKSON POLLOCK .
Egli, a partire dal 1946, inventò il dripping, ossia la tecnica di porre il colore sulla tela posta a terra, mediante sgocciolature e spruzzi. I quadri così ottenuti sono delle immagini assolutamente confuse e indecifrabili, cosa esprimono? Il senso del caos, che è una rappresentazione della realtà,
forse, più vera di quelle che ci propone la razionalità umana.
La decifrazione dell’arte astratta è quello di rintracciare l’esperienza esistenziale da cui è nata la specifica opera. L’artista , come qualsiasi altra persona di questo mondo, vive la realtà di tutti. Riceve le medesime sollecitazioni, le interpreta con la sua specifica sensibilità, e , in più rispetto agli altri , le sa tradurre in forma. Il gesto creativo, sostanziandosi in un’opera, diviene traccia esistenziale. L’opera creata diviene traccia di tutta
l’iterazione tra realtà , sollecitazione, sensibilità e creatività, che può essere comune a tutti, ma che solo l’artista, proprio perché è tale, sa esprimere
e oggettivare.
In questo caso, l’opera non solo è traccia del proprio essere al mondo, che risulta il valore minimo, ma rimane come testimonianza dell’essere al mondo in particolare momento, in una particolare situazione, in un particolare contesto e così via. Ed assume, pertanto, valore di documento storico-culturale proprio perché è il frutto di quella particolare storia e di quella particolare cultura.
Articolo
di Maria PEZZICA
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E'
possibile vedere le opere di Maria Pezzica presso la della Galleria di Artisti Contemporanei di
Pittura&dintorni
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