PRIMO PIANO
ALESSANDRO PAPETTI. Occhi e lune
Alessandro Papetti
Figura nel vento, 2010 olio su tela,
cm 205 x 130 collezione privata
Occhi e lune è la mostra di circa 50 dipinti nei quali
Alessandro Papetti (Milano, 1958) interpreta in chiave
contemporanea alcuni temi dell’arte di Edvard Munch, dai
ritratti ai paesaggi notturni, in una sintonia e continuità
ideale motivata dal desiderio di definire l’anima e
l’appartenenza.
Se infatti la pittura si può accostare, pur trattandosi di
artisti di epoche diverse, lo si può fare, come dice lo
stesso Papetti, “per appartenenza a un modo di sentire e a
una qualità dell’anima che si rispecchia”.
Il senso di questa mostra va cercato proprio in questa sintonia che motiva la ricerca pittorica. Papetti ha amato molto Munch, soprattutto durante le sue prime “scoperte” giovanili, quando cercava i tasselli che combaciassero tra loro, lo aiutassero a costruire la struttura della sua pittura. Munch ritraeva il volto di quell’anima che anche Papetti stava, senza saperlo, disvelando a se stesso.
La capacità potente
di fare pittura dell’inconscio; una pittura intima e
implosiva allo stesso tempo. Munch ha aiutato l’artista a
capire che attraverso il dipingere, il fare pittorico, si
può vivere e accettare il giusto timore di provare paura, di
sentirsi consapevolmente inesatti e, fortunatamente,
incompiuti; si può entrare e uscire nella luce, così come
uscire o cadere nel buio. E questa ricerca Papetti l’ha
portata avanti nel tempo con coerenza. I suoi quadri, sia
che si tratti di interni, di officine vuote o di figure sono
caratterizzati dall’incisività del segno distribuito
direttamente sulla superficie della tela, senza l’uso di
matita o fusaggine. I colori sono freddi e accompagnano le
pennellate sempre vigorose e precise; nessun segno è fuori
posto, il loro intrico evidente, il loro groviglio diventa
perfezione esecutiva. I viola, i bianchi, i verdi, il
grigio, il marrone delineano i personaggi e le cose con una
forza e uno spirito di osservazione che non vengono mai
meno.
Alessandro Papetti
Nudo, 2009 olio su tela,
cm 200 x 250 collezione privata
Si potrebbe definire una sorta di
moderno espressionismo: le figure –
ritratti o nudi –, gli animali squartati
o le macchine in disuso, immobili; le
persone sono in piedi con deformanti
prospettive verticali o sedute su una
vecchia poltrona. Tutto di queste
immagini risponde al precipitare del
tempo, lacera il
silenzio nel quale si consumano le
sofferenze nascoste ed esprime una
sensazione di lamento che sembra un
grido trattenuto. Le forme, le linee si
sfilacciano, il colore si incupisce,
tutto suggerisce qualcosa di tragico
sempre meno riscattabile dalla pittura.
La forza espressiva di queste immagini è
appena trattenuta dai limiti e dalle
esigenze della comunicazione. Papetti
sembra indicare come, al di là di questi
limiti, non ci sia che l’urlo, la
caduta.
Davanti a questo vuoto, davanti a questa
immobilità e indifferenza, al pittore
non sembra rimanere altro che uno
sguardo capace di scavare in profondità
nei paesaggi (siano essi figure, oggetti
o ambienti) attraverso un metodo
d’indagine storico-psicologico che
pittoricamente ricorre alla tecnica
dello straniamento.
Il disorientamento generale dell’uomo
crea un vuoto che però è anche
condizione di verità, l’unica premessa
possibile per un viaggio tra cose e
persone incapaci di comunicare. La
ricerca continua di Papetti è lo scavo
sofferto nella coscienza al fine di
recuperarne dei frammenti costruttivi.
Scheda tecnica della mostra
Titolo della mostra: ALESSANDRO PAPETTI. Occhi e lune Sede: Villa Manin, Passariano di Codroipo (Udine) Periodo: Dal 25 settembre al 1 novembre 2010Pittura&dintorni cresce anche grazie al tuo contributo!







