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RESTAURO

A cura di Francesca NUCERA

"Il restauro di Giotto agli Scrovegni. Indagini, progetto, interventi."

Il 30 maggio 2002 nelle sale di rappresentanza del Palazzo Corsini di Roma, sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei si è tenuta una giornata di studio su "Il restauro di Giotto agli Scrovegni. Indagini, progetti, interventi".
Giornata curata da Giuseppe Basile (progettazione e direzione del restauro delle decorazioni murali della Cappella per l'Istituto Centrale del Restauro), coordinata da Antonio Cadei (Università di Roma "La Sapienza") e dedicata alla memoria della professoressa Angiola Maria Romanini (Università di Roma "La Sapienza"), che si inserisce in un più "ampio progetto di studio, conoscenza e divulgazione dell'opera del maestro fiorentino".
Fa parte di questo ampio progetto l'attuale esposizione al Quirinale della tavola "giottesca" restaurata da Antonio Rava (restauratore torinese, i cui interventi nella capitale sabauda sono di grande richiamo metodologico), raffigurante "Dio Padre"
1  e il convegno internazionale su "Giotto" che si svolgerà a Padova dal 21 al 23 Novembre 2002.

Tavola con Dio Padre prima e dopo gli interventi di restauro.

La giornata si proponeva di fornire i risultati del restauro, le tecniche, le scoperte e gli studi preparatori sul microclima, sull'incidenza dell'inquinamento atmosferico sulla conservazione dei dipinti, sulle superfici affrescate, etc.
Ne è emersa la cura professionale dei singoli interventi, il rigore scientifico e metodologico che nell'insieme hanno delineato, seppur sinteticamente, la complessità del progetto e l'attenzione, quasi maniacale, nella risoluzione delle singole problematiche conoscitive, conservative e di degrado.
Lodevole la collaborazione e attenzione alla salvaguardia del proprio patrimonio storico-culturale da parte del Comune di Padova, definito il "grande protagonista del progetto", che ha inoltre curato l'aspetto architettonico, sia sul fronte delle ricerche storiche che su quello delle "cure specialistiche".
Altrettanto lodevole è stato l'apporto strumentale, tecnico, scientifico e di metodo da parte dell'Università di Venezia che si è occupata dell'analisi sul microclima della Cappella, dell'interazione tra pubblico e ambiente e del ripristino delle condizioni ottimali post visita.
La Soprintendenza al Patrimonio Storico-Artistico del Veneto si è occupata della definizione del ruolo degli inquinanti atmosferici sui processi di degrado dei dipinti murali.
L'Università di Padova ha invece curato la statica ed ha approfondito gli studi storici e idrogeologici del sottosuolo.
Le Università di Lecce e Sassari hanno curato l'aspetto diagnostico grazie al quale i restauratori dell'I. C. R. hanno potuto definirne quello terapeutico.
Per quel che riguarda l'intervento dell'Istituto Centrale del Restauro... qualsiasi mia indicazione sarebbe poco dettagliata vista l'accuratezza del prof. Basile nell'illustrare l'intero intervento in un apposito sito, creato in collaborazione con il Comune di Padova, al quale rimando per la completezza delle informazioni e dell'apparato grafico e fotografico: www.giottoagliscrovegni.it

Colpisce sicuramente capire come l'Istituto ha eseguito il restauro nel tempo record di appena 8 mesi, grazie ad uno staff di 200 operatori sempre diretti dal prof. Basile, frutto di indagini saggi e studi preparatori durati oltre 20 anni.
Nell'invito era previsto, a conclusione dei lavori, un dibattito tra esperti storici dell'arte di forte richiamo accademico i quali erano invitati a dare il loro giudizio sull'operazione "Giotto agli Scrovegni". In realtà all'invito hanno risposto in pochi... il dott. Massa e il dott. Tomei.
Il prof. Cadei, moderatore, aprendo il dibattito oltre ad evidenziare come i problemi, ai restauri attuali, siano sempre più spesso dati dai restauri precedenti, loda la chiarezza di metodo del mondo scientifico costatando, a ragione, quanto questa manchi negli storici... io aggiungo in quelli "tradizionali e puri che non hanno responsabilità di conservazione e di tutela", come il dott. Tomei si definisce, anche se, a questa penosa caduta di stile fortemente legata alla tradizione, egli evidenzia un problema tutt'oggi irrisolto nel panorama Storico-artistico: Giotto esiste o no? Si può parlare di Bottega? Se si qual è il ruolo di questa e quale quello del Maestro? Forse Giotto non esiste... si può parlare di un collettivo difficilmente individuabile...?
Tutti dubbi che sembrano, nei fatti, non piacere molto al prof. Basile per il quale Giotto esiste ed ha operato gerarchicamente a Padova come ad Assisi, richiamando l'attenzione sulla grande rivoluzione figurativa che il Maestro opera in Occidente... e non menzionando mai il ruolo della Bottega... Giotto per lui è indiscutibile.
A mio avviso quello che è emerso dalla giornata di studio è stato un "mondo tecnico" troppo legato agli schemi di quello Accademico tanto da dover esibire prima se stesso e solo dopo la salvaguardia dell'Opera che, nella realtà, doveva essere il motivo principale per cui tutti noi ci siamo ritrovati in quei luoghi. Un mondo che, stranamente, è ostile al confronto senza capire che forse è solo grazie ad esso che si riesce a "sopravvivere"... quando l'obbiettivo finale è il contributo alla Ricerca.

Dedico questa mia riflessione ad una "persona delicata"... Andrew!


NOTE:
1.
"Giotto in Quirinale " 23 maggio - 30 giugno 2002, Sale delle Bandiere, Palazzo del Quirinale, Roma.

Articolo di Francesca NUCERA 
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