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IL PROSSIMO PITTORE. Tra scienza e tecnologia: una spiegazione con il linguaggio dell’arte.

Dott. Claudio Lombardo

Inizio dalla fine: passo la parola ai vari siti o libri che specificano il significato di termini come Multimedialità, Digitalizzazione, Information overload, Big data, Deep Learning e tutti quelli che rientrano nel mondo della ri(e)voluzione tecnologica.   Questo articolo non vuole de-finire i peculiari sviluppi della tecnologia bensì descriverne sinteticamente i suoi effetti sotto uno sfondo, mi verrebbe da dire, di servilismo anarchico. (Si pensi alle nuove generazioni: ragazzi sequestrati dal mondo virtuale in cui, perfino nel buio, nel gioco di ombre creato dalla luce di un display, è riconoscibile l’espressione muta, distante, smarrita).
L’uomo, alla maniera heideggeriana, al servizio della tecnologia.
La trasformazione tecnologica, con il suo potenziale di sviluppo logaritmico, ha portato ad una vera e propria trasformazione psicologica, politica, sociale… di pensiero. I nuovi pensieri convergono nella centralità delle persone, dirottano comportamenti e vite producendo contrazioni nei periodi storici. (Si pensi alla preistoria di apparati ingombranti della telefonia mobile; eppure, non stiamo parlando di millenni fa).
Finiti gli ambiti evolutivi che rientrano nel sistema-organismo si approfondiscono quelli del sistema-dio: lo scopo evolutivo diventa quello di produrre un altro essere a nostra immagine e somiglianza: il robot-cameriere, il robot- commesso, il medico-robot… il partner-robot. 
 

 

Ab imis

 


 

La specie umana evolve tramite la comunicazione (collaborazione e cooperazione tra uomini e gruppi) e, in questi ultimi millenni, non ha fatto altro che sviluppare strumenti tecnologici adatti a tale scopo, come il carretto che facilita gli scambi ma anche la stessa forchetta che contiene un contenuto culturale.

Dai dipinti delle caverne o alle tavolette cuneiformi al network di relazioni o conoscenze che si inseriscono nella Virtual Communication, si fornisce un nuovo modo di relazionarsi costituito da una “contraddizione” evoluzionistica: interazione corporea (limitata nello spazio) e virtuale (estesa nel mondo digitale): in WhatsApp la comunicazione raggiunge “fisicamente” il gruppo producendo una swarm intelligence su vasta scala.  Nei social network le rappresentazioni di esperienze individuali possono diventare collettive. 

 

Il “Grande orologiaio”


La grandiosa sintesi della meccanica newtoniana coronò in maniera trionfale i risultati raggiunti dai protagonisti di quella che è stata definita «rivoluzione scientifica». Tra questi, Copernico, Galileo, Cartesio, Bacone. La rivoluzione scientifica ci ha insegnato “il metodo della cura del dettaglio”: analizzare i problemi disarticolandoli nelle loro parti costituite, le quali possono essere analizzate più facilmente rispetto al problema preso nel suo complesso (Pacey, 1979).                                                                      William Blake, è il grande poeta e pittore mistico del romanticismo inglese, accanito oppositore del paradigma meccanicistico di Newton. La sua critica nei versi: May God us keep from single vision and Newton sleep (‘Che Dio ci preservi da una visione singola e dal sonno di Newton’). È celebre il suo quadro in cui Newton, intento a risolvere un problema chinato a terra sulla carta, non si accorge di dare di fatto le spalle a quello che è il mondo reale.
Il mondo della scienza classica è un mondo-orologio, «metafora che evoca il Dio orologiaio, razionale, costruttore di natura robotica» (Prigogine, Stengers, 1979). 
 

 

La scala logaritmica dello sviluppo tecnologico



 

Negli ultimi due secoli si è assistito ad un aumento vertiginoso dello sviluppo della tecnica. A metà del secolo scorso i primi computer occupavano lo spazio di una stanza, adesso, di più potenti, sono contenuti in pochi centimetri.

La raffigurazione di Escher dello spazio loba?evskiano: il «confine» del disegno è, in realtà, all’«infinito». In questa articolo è in riferimento alla funzione logaritmica dello sviluppo tecnologico. 

 

 

Il punto di vista di Keith Haring



 

Il digitale non ha solo cambiato la prospettiva delle relazioni interpersonali (da molti a molti), ma ha generato un nuovo modo di concepire noi stessi (identità virtuale) e, soprattutto, di comunicare noi stessi: osservarci da una finestra cognitiva evoluzionisticamente differente, dal mondo digitale, appunto.

Siamo “liquidi”, trasparenti alla rete stessa, ci fondiamo nel “magma” virtuale.

In questa prospettiva produce valore l’interazione, la comunicazione che si dirama e si adatta alle nuove tecnologie.

L’HCI (‘Interazione Uomo-Computer’) è un acronimo per designare il superamento di leggi della fisica classica: se in due magneti, con il progredire della distanza decade la forza (la comunicazione, la relazione), nell’ultimo periodo storico, aumentando la distanza tra due individui - tramite le nuove tecnologie della comunicazione - la forza può aumentare.

Tuttavia Haring, con la raffigurazione di Medusa, in cui nella parte finale dei tentacoli sono attaccati dei televisori, mette in evidenza la rappresentazione della massima tendenza strumentalizzante: chi rimane legato agli eventi tecnologici rimane di pietra. La sua umanità si pietrifica

Haring, con la sua arte, pone un filo-conduttore tra corpo-moralità e corruttibilità tramite l’abuso dei prodotti delle nuove società (l’accento, in questo caso, è sui manufatti tecnologici). 

 

Il prossimo pittore




Dipinti di un Robot. 

 

 

Note biografiche dell’autore
Il dott. Claudio Lombardo è laureato in «Scienze organizzative e gestionali» e in «Scienze e tecniche psicologiche» e laureando in «Processi cognitivi e tecnologie» (tesi di laurea: La Teoria della Mente nell’Interazione Uomo-Robot in una prospettiva evoluzionistica e in relazione alla Teoria della Complessità). È coautore del libro il corpo nell’arte. il corpo e le sue diverse accezioni mediante interpretazioni artistiche. 

 

 

BIBLIOGRAFIA

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