VERNICE FRESCA
INTERSEZIONI 5: MICHELANGELO PISTOLETTO
Il DNA del Terzo Paradiso
Michelangelo Pistoletto
Il gigante - 1981–1984 - cm 600 x 150 x 120 marmo
Michelangelo Pistoletto è il protagonista della quinta
edizione di Intersezioni, ormai consolidato luogo di
contaminazione tra arte contemporanea e archeologia.
L’attesa rassegna, diventata uno degli appuntamenti
culturali italiani più importanti della stagione estiva,
anche quest’anno si sdoppia. Com’è già avvenuto nel 2009 in
occasione della personale dedicata a Dennis Oppenheim, il
progetto dal titolo Il DNA del Terzo Paradiso prevede la
realizzazione di due mostre organizzate al Parco
Archeologico di Scolacium e al museo MARCA di Catanzaro.
Entrambi gli appuntamenti sono curati da Alberto Fiz,
Direttore Artistico del MARCA.
Si tratta di un’importante occasione per confrontarsi con il
lavoro di uno dei maggiori protagonisti della scena
internazionale che ha ideato e progettato tre nuove
installazioni per gli straordinari spazi del Parco di
Scolacium in particolare I temp(l)i cambiano-Terzo Paradiso,
Love Difference-Le sponde del Mediterraneo e Il DNA del Terzo
Paradiso che dà il titolo all’intero progetto.
L’evento espositivo, accompagnato da un esauriente catalogo
monografico in italiano e inglese edito da Electa,
s’inaugura il 24 luglio per rimanere aperto sino al 3
ottobre 2010.
La quinta edizione di Intersezioni è organizzata dalla
Provincia di Catanzaro - Assessorato alla Cultura, con la
collaborazione della Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici della Calabria e il patrocinio
della Regione Calabria - Assessorato alla Cultura e di Sensi
Contemporanei - Ministero dello Sviluppo Economico.
“Intersezioni va considerato, insieme, al MARCA, un punto di
riferimento imprescindibile della nostra politica di
valorizzazione artistica. Nel segno della continuità
progettuale, la manifestazione rappresenta oggi un modello
culturale con ampi consensi in Italia e all’estero”, spiega
Wanda Ferro Presidente della Provincia di Catanzaro con
delega alla Cultura. “E’ per noi motivo di orgoglio dedicare
la rassegna di quest’anno a Michelangelo Pistoletto, uno
degli artisti italiani più rappresentativi sulla scena
internazionale che ha voluto progettare per il Parco una
serie di nuovi lavori.”
Michelangelo Pistoletto
Etrusco
- 1976 - cm 230 x 120 x 120 - bronzo. Foto di C.Abate
Come afferma Alberto Fiz, “l’articolato progetto dedicato a
Pistoletto s’impone come riflessione che investe
direttamente il destino dell’uomo e l’urgente necessità di
un cambiamento radicale. Pistoletto considera l’arte non
come estetica fine a se stessa, ma come occasione per una
trasformazione sociale responsabile. E questo appare
evidente sia nelle opere storiche dell’Arte Povera, sia
negli interventi realizzati per il Parco di Scolacium. Non
si tratta più di segni demiurgici proposti dall’Artista
Vate, ma di creazioni che si pongono in stretta relazione
con la collettività.”
Se il MARCA (nella stessa sede prosegue, sino al 3 ottobre
prossimo, la personale di Alessandro Mendini. Alchimie Dal
Controdesign alle Nuove Utopie) ospita una serie di lavori
emblematici della ricerca linguistica di Pistoletto, tra cui
la celebre Venere degli stracci e i quadri specchianti, il
Parco di Scolacium, uno dei siti archeologici più importanti
dell’Italia meridionale, propone un grande progetto dove le
installazioni creano un rinnovato dialogo con il territorio.
Ciascuna opera contiene in sé la propria storia, la propria
memoria in un continuum spazio-temporale che non consente
scissioni o fratture improvvise. In questo senso il DNA del
Terzo Paradiso non è solo il titolo delle due mostre, ma è
anche l’opera che occupa il Foro romano, ovvero l’antica
piazza di Minervia Scolacium. La grande installazione in
alluminio, che ha uno sviluppo lineare di oltre 100 metri,
appare come la trascrizione genetica del Terzo Paradiso, uno
dei segni più noti di Pistoletto, dove il mondo naturale
convive con il mondo artificiale e tecnologico creando una
rinnovata armonia. Il Terzo Paradiso è il nuovo segno
dell’infinito con la differenza che si formano tre cerchi.
Come spiega Pistoletto, “quello centrale descrive un ventre
gravido prodotto dall’accoppiamento dei due cerchi che
costituivano il vecchio simbolo. Il Terzo Paradiso è
l’accoppiamento fertile tra il primo e il secondo Paradiso”.
Questa caratteristica viene sottolineata dal canto arcaico e
primordiale di Gianna Nannini (con lei Pistoletto ha
collaborato per diversi progetti proposti, tra l’altro, al
National Centre for Contemporary Arts di Mosca) che crea una
“scultura vocale” ripetendo, come un mantra, la parola
“mamma”.
Recuperare la presenza della memoria è un concetto che
delinea anche le altre installazioni espressamente concepite
per il Parco di Scolacium tra cui I temp(l)i cambiano -
Terzo Paradiso, un’opera di cinque metri d’altezza collocata
all’interno della celebre basilica normanna di Santa Maria
della Roccella, il monumento antico più imponente del Parco.
La specificità del tempio è quella di essere realizzato con
materiali riciclati: cestelli di lavatrici diventano
colonne, serpentine di frigoriferi come basamento e timpano.
Gli scarti, insomma, si trasformano, con il contributo
dell’artista, in oggetti di contaminata bellezza.
L'opera, nata da una collaborazione con ECODOM – Consorzio
per il riciclo degli elettrodomestici, è un tempio che
poggia su una base instabile come simbolo precario
dell’evoluzione. Esso appare come la risultante dei tempi
che cambiano in base ad una società costretta a modificare
le proprie abitudini e dove il riciclo diventa una preziosa
fonte di ricchezza. “In questo caso il nuovo tempio
s’inserisce nell’antico tempio creando un’imprevedibile
relazione segnica tra differenti forme di stratificazioni.”,
afferma Alberto Fiz. Sul timpano del tempio compare il
simbolo del Terzo Paradiso a testimoniare l’armonia
ritrovata tra consumo e riciclo, tra tecnologia, etica ed
estetica. Come spiega Pistoletto “oggi sinonimo di Progresso
è la conservazione delle risorse: il nuovo Mito è il
Riciclo”.
Viene inserita, invece, tra gli ulivi Love Difference - Le
sponde del Mediterraneo un’altra installazione realizzata
per l’occasione, con 68 grandi pietre incise di colore blu
che riproduce il bacino del Mediterraneo con i paesi che si
affacciano su questo mare. “Il Mar Mediterraneo”, dichiara
Pistoletto, “è un’opera fortemente emblematica, intesa come
punto di partenza per una riflessione planetaria sulle
differenze, il luogo da cui iniziare a comprendere a amare
le differenze. Il suo significato viene potenziato in questo
luogo magico e misterioso a poca distanza dal punto in cui i
due mari, lo Ionio e il Tirreno, s’incontrano.”
Ma le differenze costituiscono anche il soggetto di un’altra
grande installazione inserita all’interno del Parco di
Scolacium, l’Etrusco dove compaiono quattro copie
dell’antica statua in bronzo dell’Arringatore con il braccio
teso in avanti nell’atto di toccare gli alberi ricreando un
rapporto osmotico con la natura. Le immagini in bronzo
dell’Etrusco (il lavoro è stato proposto per la prima volta
nel 1976) sono di colore rosso, giallo, bianco e nero in una
rappresentazione simbolica delle differenti razze umane. Di
particolare rilievo per ampliare la riflessione sulla
classicità, filo conduttore di Intersezioni, è la grande
installazione di tre opere studiata appositamente per il
Teatro romano. In questa circostanza viene collocata al
centro Il Gigante (1981-83) di sei metri d’altezza dal peso
di 15 tonnellate che nasce attraverso la sovrapposizione di
elementi diversi realizzando un’elaborazione e
un’accumulazione di frammenti appartenenti alla tradizione
della scultura. Accanto a quest’opera, dove la classicità
viene riproposta attraverso un nuovo immaginario non più
prevedibile, compaiono due opere del medesimo periodo,
Doppia Figura dove un’immagine in orizzontale viene
sovrastata da un’altra disposta verticalmente e La Caduta
dove la figura sembra accettare la propria decapitazione in
un lucido presagio dei rivolgimenti che avrebbero
caratterizzato gli anni ottanta, culminati nel 1989 con la
caduta del Muro di Berlino, un evento che Pistoletto ha
descritto quello stesso anno con un grande lavoro
fotografico.
A completare il progetto di Scolacium un altro lavoro di
particolare significato, C’è Dio? Sì ci sono! che ripercorre
l’azione compiuta nel 1978 L’arte assume la religione dove
lo scopo era “estendere alla gente la capacità di esercitare
autonomamente le funzioni del pensiero”.
Nel lavoro esposto al Parco di Scolacium la scritta compare
incisa sul Segno Arte, ovvero su un elemento formato
dall’interazione di due triangoli che inscrive idealmente un
corpo umano con le braccia alzate e le gambe divaricate.
Ebbene, nella sinergia creata tra il Parco di Scolacium e il
MARCA, il Segno Arte, nelle sue diverse applicazioni, (sia
essa una porta, un letto a baldacchino o i lavandini)
rappresenta uno degli elementi su cui si focalizza la mostra
al museo catanzarese. Anche la dimensione trascendente
assume al MARCA un aspetto di notevole rilievo dal momento
che viene presentato Luogo di raccoglimento e preghiera, uno
spazio suddiviso in cinque sezioni, quattro riferibili ai
simboli delle religioni (ebraismo, cristianesimo, islamismo
e induismo) e un quinto dedicato ai laici e agli agnostici.
Al centro viene posto Metro cubo d’infinito, un’opera
realizzata da Pistoletto nel 1966 costituita da un cubo
formata da sei specchi con la superficie riflettente rivolta
verso l’interno. In tal modo si crea un’estensione pressoché
infinita dello spazio moltiplicato e pluridirezionale anche
se racchiuso all’interno di un metro cubo.
Un infinito, tuttavia, che non è ascrivibile ad alcuna
religione ma fa riferimento alla dimensione trascendente
della creatività umana e, dunque, all’arte. Ancora una volta
il lavoro di Pistoletto richiede una responsabilità
individuale in base a quello che l’artista ha definito come
“omniteismo”.
La visione di un’arte fortemente implicata nella società
passa anche attraverso Mar Mediterraneo-Love Difference (è
in stretta relazione con il Love Difference-Le sponde del
Mediterraneo esposto a Scolacium), così come attraverso
Woollen-La mela reintegrata, perfettamente coerente con il
Terzo Paradiso. Quest’opera, in lana e acciaio, realizzata
nel 2007, è il simbolo del ricongiungimento tra natura e
artificio. Se nella tradizione il morso della mela
rappresenta il distacco dell’uomo dalla natura, in questo
caso si attua la riconciliazione tra due universi in
apparenza distanti. Simbolico anche l’uso della lana,
elemento naturale rinnovabile che rappresenta lo spogliarsi
dell’animale per vestire l’uomo con vantaggi per entrambi.
Nello spazio del MARCA dedicato all’arte antica si crea una
felice contaminazione con l’inserimento di una delle opere
più note di Pistoletto, la Venere degli stracci del 1967-68
dove la copia della Venere con mela dello scultore
neoclassico Bernd Thorvaldsen realizzata all’inizio
dell’800, viene posta di schiena di fronte ad un ammasso di
cenci e di stracci. Quest’opera, particolarmente
rappresentativa del percorso dell’Arte Povera, ha un effetto
totalmente straniante in quanto vengono poste in relazione
due forme tra loro agli antipodi. Ma, come re Mida, la
Venere assorbe gli stracci che diventano parte della sua
natura. Paradossalmente, si potrebbe dire che gli stracci
sono riciclati dalla Venere in base ad un meccanismo che
rende quest’opera storica perfettamente in sintonia con I
temp(l)i cambiano collocata a Scolacium. Come afferma
Pistoletto, “la Dea del riciclo entra nel tempio del
riciclo”.
Al MARCA non potevano mancare, naturalmente, i quadri
specchianti e viene presentata una serie di Autoritratti
recenti, punto d’arrivo di una riflessione sull’identità che
si sviluppa sin dal 1961. “L’autoritratto dell’artista”,
afferma Pistoletto, “diventa l’autoritratto del mondo. E’
arte, in quanto quadro, ma è anche spazio e tempo”.
Un excursus, insomma, di oltre quarant’anni, che coinvolge
alcune problematiche fondamentali della ricerca di
Pistoletto in grado di cogliere i profondi mutamenti della
società.
La mostra è accompagnata da un catalogo, in italiano e
inglese, edito da Electa di oltre 200 pagine che presenta,
tra l’altro, le installazioni al Parco di Scolacium e al
MARCA. Accanto al saggio del curatore Alberto Fiz, viene
proposta un’ampia intervista a Pistoletto di Chiara Bertola,
un intervento su Cittadellarte di Paolo Naldini, oltre ad un
testo sul Parco di Scolacium e sulle nuove scoperte
archeologiche di Maria Grazia Aisa.
Scheda tecnica della mostra
Titolo della mostra: INTERSEZIONI 5: MICHELANGELO PISTOLETTO. Il DNA del Terzo Paradiso A cura di: Alberto FizLuogo: Catanzaro, MARCA, Parco Archeologico di Scolacium (Borgia, Catanzaro)
Periodo: Dal 24 luglio al 3 ottobre 2010 Orari e ingresso: 10.00-21.30; ingresso libero Organizzazione: Provincia di Catanzaro Assessorato alla Cultura, con la collaborazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria Patrocinio: Regione Calabria - Assessorato alla Cultura e Sensi Contemporanei - Ministero dello Sviluppo Economico Catalogo: Catalogo Electa con interventi in italiano e inglese di Maria Grazia Aisa, Chiara Bertola, Alberto Fiz, Paolo Naldini, Michelangelo Pistoletto Sito web: www.museomarca.com
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