VERNICE FRESCA
RUBENS E I FIAMMINGHI
Peter Paul Rubens
Borea rapisce Orizia, olio su tavola, cm 146 x 140,5
Como organizza la settima grande mostra a Villa Olmo.
I successi delle rassegne dedicate a Mirò, Picasso,
Magritte, agli Impressionisti, a Klimt e Schiele, e ai
maestri dell’Avanguardia russa Chagall, Kandinsky e
Malevic, visitate da oltre 500.000 persone per una media
annuale di circa 90.000 visitatori, hanno fatto del
capoluogo lariano uno dei punti di riferimento del
circuito espositivo italiano.
Le sale della settecentesca Villa Olmo si aprono dal 27
marzo al 25 luglio 2010 al genio di PIETER PAUL RUBENS (Siegen,
28 giugno 1577 – Anversa, 30 maggio 1640), maestro del
Barocco.
Uno sforzo considerevole quello del curatore della
mostra Sergio Gaddi, assessore alla cultura del Comune
di Como, che insieme a Renate Trnek, direttrice della
Gemäldegalerie dell’Accademia di Belle Arti di Vienna, è
riuscito a radunare ben 25 capolavori del maestro
fiammingo provenienti dalle collezioni della
Gemäldegalerie dell’Accademia di Belle Arti, dal
Liechtenstein Museum e dal Kunsthistorisches Museum di
Vienna. Ideata dall’assessorato alla cultura del Comune
di Como, la mostra presenta uno dei nuclei di Rubens
numericamente più importanti finora mai esposti in
Italia, oltre a 40 opere di artisti della sua cerchia,
tra i quali il grande Anton Van Dyck, Jacob Jordaens,
Gaspar de Crayer, Pieter Boel, Cornelis de Vos, Theodor
Thulden.
“La mostra di Villa Olmo - commenta il curatore Sergio
Gaddi - celebra la genialità e la modernità di uno dei
maestri assoluti della pittura, che dopo quattrocento
anni continua a sorprendere per la potenza grandiosa ed
esuberante del segno che ha reso universale il Barocco
europeo. Rubens è sempre contemporaneo perché fissa nel
tempo l’infinita bellezza del mondo e riesce a infondere
la vita alle sue creazioni attraverso la luce e il
colore. La sua pittura è una festa per l’anima e per gli
occhi, e le opere esposte a Como raccontano
l’inesauribile gusto per la vita del grande artista e la
prodigiosa forza di seduzione che nasce dalle sue
visioni. Il consistente nucleo di opere di Rubens è
integrato da una raffinata selezione di quadri di
artisti variamente legati ad Anversa e all’atelier del
maestro, che permette un viaggio appassionante
nell’epoca d’oro della pittura fiamminga del Seicento”.
Peter Paul Rubens
Senza Cerere e Bacco, Venere si raffredda, olio su tavola, cm 51,5 x 79
Jan Davidsz. de Heem
Sontuosa natura morta con pappagallo, olio su tela, cm 115,5 x 170
“Con Rubens e i suoi epigoni fiamminghi - sostiene il
sindaco di Como, Stefano Bruni - Como si appresta a
vivere un’altra straordinaria stagione di grandi eventi,
un ulteriore passo di un percorso ambizioso iniziato nel
2004 e che a pieno titolo ci ha già inserito nel
circuito delle città d’arte, con importanti benefici per
il territorio, per la naturale vocazione turistica e per
il prestigio della nostra città. Dopo sette anni,
continuo quindi a sostenere e a credere nella
straordinaria forza propulsiva delle mostre e nella loro
capacità attrattiva”.
Il percorso espositivo studiato da Sergio Gaddi per le
nove sale di Villa Olmo, si snoda attraverso i temi
caratteristici della pittura di Rubens, come i soggetti
sacri, i riferimenti alla storia e al mito, e contempla
alcuni dei maggiori capolavori del maestro fiammingo.
Tra questi, le Tre Grazie (1620-1624), vero manifesto
dell’ideale bellezza femminile del tempo e che Rubens
rappresenta sul modello del gruppo scultoreo ellenistico
ritrovato a Roma nel XV secolo. Rubens dipinse il motivo
delle Tre Grazie diverse volte, come soggetto singolo o
inserito in un contesto più ampio. In questo caso, i tre
personaggi femminili sono impersonati nelle figure delle
dee greche delle stagioni, vestite solo di un
leggerissimo velo, che reggono un cesto di fiori,
donando loro uno straordinario movimento circolare e un
naturale ed elegante intreccio di braccia e di mani.
Borea rapisce Orizia (1615), vigoroso capolavoro e
immagine guida della mostra, rappresenta il rapimento,
narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, della ninfa Orizia,
da parte del barbuto e alato Borea, personificazione del
vento del nord. Rubens fonde i due corpi in un
avvolgente e fluttuante abbraccio, catturando il momento
di transizione che dalla paura e violenza del rapimento
conduce a un’estasi di amore e fantasia. Il corpo di
Orizia, come quello di tutte le figure femminili di
Rubens, è reso con un incarnato talmente realistico e
vivo da far domandare a Guido Reni: “Ma questo pittore
mescola il sangue ai colori?”
Due opere di straordinaria importanza presenti in mostra
sono La circoncisione di Cristo (1605), che risponde a
precise indicazioni iconografiche dettate dalla
Controriforma di espressione chiara ed immediata di
partecipazione al sentimento religioso, e la Madonna
della Vallicella (1608) - forse la commessa di maggior
prestigio che l’artista ricevette in Italia - due
modelli per le pale d’altare della Chiesa dei Gesuiti a
Genova e di Santa Maria della Vallicella a Roma, dove
l’impostazione teatrale della luce e l’atmosfera
cromatica rivelano l’influsso dei grandi pittori
veneziani del Cinquecento, che Rubens aveva studiato
durante il suo soggiorno a Venezia del 1600.
L’imponente dipinto Il satiro sognante, una delle opere
più insolite del maestro fiammingo, realizzata tra il
1610 e il 1612 poco dopo il suo ritorno in Italia,
colpisce, oltre che per la sua allegorica sensualità,
per l’architettura della composizione che contrappone il
gruppo composto da Bacco, dal satiro ubriaco e dalla
Menade, a una traboccante natura morta, composta da un
prezioso vasellame dorato e da una ricca serie di calici
e coppe.
Un’assoluta rarità è Il giudizio di Paride (1605-1608),
una delle sole quattro opere che Rubens realizza su
tavola di rame, supporto inconsueto per un tema
ricorrente nella sua pittura, più volte ripreso fino al
famoso quadro del 1638-39 commissionato dal re di Spagna
Filippo IV, ora al Prado di Madrid. È questo uno dei più
incantevoli ‘poemi’ dipinti da Rubens, in cui tutto,
dall’insieme della composizione, alle figure al
paesaggio, al cielo che le sovrasta, si risolve nel
colore e nella pittura stesa con pennellate fluide,
fondendo in un unicum indissolubile sia le figure che
l’ambiente che le circonda. Il dipinto raffigura la
competizione tra le dee Giunone, Minerva e Venere per il
titolo di donna più bella dell’Olimpo, giudicate da
Paride.
Particolarmente significative sono le due grandi tele
che raffigurano Vittoria e Virtù e Il trofeo di armi,
appartenenti al ciclo che Rubens dedicò al console
romano Publio Decio Mure (1616-1617). Il tema dei quadri
è ispirato alle vicende dell’eroico condottiero vissuto
nel IV secolo a.C., la cui storia è stata tramandata da
Tito Livio. Le grandi imprese hanno sempre stimolato
l’artista, tanto da fargli dire, in una lettera del 1621
indirizzata a William Trumbull: “Confesso che una dote
innata mi ha chiamato a eseguire grandi opere piuttosto
che piccole curiosità. Ciascuno ha la sua maniera. Il
mio talento è di siffatta guisa che nessuna impresa, per
quanto grande e multiforme nell’oggetto, potrà
sormontare la fiducia che ripongo in me stesso”.
Di notevole valore storico, oltre che artistico, la
serie dei piccoli oli su tavola di soggetto sacro,
dipinti da Rubens come modelli preparatori per i 39
dipinti commissionatigli nel 1620 per i soffitti della
chiesa dei Gesuiti di Anversa, opere che andarono poi
distrutte dall’incendio della chiesa del 1718. La
costruzione pittorica di particolare dinamismo e la
prospettiva dal basso verso l’alto testimoniano la
suggestione di Paolo Veronese esercitata sulla fantasia
di Rubens. In questi preziosi lavori preparatori
sopravvissuti è possibile incontrare più che mai la mano
autografa dell’artista, che realizzava personalmente i
bozzetti affidandosi poi alla collaborazione della
bottega per il perfezionamento dell’opera finale.
AAccanto a questi capolavori di Rubens, la mostra di
Villa Olmo propone 40 tele realizzate da pittori
fiamminghi della sua cerchia, in particolare di Anton
Van Dyck, amico del maestro e certamente l’allievo di
maggior talento – di cui è presente, tra gli altri, il
famoso Autoritratto giovanile e lo splendido
Ritratto in
armi del giovane principe - oltre che opere di Jacob Jordaens, Gaspar de Crayer e Theodor Thulden.
Tra i fiamminghi spiccano, per particolare pregio e
minuzia del dettaglio, le nature morte di Pieter Boel,
Jan Fyt e Jan De Heem in cui è possibile incontrare
quella commistione di naturalismo, esotismo e
artificialità tipica delle raccolte nobiliari delle
kunstkammern tanto di moda nei Paesi Bassi del XVII
secolo. È il caso di Natura morta con mappamondo,
tappeto e cacatua di Pieter Boel o Natura morta con
frutta e scimmia di Jan Fyt o ancora la sontuosa
Natura
morta con pappagallo di Jan Davidsz de Heem. Una
variante della natura morta, molto apprezzata nelle
Fiandre intorno alla metà del Seicento è quella delle
scene di cacciagione, ben rappresentate in mostra da
opere come Il pavone bianco di Jan Weenix (1693), o le
due Natura morta con cacciagione, rispettivamente di Jan Fyt e Melchior Hondecoeter.
Don Chisciotte, cavaliere del Barocco è il nuovo
progetto teatrale, a cura di Teatro in Mostra di Como,
regia di Eleonora Moro, che anche quest’anno si affianca
all’esposizione come evento parallelo di approfondimento
didattico per indagare i legami tra Rubens e l’epoca
barocca.
Catalogo Silvana Editoriale.
Scheda tecnica della mostra
Titolo della mostra: RUBENS E I FIAMMINGHI A cura di: Sergio Gaddi e Renate Trnek Luogo: Como, Villa Olmo - via Cantoni 1 Periodo: Dal 27 marzo al 25 luglio 2010 Orari: Da martedì a giovedì: 9.00 -20.00; da venerdì a domenica: 9.00 -22.00 (la biglietteria chiude un’ora prima); lunedì chiuso Biglietti: Intero: 9 €; Ridotto: 7 € (visitatori oltre 65 anni e tra 6 e 18 anni, universitari fino a 26 anni, gruppi di almeno 25 persone con ingresso gratuito per l’accompagnatore, categorie convenzionate); Ridotto scuole: 5 € (gruppi scolastici di almeno 25 persone con ingresso gratuito per due accompagnatori); Gratuito: bambini fino a 6 anni, disabili con accompagnatore Catalogo: Silvana Editoriale Informazioni: Tel. 031.571979 - Fax 031.3385561 - Infoline 24h: tel. 02.54916 Sito web: www.grandimostrecomo.itPittura&dintorni cresce anche grazie al tuo contributo!



