VERNICE FRESCA
CARAVAGGIO E L’ARTE DELLA FUGA
La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj
Michelangelo Merisi detto il Caravaggio
Riposo durante la fuga in Egitto
Un binomio da non perdere: la riapertura degli interni
restaurati e dei giardini della Villa del Principe, la più
vasta e sontuosa dimora nobiliare della città di Genova, e
l’allestimento di una grande mostra che, partendo dalla
celeberrima “Fuga in Egitto” di Caravaggio presenta, per la
prima volta, oltre ottanta dipinti di pittura di paesaggio,
tutti tratti dalle Collezioni delle diverse dimore della
Dinastia Doria Pamphilj, molti dei quali inediti.
A proporlo, dal 26 marzo al 26 settembre prossimi, è la
Società Arti Doria Pamphilj, presieduta dalla Principessa
Gesine Pogson Doria Pamphilj.
Era il 1521 quando Andrea Doria, valente ammiraglio e uomo
d’armi leggendario, diede il via ai lavori che avrebbero
portato alla costruzione della meravigliosa villa affacciata
sul mare di Genova. Questo sarebbe divenuto il luogo di pace
al rientro dai suoi innumerevoli viaggi e la dimora
prescelta per i suoi successori: la famiglia Doria Pamphilj.
In questa villa Andrea Doria diede vita ad una grande corte
rinascimentale, di cui fecero parte artisti come il
magnifico Perino del Vaga, che si occupò della decorazione e
degli arredi di gran parte delle sale. La Villa venne poi
ampliata dal successore di Andrea, Giovanni Andrea I Doria,
con il quale raggiunse il suo massimo splendore. Secondo le
più recenti ricerche, proprio da quest’ultimo, Caravaggio
ricevette, durante il breve soggiorno a Genova dell’agosto
1605, l’offerta di affrescare una loggia del palazzo in
cambio del favoloso compenso di 6000 scudi, che però
l’artista rifiutò.
Oggi Villa del Principe è un luogo monumentale pieno di
tesori nascosti. Per rivivere i suoi fasti basta percorrerne
le stanze, ammirare gli splendidi affreschi ed arazzi o
passeggiare tra le fontane del meraviglioso giardino
cinquecentesco.
Interventi di restauro si sono succeduti in questi ultimi
anni e finalmente gli interni e il giardino hanno
riacquistato lo smalto di quando erano una vera e propria
Reggia in città.
E’ in questi sontuosi ambienti che troverà scenografia
appropriata la grande mostra “Caravaggio e l’arte della
fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj”:
circa ottanta opere, in parte mai esposte, che documentano
come la storia del collezionismo e mecenatismo della celebre
dinastia genovese-romana sia stata fortemente
caratterizzata, nel corso della sua lunga storia, dalla
costruzione e allestimento di magnifiche ville extra urbane,
oggi monumenti nazionali. L’esposizione, curata da
Massimiliano Floridi (catalogo Silvana Editoriale), tende a
mostrare come l’allestimento degli edifici sia stato
organicamente legato alla storia del genere pittorico del
paesaggio.
Swanevelt Herman van
Paesaggio con Cristo servito dagli angeli
Le collezioni di Roma e Genova
custodiscono al loro interno
meravigliosi capolavori della pittura di
paesaggio. Lungo venti generazioni
alcuni protagonisti della famiglia hanno
guidato il gusto e l’estetica dell’élite
culturale italiana, attraverso
straordinarie scelte di mecenatismo, che
per quantità e qualità occupano un
singolare rilievo nella storia dell’arte
europea.
La mostra esplora un aspetto di questo
ideale di vita extraurbano, raccogliendo
per la prima volta quadri di paesaggio
un tempo pensati per accompagnare il
tempo del piacere e dello svago.
Spicca il capolavoro di Caravaggio noto
come la Fuga in Egitto, un tempo
collocato nella villa del Bel Respiro a
Roma. È l'unica opera dell’artista
lombardo in cui ci sia una brano
significativo di paesaggio. Recenti
scoperte scientifiche ne hanno messo in
luce talune fasi costruttive che
autorizzano a congetturare una prima
idea del quadro proprio come paesaggio.
Nella mostra, aperta da una preziosa
sequenza di opere provenienti dalla
villa cinquecentesca Centurione Doria di
Pegli presso Genova, saranno esposti
cicli pittorici dipinti dagli artisti a
partire dalla metà del Seicento
appositamente per le diverse ville di
famiglia. Così la serie di Momper e
Dughet, Grimaldi e Anesi per la villa
del Bel Respiro, che è stata un notevole
modello architettonico: Camillo Pamphilj,
nipote del Papa Innocenzo X, pur curando
soprattutto la raccolta di sculture
antiche per l’interno e l’esterno della
villa, attraverso una straordinaria
campagna di acquisti abbellì con
splendidi arredi le sale del casino. La
mostra esplora anche un aspetto meno
noto della Roma papale, attraverso delle
opere di un genere del paesaggio tutto
particolare, quali marine e tempeste di
autori allora molto stimati.
Il palazzo di Nettuno e il casino di
Anzio furono teatro del mecenatismo del
figlio primogenito di Camillo, Giovanni
Battista e poi, soprattutto, del nipote.
Anche nella villa di Ripa Grande, dimora
della celebre Donna Olimpia, venne
creata una piccola collezione, che ne
completava il progetto di villa fluviale
per bagni e giardino di delizie, lungo
il fiume Tevere. Tra i quadri che la
decoravano, sono presenti opere di
Francesco da Ponte detto il Bassano e
del noto paesaggista olandese Herman van
Swanevelt.
La villa d’Albano, oggi purtroppo
ridotta ad un rudere, fu residenza di
campagna splendidamente decorata del
Cardinale Benedetto, finora conosciuto
dal pubblico per il mecenatismo musicale
più che per quello pittorico, ma che
seppe circondarsi di un gran numero di
capolavori. Si ricorda il ciclo di J. F.
van Bloemen, specialista,
significativamente soprannominato
“Orizzonte”, che dedicò ai Pamphilj una
serie impressionante d’opere, conservate
oggi negli appartamenti privati e per la
prima volta visibili al pubblico nella
loro interezza.
Una serie di foto d’autore, scattate per
un nuovo edificio extraurbano della
famiglia, infine, fa da appendice alla
mostra, aprendo l’esposizione alla
speranza che i modelli d’arte del tempo
libero antichi esposti, possano
aggiornarsi alle esigenze della
contemporaneità. La villa montana a
Guarcino, detto Rifugio Floridi Doria
Pamphilj, posta alla sommità
dell’Appennino a sud di Roma, è stata
scelta come residenza dalla famiglia e
ristrutturata sull’archetipo dei quattro
elementi della natura e al crocevia di
quattro percorsi naturali, che l’artista
Lala Meredith Vula ha espresso
attraverso alcuni scatti nelle diverse
stagioni. L’artista serbo-inglese, che
al centro del suo percorso formativo ha
la British Academy a Roma, rinnova le
tracce d’una esperienza romana, che ebbe
nei pittori stranieri d’epoca moderna, i
protagonisti degli allestimenti delle
ville cittadine.
La negazione di colore e l’astrazione
lunare dei paesaggi di Meredith Vula
propongono un paesaggio metafisico che,
grazie alla sensibilità dell’artista,
vuole porre l’attenzione
dell’osservatore sul valore metafisico e
morale del paesaggio appenninico,
piegando la curva dell’esperienza
estetica della famiglia nuovamente verso
il divino, agli albori del secondo
millennio.
Scheda tecnica della mostra
Titolo della mostra: CARAVAGGIO E L’ARTE DELLA FUGA. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj Luogo: Genova, Villa del Principe Periodo: Dal 26 marzo al 26 settembre 2010 Orari: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00, escluso il giovedì Ingresso: Intero 12 euro; ridotto 9 euro; scuole 7 euro Catalogo: Silvana Editoriale Info e prenotazioni: E-mail: prenotazioni.ge@dopart.it - Tel.010/255.509 Sito web: www.dopart.it E-mail: info@palazzodelprincipe.itPittura&dintorni cresce anche grazie al tuo contributo!



