VERNICE FRESCA
DA BRAQUE A KANDINSKY A CHAGALL
Aimé Maeght e i suoi artisti
Marc Chagall
Sole giallo, 1958, olio su tela, cm 97 x 130
Parigi, Galerie Maeght Parigi
Palazzo dei Diamanti dedica la mostra di primavera ad
una figura chiave della scena artistica del secondo
Novecento. Amico di maestri come Bonnard, Matisse,
Braque, Chagall, Miró e Giacometti, Aimé Maeght fu un
editore di fama e soprattutto il fondatore a Parigi di
una delle gallerie più innovative del secolo, nonché, a
Saint-Paul de Vence, della Fondation Marguerite et Aimé
Maeght, un tempio dedicato alla creazione artistica e un
crocevia internazionale di pittori, scultori, scrittori,
musicisti e intellettuali.
Aimé Maeght promosse l’attività di maestri affermati e
contribuì alla nascita di una nuova stagione della loro
arte incoraggiandoli a utilizzare, oltre alla pittura,
altri linguaggi. Nello stesso tempo si dimostrò attento
alle ricerche delle generazioni più giovani, dando prova
di saper competere con le gallerie americane
protagoniste del rinnovamento artistico del secondo
dopoguerra. Inoltre, la sua instancabile attività di
editore attrasse grandi personalità del mondo artistico
e intellettuale, dal cui confronto nacquero
straordinarie creazioni collettive.
Per approfondire la conoscenza di un capitolo così
avvincente della storia dell’arte moderna, Ferrara Arte
organizza la mostra Da Braque a Kandinsky a Chagall.
Aimé Maeght e i suoi artisti. L’esposizione, a cura di
Tomàs Llorens e Boye Llorens, è anche l’occasione per
studiare un aspetto della storia dell’arte del Novecento
fino ad oggi poco indagato ma assolutamente
fondamentale: il mercato dell’arte e i suoi principali
animatori, i mercanti e i galleristi.
Pierre Bonnard
Fanciulla distesa, 1921, Olio su tela, cm 56 x 61
Parigi, Galerie Maeght Parigi
Un centinaio di opere, soprattutto dipinti, ma anche
sculture, ceramiche, disegni, incisioni, affascinanti
fotografie e volumi illustrati delle Edizioni Maeght,
permettono di ripercorre il ventennio d’oro che va
dall’apertura della galleria parigina nel 1945
all’inaugurazione della Fondazione, nel 1964.
La rassegna è suddivisa in sezioni tematiche, legate tra
loro dai numeri della rivista Derrière le miroir, le cui
uscite accompagnavano ogni esposizione con funzione di
catalogo, coniugando creazioni letterarie e litografie
originali.
Il tema della prima sezione della mostra è l’amicizia
che univa Aimé e la moglie Marguerite ai propri artisti,
un legame nutrito anche dalla sensibilità e
dall’ospitalità che la donna seppe sempre dimostrare
loro. Ne sono testimonianza i ritratti di Marguerite
realizzati da Matisse nel 1944 e da Giacometti nel 1961,
due icone che ne esaltano l’una il fascino della
maturità, l’altra l’autorevolezza dell’età avanzata,
nonché il bellissimo dipinto di Bonnard, Fanciulla
distesa del 1921, che Marguerite custodiva nella propria
camera.
Tramite la figlia di Matisse, Marguerite, nel 1945, Aimé
conobbe Braque con il quale nacquero un’amicizia
profonda e uno scambio fecondissimo. Il mercante
incoraggiò l’artista a riaccostarsi alla litografia e
acquistò la sua intera produzione, tra cui i grandi
pannelli decorativi con motivi mitologici del 1931 e uno
dei celebri Atelier del 1950-51, considerati uno dei
suoi vertici espressivi.
La terza sezione della rassegna è dedicata ad uno degli
episodi che fecero più scalpore nella storia della
galleria, l’esposizione Le Surréalisme en 1947
organizzata da André Breton e Marcel Duchamp. Vengono
riproposti il catalogo con la provocatoria copertina
ideata da Duchamp, con applicata una protesi di seno
femminile in gomma, e la celebre tela
Superstizione-Serpente di Miró, una successione di
motivi arcaicizzanti dipinti su una lunga banda di
tessuto.
In quell’occasione Aimé iniziò a collaborare con
Giacometti, che, anche grazie alle mostre della Galleria
Maeght, divenne una delle figure più rappresentative
dell’arte del dopoguerra. I bronzi riuniti nella quarta
sezione della rassegna, tra cui Foresta del 1950 e tre
delle celebri Femme de Venise del 1956, sono rivelatori
della capacità di Giacometti di trasmettere, con un
linguaggio inedito, il senso di precarietà
dell’esistenza umana.
Tra i grandi nomi che la Galleria Maeght rappresentò in
esclusiva vi era anche Chagall. Aimé fu probabilmente
affascinato dalla capacità dell’artista russo di
esplorare tecniche diverse per dare forma al proprio
mondo poetico: vedute parigine o paesaggi russi,
popolati di amanti in volo, galli fantastici, asini
alati e musicisti, sono i protagonisti delle ceramiche,
delle incisioni, delle gouaches e dei dipinti presentati
in mostra, tra cui il famoso Sole giallo del 1958.
A differenza della maggior parte delle gallerie
dell’epoca, che sostenevano un’unica tendenza artistica,
Maeght spaziò dall’arte figurativa a quella astratta,
seguendo una propria poetica personale e una ricerca
instancabile della qualità. È con questo spirito che in
mostra vengono accostate due personalità molto diverse
come Kandinsky e Léger: del primo sono presentate sia
opere della fase del Bauhaus, inconfondibili
nell’astrazione geometrica, sia un dipinto del periodo
parigino, Nodo rosso del 1936, giocato sull’armonia di
linee e forme fluide; del secondo spicca il trittico,
Grandi code di comete del 1930, che evoca il movimento
del corpo celeste, richiamando tanto la sfera
dell’immaginario quanto l’ambito scientifico.
Segue una raffinata sezione dal titolo Bianco e nero,
che rende omaggio alla sensibilità di Aimé per le
ricerche incentrate sull’economia dei mezzi espressivi.
Ne è un esempio emblematico il grande Cespuglio
realizzato su carta da Matisse nel 1951, un’immagine ad
un tempo semplice e monumentale. Lo affiancano, per
analogia, le litografie del giovane americano Ellsworth
Kelly, ispirate al giardino di Saint-Paul de Vence, e un
“mobile” di Calder, In piedi del 1972, che sembra
sfidare la legge di gravità.
Calder era, assieme a Miró, uno degli artisti più vicini
ad Aimé. Un legame confermato, tra l’altro, dal dono di
nozze che lo scultore fece a suo figlio Adrien, il
bellissimo Sumac V del 1953, presentato in mostra
assieme ai due singolari uccelli modellati in fil di
ferro attorno al 1930. L’amicizia con Miró è a sua volta
testimoniata dalla tecnica mista Per i 70 anni di Aimé,
esposta assieme a gouaches e olii, tra i quali Gioia di
una fanciulla davanti al sole del 1960, che rivela il
rapporto dell’artista catalano con le ricerche degli
espressionisti astratti.
Nel giro di pochi anni la Galleria si era imposta come
il principale punto di riferimento delle figure
riconosciute come maestri del movimento moderno. Al
contempo era riuscita a rappresentare artisti di
generazioni differenti, celebri o emergenti. Per tale
ragione in mostra sono state accostate opere di artisti
molto distanti come, ad esempio, Léger e Chillida,
accomunati però da un’analoga attenzione alla
costruzione plastica del dipinto e, in questo caso,
dall’ispirazione ad elementi naturali: forme organiche,
per Léger, la terra, per Chillida.
La rassegna si chiude con un’ampia sezione dedicata alla
Fondazione, una sorta di “opera d’arte totale”, nata in
memoria del figlio Bernard morto prematuramente, dove i
diversi linguaggi espressivi dialogano tra loro. Una
selezione di affascinanti foto storiche racconta la
nascita e momenti della vita del complesso, che vide la
stretta collaborazione dell’architetto catalano Josep
Lluís Sert con Aimé e la sua cerchia di artisti, e le “Soirées
de la Fondation Maeght”, animate dalla partecipazione di
grandi nomi della musica e della danza contemporanea, da
Duke Ellington a Karlheinz Stockhausen a Merce
Cunningham. Accanto alle foto, a ricreare la
straordinaria suggestione del luogo, vi sono i bozzetti
di alcune delle sculture di Miró che popolano il
labirinto da lui realizzato nel giardino, capolavori di
Giacometti come Il cane del 1957, Donna in piedi I e
Uomo che cammina I del 1960 e la spettacolare scultura
mobile di Calder, I tre soli gialli del 1965.
Scheda tecnica della mostra
Titolo della mostra: DA BRAQUE A KANDINSKY A CHAGALL.Aimé maeght e i suoi artisti Luogo: Ferrara, Palazzo dei Diamanti Periodo: Dal 28 febbraio al 2 giugno 2010 Orari: Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00.
Aperto anche Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno Ingresso: Intero € 10.00, ridotto € 8.00, scuole € 4.00 Enti promotori: Ferrara Arte, in collaborazione con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, il Comune di Ferrara, la Provincia di Ferrara, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara e la Cassa di Risparmio di Ferrara – Assessorato alla Cultura A cura di: Tomàs Llorens e Boye Llorens Catalogo: Ferrara Arte Editore con testi di Tomàs Llorens e Boye Llorens Informazioni: Call Center Ferrara Mostre e Musei: tel. 0532.244949, fax 0532.203064 Sito web: www.palazzodiamanti.it
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