VERNICE FRESCA
GUTTUSO. Passione e Realtà
Renato Guttuso
L'atelier, 1975, olio su tela cm 162 x 130
Anticipa le celebrazioni per l’imminente Centenario della
nascita, l’importante esposizione che a Renato Guttuso
dedica, dall’11 settembre all’8 dicembre, la Fondazione
Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, nel parmense.
Una mostra a suo modo completa, nel senso che presenta opere
fondamentali per tutti i maggiori momenti dell’attività
artistica del maestro. Comprese alcune celebri icone come La
spiaggia, Comizio, Spes contra spem, Caffè Greco,
eccezionalmente prestato dal Museo Thyssen-Bornemisza di
Madrid.
Una mostra antologica, quindi, che prende idealmente spunto
dalle quattro opere di Guttuso presenti nella collezione
permanente della Magnani Rocca e dal cospicuo fondo
epistolare che mette in luce i rapporti tra il maestro e
Luigi Magnani. Una motivazione ulteriore viene dal ricordo
della grande mostra che nel 1963 Parma dedicò a Guttuso,
mostra in cui era esposto il monumentale olio La spiaggia
(4,5 metri di base) che il maestro di Bagheria destinò alla
Galleria Nazionale di Parma e che sarà tra i capolavori
presentati alla Magnani Rocca.
Sessantacinque opere, sceltissime, per documentare
l’intensità espressiva del momento formativo, all’inizio
degli anni trenta, il sentito realismo espressionista, fino
al vitalismo rinnovato della sua ultima stagione.
Queste le sezioni su cui si dipana il percorso espositivo:
“l’artista, il suo mondo, gli amici; i ritratti”; “il
realismo sociale e bellico, il lavoro, la politica”; “la
vita collettiva/la solitudine, i divertimenti, il realismo
allegorico, l'eros”; “gli interni, le nature morte, i
paesaggi”. Per offrire ai visitatori l’opportunità di
confrontarsi con un artista che aveva un’idea forte della
funzione dell’arte nella società, una concezione che
oltrepassava le mura dello studio; al di fuori, dentro o
contro movimenti artistici, che lo vedono protagonista o
escluso, spesso polemista sanguigno e colto.
Renato Guttuso
Caffè Greco, 1977
Oggettivamente Guttuso è stato per più di cinquant’anni uno
straordinario testimone dei tempi, in grado di rappresentare
con le sue opere, ma anche coi suoi scritti, il realismo
della condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti,
le sue passioni. Lui che in politica e in amore trasfuse
passione viscerale, offrendo spunti frequenti ai rotocalchi,
al punto da divenire, in vita e ancor più dopo la morte, uno
dei personaggi più citati dalle cronache.
Se La spiaggia, Comizio, Caffè Greco, Spes contra spem sono
le icone, certamente alta è la qualità anche delle altre
opere proposte dalla mostra: a cominciare dalle splendide,
drammatiche nature morte che, negli anni quaranta, facevano
presagire la tragedia della guerra e della catastrofe, fra
realismo organolettico e narrativo postcubista. Oppure i
personaggi del “realismo sociale” e poi di quello
“esistenziale” degli anni cinquanta, fino alle situazioni
del suo particolare “realismo memoriale”, evocativamente
visionarie.
Oltre che dal museo madrileno le opere provengono da
importanti musei italiani e da celebri collezioni, come la
Collezione Barilla d’Arte Moderna, la Collezione Bocchi, con
opere raccolte dal parmigiano Mario Bocchi tra i più
importanti estimatori e amici di Guttuso e tra i principali
artefici della citata mostra del 1963, e la Fondazione
Francesco Pellin, originata dal rapporto di amicizia fra il
pittore e l’industriale varesino Pellin, testimoniata da una
raccolta di opere guttusiane di grande bellezza e dal
sostegno mecenatesco alla pubblicazione del Catalogo
Generale del pittore, curato da Enrico Crispolti, autore
anche del saggio principale del catalogo della mostra.
Dalla mostra emerge un artista capace di intessere rapporti
con altri artisti, anche impegnati in discipline diverse:
scrittori come Moravia – raffigurato da Guttuso in un
celebre ritratto - , scultori come Manzù - che gli dedicò il
monumento funebre di Bagheria dove è sepolto - , musicisti
come Nono, poeti come Pasolini, Montale, Neruda grandi
maestri della pittura come Picasso, Sutherland, ebbero con
lui rapporti di amicizia e di feconda collaborazione
artistica.
E anche per questa visione olistica dell’arte, Guttuso trova
comunanza di linguaggio con Luigi Magnani, imprenditore ma
soprattutto uomo di cultura che, nella sua magnifica dimora,
si circondò di opere d’arte che comprendono Gentile da
Fabriano Dürer, Tiziano, Van Dyck, Rubens, Füssli, Goya,
Canova, Monet, Cézanne, ma anche una emozionante sequenza di
artisti a lui contemporanei e spesso amici, Morandi, De
Pisis, lo stesso Guttuso.
Scheda tecnica della mostra
Titolo della mostra: GUTTUSO. Passione e Realtà Luogo: Parma, Mamiano di Traversetolo - Fondazione Magnani Rocca Periodo: Dall'11 settembre all'8 dicembre 2010 Orari e ingresso: Dal martedì al venerdì orario continuato 10.00-18.00 (la biglietteria chiude alle 17.00) – sabato, domenica e festivi orario continuato 10.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00). Lunedì chiusoIngresso: € 8,00 valido anche per le raccolte permanenti - € 4,00 per le scuole Catalogo: A cura di Stefano Roffi con saggio in catalogo di Enrico Crispolti e interventi di Alberto Mattia Martini e Stefano Roffi. Edizioni Gabriele Mazzotta Con il contributo di: FONDAZIONE CARIPARMA CARIPARMA GRUPPO CRÉDIT AGRICOLE CAMERA DI COMMERCIO PARMA Sponsor tecnici: Aon Artscope Fine Art Insurance Brokers, Ekotec Sistemi, Gazzetta di Parma, Giampaolo Gnudi Trasporti d’Arte, Hotel Palace Maria Luigia, SINA Fine Italian Hotels, TEP, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico Informazioni: Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Parma - Mamiano di Traversetolo. Tel. 0521 848327 / 848148 - Fax 0521 848337E-mail: info@magnanirocca.it Sito web: www.magnanirocca.it
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