VERNICE FRESCA
Joan Mirò. Universi magici
Racconti fantastici di un esploratore di sogni
ANTIPLATON
La lumière de la Lame, Saccades acquaforte e acquatinta a colori e in bn, 1962
Dal 18 luglio al 17 ottobre 2010 in quattro sedi museali
della Provincia di Grosseto si terrà la mostra Joan Mirò.
Universi magici. Una mostra unica e al tempo stesso quattro
mostre in contemporanea e un solo grande progetto
espositivo. Al Museo Archeologico e d’Arte della Maremma di
Grosseto, alla Pinacoteca Civica Amedeo Modigliani di
Follonica, alla Fortezza Orsini di Sorano e alla Raccolta
d’Arte di Palazzo Nerucci di Castel del Piano, infatti,
negli stessi giorni saranno allestite quattro mostre sulla
produzione grafica del grande artista catalano. Quasi
duecento opere tra illustrazioni di libri e grafica, daranno
vita a quattro mostre dotate ognuna della propria autonomia
e, al tempo stesso, ognuna tassello di un grandioso racconto
fantastico.
Curato da Maurizio Vanni e organizzato dalla Rete Museale
della Provincia di Grosseto in collaborazione con
Comediarting e con il partenariato dell’APT Grosseto e con
il finanziamento della Provincia, della Regione, della Banca
Monte dei Paschi di Siena e di Maremma Tuscany, e con la
collaborazione di Comunità Montana Amiata Grossetano e dei
comuni di Casteldelpiano, Follonica, Grosseto e Sorano,
l’evento espositivo Joan Mirò. Universi Magici, accompagnerà
il visitatore in un percorso attraverso gli “universi” di
Mirò, e al tempo stesso alla scoperta di alcuni dei luoghi
più belli e incantati della Maremma. La mostra presenta due
aspetti della produzione artistica, la grafica e
l’illustrazione di libri appunto, da considerarsi tutt’altro
che secondari nella produzione dell’artista. Nell’incisione,
l’artista spagnolo trovò infatti il medium pertinente a
manifestare gli aspetti più inaspettati del suo modo di
intendere la vita. La carta diventa un mezzo particolarmente
adatto a creare immagini e composizioni che non avrebbe
potuto ideare in altri modi. Dalla sua prima litografia del
1930 per “Les Cahiers d’Art” fino alle sue ultime
realizzazioni monumentali, Miró ha continuato a indagare,
nell’esaltazione di una libertà espressiva inusitata, i
materiali, i segni, i colori, le superfici e le luci proprio
sfruttando le peculiarità di ogni tecnica incisoria. La sua
grafica ci offre la possibilità di comprendere appieno la
sua grande inventiva, di apprezzare la sua fantasia e di
entrare nel suo mondo attraverso un ingresso poco
monitorato.
Meraviglie con variazioni litografie
1975
Quello per l’arte poetica fu poi per Mirò un amore
ricompensato: l’artista spagnolo cambiò infatti le modalità
del rapporto tra l’artista visivo, generalmente chiamato ad
illustrare un testo, e lo scrittore; infatti inaugurò una
modalità inedita dove il pittore non si limitava a corredare
di illustrazioni la parte scritta, ma partecipava alle
emozioni del poeta, condivideva il filo conduttore legato
agli stati d’animo e, a sua volta, interpretava attraverso
la propria arte. Ne scaturivano veri e propri libri a
quattro mani dove ciò che poteva essere definita
illustrazione si trasformava in un percorso soggettivo
complementare al pensiero poetico. Sei gli album in mostra,
che l’artista realizzò dagli anni 50 in poi, da alcuni tra i
più famosi sino ad alcuni ancora poco noti in Italia.
A Grosseto sarà esposta la serie :”Ubu roi”
A Follonica le serie: “Quelques fleurs pour des amis” e
“Meraviglie con variazioni”
A Castel del Piano le serie: “Parler seul” e “Anti-Platon,
La lumière de la Lame, Saccades”
A Sorano la serie: “Les penalités de l’Enfer ou les
novelles-hebrides”
“Parler seul” fu presentato nel 1950. Miró avrebbe dovuto
realizzare un libro d’artista partendo dal testo che Tristan
Tzara aveva scritto durante la sua permanenza nell’ospedale
psichiatrico di Saint-Alban nel 1945. Il testo del poeta
rumeno, una perfetta fusione tra il lucido caos dadaista, la
cosciente visionarietà – in certi casi legata a stati di
trance creativa – dei surrealisti, fu supportato da 72
litografie che l’artista spagnolo pensò come una sorta di
forma di dialogo interattivo con il testo, arrivando a
completare, concettualmente, una delle prime opere
verbo-visive. Ne scaturì una vera e propria opera
indipendente dove la scansione incalzante delle parole è
alimentata da un susseguirsi armonico e incisivo di segni,
forme, colori e superficie.
Nelle serie “Anti-Platon, La lumière de la Lame, Saccades”
realizzata nel 1962, Miró affronta tre diversi poemi
dialogando visivamente con versi poetici attraverso la
ripetizione di alcuni elementi-forma archetipici e
sperimentando le elevate possibilità espressive delle
cromie. Questo portfolio comprende l’interazione visiva con
tre amici-scrittori con i quali amava condividere esperienze
artistiche: Ives Bonnefoy, André du Buochet e Jacques Dupin.
Le serie si sviluppano per mezzo di un particolarissimo
racconto visivo basato sulla variazione di una sola
immagine. Ogni testo, infatti, è caratterizzato da una
stessa figura ripetuta sette volte, ma modificata, alterata,
violata e proiettata in dimensioni altre con interventi
decisi di colore. Per queste sue atipicità e per questa sua
condizione di ricerca basata sull’utilizzo estremo del
colore, questa raccolta risulta essere unica nel suo genere.
“Quelques fleurs pour des amis” è un album pubblicato nel
1962 con una prefazione di Eugène Ionesco che riunisce 32
d’après in litografia colorata al pochoir dedicate a diversi
personaggi che hanno fatto parte della vita dell’artista: da
editori ad artisti, da autori a personaggi del mondo
dell’arte come Max Ernst, Nina Kandinsky, Henry Matisse,
Fernand Mourlot, Aimé Maeght, Marlene Dietricht, ecc. I
colori tipici di Miró – giallo, rosso, blu e verde – si
combinano sottoforma di tratti marcati alternati a segni
scuri più leggeri. Nella maggior parte di questi lavori il
colore non occupa più un ruolo fondante e determinante, ma è
come se dovesse scandire il ritmo del costante dinamismo di
un tempo esistenziale.
Un approccio simile segnicamente, ma cromaticamente quasi
opposto, fu tenuto per “Ubu roi”, pubblicato nel 1966
dall’editore Triade: probabilmente la serie più interessante
dell’intero suo corpus. In “Ubu roi”, l’artista spagnolo si
rapporta con un testo teatrale di Alfred Jarry, edito per la
prima volta nel 1896: la commedia, che narra le vicende di
un avido e insolente Padre Ubu – personaggio stravagante le
cui funzioni materiali esercitano il dominio su quelle
cerebrali –, e della sua crudele ricerca di arrivare al
potere, è considerata un’opera anticipatrice di molti degli
elementi che furono alla base del Surrealismo e del Teatro
dell’Assurdo. “Ubu roi” è una serie composta da 13 tavole in
bianco e nero e altrettante a colori in cui Ubu rappresenta
la caricatura di ogni meschinità e bassezza umana:
un’occasione colta al volo da Miró per manifestare un
qualcosa che non avremmo potuto vedere solamente per mezzo
del senso della vista.
La serie “Les penalités de l’Enfer ou les novelles-hebrides”
pubblicata nel 1974, è dedicata all’opera del poeta
surrealista Robert Desnos, che Miró conobbe lo scrittore nel
1925. Dalla loro amicizia nacque l’idea per un libro a
quattro mani, ma la crisi del 1929 prima, la guerra di
Spagna e la seconda Guerra Mondiale non permisero la
realizzazione del progetto. Solo in un secondo momento, Miró
iniziò a lavorare a un manoscritto inedito, concesso dalla
moglie di Robert e che verrà pubblicato nel 1974. Nacquero
25 litografie in cui l’artista iniziò ad abbandonare la
forma per sperimentare le prime composizioni completamente
astratte: le superfici si dinamicizzano diventando luoghi
imprevedibili di sperimentazioni segniche e materiche,
mentre le forme, che man mano si allontanano da riferimenti
al dato reale, si stagliano dallo spazio diventando
autoreferenziali.
Nella serie “Meraviglie con variazioni”, Miró è protagonista
di un Surrealismo maturo e, probabilmente, più consapevole e
controllato in cui il poema di Rafael Alberti – tra i
maggiori poeti iberici del Novecento a cui si deve la
nascita del Surrealismo in Spagna – e il lavoro visivo si
fondono e, al tempo stesso, si confondono. La serie vuole
essere un omaggio alla “nuova” visione della vita che Miró
percepiva come un giardino nel quale scorgere e godere di
meraviglie offerte dalla natura, ma anche legata alla
capacità dell’uomo di vedere le cose oltre il loro apparire.
Ne risultano strutture segnico-cromatiche dove è possibile
percepire figure e volti di donna, uccelli e libellule,
formiche e farfalle, oppure dei semplici tratti che
contengono e incoraggiano il colore a muoversi all’interno
di un preciso contesto.
CONFERENZA/DIBATTITO SULL’ARTE CONTEMPORANEA
“Joan Mirò. La creatività dell’artista e la profondità
dell’uomo.” Incontro dedicato alla mostra a cura di Maurizio
Vanni
4 agosto ore 21: Follonica, Pinacoteca Civica Amedeo
Modigliani
5 agosto ore 21: Vetulonia, Museo Civico Archeologico “I.
Falchi”
TALK-SHOW SULL’ARTE CONTEMPORANEA
“Coscienti illusioni. Creatività, libertà espressiva e
l'istinto dell'artista” a cura di Maurizio Vanni
21 agosto ore 21: Castel del Piano, Raccolta d’Arte di
Palazzo Nerucci
22 agosto ore 21: Sorano, Fortezza Orsini
18 settembre ore 18: Follonica, Pinacoteca Civica Amedeo
Modigliani
18 settembre ore 21: Grosseto, Museo Archeologico e d’Arte
della Maremma
ATTIVITA’ DIDATTICHE PER BAMBINI
“La rincorsa delle forme nei sogni di Mirò”
Follonica: 21 luglio e 18 agosto ore 21; prenotazione al n.
0566.42412
Sorano: 27 agosto ore 17 e 17 settembre ore 16; prenotazione
al n. 0564.633424
Castel del Piano: 26 luglio e 17 agosto ore 10.30;
prenotazione al n. 0564.969602 – 347.1260421
Scheda tecnica della mostra
Titolo della mostra: Joan Mirò. Universi magiciRacconti fantastici di un esploratore di sogni Luoghi e orari: Tutti i giorni da martedì a domenica con i seguenti orari:
Castel del Piano
Raccolta d’Arte di Palazzo Nericci, piazza Colonna 11
orari: 10.30-13; 16-19.30 (dal 10 al 22 agosto apertura serale 21.00-23.00)
Follonica
Pinacoteca Civica Amedeo Modiglioni, piazza del Popolo 1
orari: 17.30-23.30
Grosseto
Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, piazza Baccarini 3
orari: 10-13; 17-20
Sorano
Fortezza Orsini orari: 10-13; 15-19
Periodo: Grosseto e Follonica: 17 luglio / 17 ottobre
Sorano e Castel del Piano: 18 luglio / 17 ottobre Ingresso: Castel del Piano: € 4,00; Follonica: € 4,00; Grosseto: € 5,00; Sorano: €. 4,00; Ingresso ridotto alla mostra per i possessori della MuseiCard dei Musei di Maremma e della “Voglio-vivere-così-card” della Regione Toscana. Catalogo: Carlo Cambi Editore ( € 15) Informazioni: www.museidimaremma.it
Uffici APT:
Grosseto 0564.462611
Castel del Piano 0564.973510
Follonica 0566.52012
Parco Tematico degli Etruschi a Sorano: 0566.633424
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