VERNICE FRESCA
MORANDI. L’ESSENZA DEL PAESAGGIO
Giorgio Morandi
Paesaggio, 1935-1936, olio su tela.
Bologna, Museo Morandi
Appuntamento di livello assoluto quello che la Fondazione
Ferrero, la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e la
Regione Piemonte propongono per la stagione culturale
d’autunno. Si tratta della più approfondita esposizione mai
dedicata al mondo ad un tema fondamentale nella poetica di
Giorgio Morandi, quello del paesaggio. Per questa mostra
Maria Cristina Bandera, che ne è la curatrice, ha voluto e
ottenuto una scelta di opere di indiscussa qualità,
individuate anche a partire dai destinatari cui lo stesso
Morandi le aveva riservate, in particolare i suoi interpreti
- Brandi, Briganti, Longhi, Magnani, Ragghianti, Vitali - e
i suoi più importanti collezionisti. In tutto una
cinquantina, soprattutto dipinti su tela e una ristretta
scelta di acquerelli.
Proprio per ricreare i fili di committenze famose e di
amicizie altrettanto importanti, la rassegna si allarga ad
una ulteriore selezione di opere appartenute agli artisti
contemporanei a Morandi, che per primi ne compresero la
grandezza, e di tele ammirate da letterati come Giorgio
Bassani, che dedicò una poesia a un Paesaggio di Morandi,
poi scelto per la copertina delle sue Storie Ferraresi.
Da questo intenso lavoro di ricerca, confronto, esame
documentale, catalogo e mostra propongono uno sguardo nuovo
su questo aspetto della pittura di Morandi. Ciascuna opera
in mostra risponde a criteri ben precisi di scelta.
Giorgio Morandi
Paesaggio, 1943, olio su tela.
Bologna, Museo Morandi
Così l’esposizione prende avvio da un
primo strepitoso nucleo di opere degli
anni dieci, oli rarissimi e mai sino ad
oggi riuniti in numero così elevato.
Paesaggi connotati da esperienze
formative, ad iniziare da Cézanne, che
sfociano nei successivi degli anni Venti
dove l’esperienza cézanniana si somma a
una sintesi derivata dalla conoscenza di
Piero della Francesca, meditato sulla
monografia di Roberto Longhi (1927). E,
a seguire, quelli degli anni Trenta in
cui Morandi raggiunse una grandezza
autonoma e risultati altissimi.
Una sezione nutrita è la successiva,
dedicata ai paesaggi severi e spogliati
di naturalismo realizzati negli anni
della guerra quando, isolato a Grizzana,
il pittore tornò ripetutamente su questo
tema, raggiungendo uno dei vertici della
sua pittura. Infine, per ripercorrere
l’intero percorso dell’attività
dell’artista, sono previsti “i cortili
di via Fondazza” degli anni Cinquanta e,
nuovamente, i paesaggi di Grizzana dei
suoi ultimi anni, pervasi da
un’inquietudine moderna, caratterizzati
da una scarna essenzialità e dal
rarefarsi della pittura, quando ormai il
confine tra paesaggio e natura morta si
fa labile, così da poter prevedere di
accostare almeno un’opera di questo
‘genere’.
“Il progetto espositivo - afferma Maria
Cristina Bandera - è studiato per
mettere in risalto l’itinerario mentale
compiuto da Morandi nell’affrontare un
tema che gli è peculiare e per
permettere al grande pubblico di
conoscere e fare proprie la ‘poesia’ e
la grandezza anche di questo aspetto
della sua pittura”.
La Mostra, promossa dalla Fondazione
Piera, Pietro e Giovanni Ferrero, dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e
dalla Regione Piemonte e realizzata con
la collaborazione della Fondazione di
Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi
di Firenze, si avvale di un Comitato
Scientifico composto, tra gli altri, da
Mina Gregori, Antonio Paolucci, Giovanni
Romano, Claudio Spadoni, Bruno Toscano.
Scheda tecnica della mostra
Titolo della mostra: MORANDI. L ’ESSENZA DEL PAESAGGIO A cura di: Maria Cristina Bandera Luogo: Alba (CN), Fondazione Ferrero Periodo: Dal 16 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011Pittura&dintorni cresce anche grazie al tuo contributo!



