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Sala 02

Maria Colletti

Maria Colletti

Maria Colletti nasce a Catalvuturo, in provincia di Palermo, l'11 agosto del 1953.
Commercialista di professione, dipinge dal 2004 partecipando a numerose collettive e personali d'arte, tutto'ora in programmazione.

 

 

Cristina Monreali Rossi

Cristina Monreali Rossi

Nasce a Milano, città dove abita e lavora. Si è dedicata per anni al giornalismo, professione che ora sta abbandonando per dedicarsi con sempre maggior impegno all'acquerello. Ama dipingere, carpendo ad ogni colore, suggerimenti e sensazioni che trasmette con il pennello ricreando atmosfere delicate e intriganti. Ha alle spalle diverse mostre personali e collettive, dove ha ottenuto consensi, di pubblico e di critica. Viene definita acquerellista di elegante e raffinata sensibilità.

Massimo Spolon

Massimo Spolon

LA NATURA COME PROTAGONISTA INCONTRASTATA DELLA MIA ARTE
E’ dall’osservazione della natura e dal desiderio di portarne in casa scorci  significativi, che nasce la pittura di Massimo Spolon.
L’artista  si è avvicinato a questa meravigliosa forma d’arte   spinto dall’amore per i colori della nostra terra, riportati con naturale spontaneità sulle sue tele. Partendo dai colori caldi delle campagne, si passa con estrema naturalezza alla vegetazione boschiva ove  le sfumature si fondono  a creare un angolo di grande respiro.
Massimo Spolon dipinge ad olio su tela quadri frutto di pura passione e istintiva manualità che spera possano regalare all’avventore piacevoli rimembranze.
Nato a Varese nel 1967 non segue un percorso formativo legato all’arte, a cui si avvicina spontaneamente solo in età adulta. Vive e realizza le sue opere a Brebbia in provincia di Varese.

Valeria Ambi

Valeria Ambi

VALERIA AMBI è un’artista poliedrica che vive e lavora a Sassuolo (MO).
Il suo interesse e la sensibilità per i problemi ambientali l’hanno portata ad avvicinarsi alla LAND ART creando SCULTURE ed INSTALLAZIONI per parchi e spazi naturali. Il suo non è solo un messaggio di salvaguardia ambientale, ma è anche espressione poetica e riscoperta di valori spirituali.
La sua curiosità la porta a studiare la natura per scoprirne forme nuove. Le piace sperimentare e cercare anche materiali non convenzionali. E’ difficile stabilire quali sono le tecniche che usa, perché sono sempre diverse e difficilmente classificabili.  Ama il colore, ma può essere attratta dalla peculiarità di un materiale che potrebbe essere un piatto di plastica colorato, un filo o rottame di metallo, un legno particolare, sassi o vetri colorati. Per lei tutti i materiali sono idonei per essere “potenzialmente creativi e dare bellezza”. Le uniche costanti del suo lavoro sono la libertà nella sua ricerca creativa e la necessità di rinnovarsi. Per questo la sua produzione è così diversificata per forma e materiali. Una eccezione va fatta per la tecnica tradizionale del mosaico a tessere con cui l’artista ha  rivestito alcune delle sue sculture.  Realizza anche opere con materiali di scarto industriale e riciclato che si possono inserire nell’ordine della TRASH ART o Arte del RIUSO. La sua produzione è di difficile classificazione, perché s’inserisce in più ordini artistici che sfumano l’uno nell’altro; forse bisogna coniare termini nuovi per il suo lavoro.
Per spiegare meglio la sua personalità occorre trovare dei denominatori comuni, indagare nella sua poetica, capire la sua sensibilità e contraddizioni. Questa artista ama gli alberi,le piante le nuvole, il cielo ed il mare; le piace passeggiare nella natura. Ama la luce ed i colori. Il suo istinto la porta a guardarsi dentro e fare ciò che le fa bene come sperimentare, conoscere, divertirsi, cercare gioia e condividere tutto ciò con gl’altri. Come si muove creativamente? Come un bambino, possibilmente senza schemi: a volte è una sensazione, una nota musicale o una forma naturale che le piace come un corallo, una medusa che possono innescare la scintilla creativa. Oppure è già una forma interiorizzata, ma si trova latente dentro di lei. Osservando la natura ne apprende  la complessità delle leggi che regolano le strutture naturali così belle e varie. E’ un percorso creativo che non si sa mai dove porterà.
VALERIA AMBI è arrivata poco alla volta ad interessarsi di SCULTURA ed INSTALLAZIONI, vincendo le sue paure. Le esperienze precedenti erano state pittorico materiche, ma sempre bidimensionali. Ha lavorato a lungo il vetro, perché era interessata al rapporto LUCE-COLORE. Tra le prime sculture troviamo delle lampade realizzate in vetro che possono definirsi LIGHT- SCULPURE.
La natura per lei va intesa come la “Grande Madre”, un’entità a cui fare riferimento costantemente, non solo per attingere energie nuove e riequilibrarci, ma per ritrovare il nostro senso, la centralità armonica con l’universo. Il suo è un approccio logico ed empatico con la natura, che può trascendere la realtà, per entrare più in profondità con lo spirito degli elementi per coglierne la grazia, la delicatezza o la potenza. Razionale ed irrazionale si fondono insieme.
Un altro elemento poetico che continua a stimolare la sua creatività sono le situazioni d’equilibrio instabile come le SCULTURE MOBILI che creano movimento. VALERIA AMBI ha creato diverse ART MOBILES. La leggerezza è un’altra loro caratteristica, essa per lei è un riferimento a cui tendere costantemente, forse perché s’interessa di spiritualità. Anche la materia delle sue opere si rende essenziale, scarna e le sue sculture diventano sempre più aeree e volanti.  Appende le sue ART MOBILES ad un filo e lascia che siano mosse dall’aria o dal vento. Il movimento in scultura è dinamicità che crea situazioni sempre diverse e nuove, come la vita che non è mai statica, sempre dinamica.
Nella sua complessa personalità l’artista a volte è delicata e poetica mentre altre  volte lascia emergere la sua forza e potenza vitale: lo fa soprattutto nell’uso liberatorio del colore. Le sue grandi SCULTURE – INSTALLAZIONI COLORATE ne sono una prova, nelle quali non teme nessun giudizio e dove usa generosamente vivaci colori, liberando tutta la sua energia.
Anche il rapporto LUCE-COLORE  è un fondamento della sua ricerca, che ogni tanto riappare. La luce le piace molto sia da un punto di vista scientifico, emozionale e simbolico. La scomposizione della luce l’ha sempre affascinata e usa spesso i colori e le sfumature dell’arcobaleno. Nelle sue ultime opere realizzate con le bottiglie di plastica riciclate, ha ripreso questa ricerca in cui il colore s’accende per luce del sole, e s’irradia nei nostri occhi e menti donandoci gioia.

Fiorella Boldrin

Fiorella Boldrin

Ho iniziato a fare ritratti da fotografia perché…
Ho iniziato a disegnare i volti delle persone che vedevo sulle fotografie perché ho pensato che una fotografia è certamente bellissima, ma se quella stessa fotografia diventa un tuo ritratto disegnato a mano, se lo vedo plasmato poco a poco dalle mie mani, è come conoscerti realmente…
Tu vedrai un dettaglio che ho visto in te, come una tua parte di anima che ho reso eterna sulla carta…
Quella luce particolare negli occhi, quel sorriso dolcissimo, quella ruga bellissima, quella lacrima che scivola giù, ogni cosa mi può parlare di te…
Raffigurarti è la mia passione, è il raccontarti attraverso me, è il mezzo per conoscerti meglio e vedere l’emozione e la felicità nei tuoi occhi, è una carezza alla tua anima…

I miei disegni sono piccoli frammenti di arcobaleni sospinti nella mia anima per farla sorridere.

 

 

Bruno Greco

Bruno Greco

Bruno Greco nasce a Varese nel 1951 e fin dall’infanzia emerge la sua predisposizione dapprima per il disegno e poi per la pittura, perfezionata in seguito con dedizione a livello di autodidatta e con studi privati.

  Si laurea in Ingegneria Elettrotecnica al Politecnico di Milano ed intraprende l'attività in ambito industriale fino al ruolo di dirigente.

  Nonostante l'impegno nel lavoro, si dedica con fervore all’attività artistica esponendo in numerose mostre collettive e personali in molte Gallerie e Fiere d'Arte in Italia e all’estero (Montecarlo, Londra, Parigi, Hangzhou, New York, Atene, Bruges, Barcellona, San Josè, Locarno, Bruxelles, Berlino, Hong Kong, Stoccarda, Mosca e San Pietroburgo), presentato da insigni critici.

  Pittore figurativo e paesaggista nella tecnica ad olio su tela , dove rappresenta la “poesia dell'immagine”, con firma “B. Greco”, dal 2007 ha cominciato a realizzare anche opere in acrilico ispirate alla “emozione dell'essere”, con una personale interpretazione del colore sia nell'ambito paesaggistico/figurativo che nelle opere astratte o materiche, con firma “brown777 B.G.”.

L'artista ha anche realizzato opere in ceramica Raku su pannello e sculture su pietra o composite.

  E’ stato presente su diversi Annuari Internazionali d’Arte (Mondadori, Comed, Elite, Avanguardie Artistiche, D’Arte, International Contemporary Artist by ICA Publishing) e compare su vari siti web internazionali.

  Ha ricevuto diversi premi ed è stato pubblicato su numerose riviste internazionali: ArtisSpectrum, Atmosphere, Boè, Arte, EuroArt, è:ikon, Artecultura, Overart, etc.

 

ISPIRAZIONE:

Nel mondo che ci circonda, nella natura, nell’intensità di uno sguardo o nella poesia di un paesaggio, io assaporo la sintesi di quella bellezza che fa vibrare il mio essere e muove i miei sentimenti.

Il fissare, su tela, tutto ciò rappresenta per me un modo per elevare un inno al creato con ... una sinfonia di colori che vorrei potesse echeggiare in uno spazio... senza tempo”.

                                                                                                                                   Bruno Greco

Lorena Dal Bosco

Lorena Dal Bosco

Dal Bosco Lorena, nasce a Tregnago nel 1975, e attualmente risiede a Pastrengo (VR).

Da sempre appassionata per il disegno, frequenta l’Istituto d’arte N. Nani (Verona) conseguendo il diploma d’arte applicata, e successivamente si iscrive alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove si
laurea nel 2001.

Dopo una “sospensione” dell’attività pittorica durante il periodo universitario, riprende “il discorso” da autodidatta con realizzazioni di piccolo e medio formato prevalentemente su cartonlegno e legno con tecniche
miste, partecipando ad alcune mostre collettive di ambito locale.

Ormai da 10 anni frequenta alcuni corsi serali di pittura ad olio, che la portano a lavorare prevalentemente ad olio su tela, passando da una pittura vicina all’iperrealismo a dipinti che vanno verso l’astrazione figurativa, ma sempre dettati da regole compositive e tracciati regolatori che richiamano la formazione universitaria. I suoi dipinti non sono mai realizzati “di getto”, ma sono il frutto di una sorta di “progettazione”, di rielaborazione di cose viste o suggestioni di cose “non viste”, indagate nelle loro relazioni costitutive.

Le sue opere fanno parte di collezioni private in Italia e Germania.

Nel 2011 entra a far parte de gruppo di pittura denominato “Gruppo Pittori Sona”, nato da alcuni artisti frequentanti il corso di pittura dell’Università Popolare di Sona, con il quale partecipa a numerose mostre collettive, tra cui l’annuale mostra a San Giorgio in Salici, in occasione della chiusura dei corsi dell’università popolare, Sona, Bastia di Rovolon, Lazise, ecc. Nel 2011 viene allestita una mostra personale a Bussolengo, in occasione della festa patronale di San Valentino, presso gli spazi della biblioteca comunale di piazza XXVI Aprile, ospitante una quindicina di quadri dipinti a partire dal 1992.

Nel 2012 partecipa al concorso “Premio Arte Villafranca”, organizzato dal Comune di Villafranca di Verona sul tema del 50° anniversario dalla morte dell’attrice Marilyn Monroe, aggiudicandosi il premio per la sezione pittura con il quadro “Sognando Marilyn”.

Nel 2013 si aggiudica il premio per la categoria esordienti, nell’ambito del concorso “L’Arte racconta i quartieri” indetto dal Comune di Verona, per la 7° circoscrizione, con l’opera “Bus stop Tiberghien” esposta presso la Gran Guardia di Verona, a seguito della quale, nello stesso anno, espone nella collettiva organizzata dal Comune presso gli spazi espositivi di Sala Birolli a Verona. L’opera premiata fa parte di una serie di dipinti sul tema dell’archeologia industriale, comprendenti anche i Magazzini Generali e I forni di Tregnago (ex Italcementi), sui quali il critico Prof. Gianluigi Guarneri ha scritto “Silenti strutture architettoniche, ora abbandonate, dove risuonano ancora gli echi del lavoro, appaiono come fabbriche di un tempo perduto nell’oblio cosi autentico e irripetibile”.

Nel 2017 viene ammessa alla selezione finale per il Premio Internazionale Arte Milano 2017, con consegna degli attestati ed esposizione di un’opera su supporto digitale durante la giornata della cultura tenutasi il 25 luglio presso il Teatro dal Verme a Milano, alla presenza dei critici Vittorio Sgarbi e Sandro Serradifalco. Quest’ultimo scrive in merito alle sue opere “rispecchiano la certezza di riuscire ad esprimere con la propria capacità ciò che il suo estro si prefigge.  Ciò che colpisce maggiormente lo spettatore è sicuramente il gioco di linee e forme e la stesura del colore sulla tela. Quest’ultimo è intenso, esprime gioia, libertà, passione e diviene mezzo attraverso cui l’artista articola le forme e dà vita ad opere uniche, ricche di sentimento ed emotività. Il colore vivido e realistico assume anche una funzione psicologica di approfondimento e di amplificazione dei sentimenti. Di eccellente fattura il disegno che sta a monte delle sue composizioni, mediante cui si esercita in alcune belle prove di vera arte. Opere dotate di senso estetico, che manifestano, senza eccessi, ma con grande forza, tutta la potenza comunicativa insita in loro e lo fanno attraverso un linguaggio diretto che si supporta di un buon gesto pittorico e di una resa coloristica sempre vincente. La sua opera avvolge lo spettatore e fa sì che chi la contempla attinga un senso di grande pienezza”.

Dal 15 al 18 settembre 2017, espone presso il Palazzo della Gran Guardia a Verona, in occasione della IX Edizione del concorso di pittura, scultura e grafica, dal titolo “L’arte racconta i quartieri” ed avente per tema “Il respiro dell’arte nella città, con i suoi quartieri, le piazze, i suoi luoghi di aggregazione, di crescita spirituale e di divertimento”. Qui vince nella categoria artisti esperti, il premio per la 5^ circoscrizione con l’opera “Magazzini generali”, a seguito della quale viene allestita una mostra collettiva, tenutasi presso gli spazi di Sala Birolli a Verona nel mese di novembre.

Il 16 settembre 2017 viene premiata dal Comune di Villafranca di Verona nell’ambito della nona edizione del Premio Arte Villafranca, nella sezione “donna oltre le apparenze”.

Sempre con l’opera “Magazzini generali” si aggiudica il concorso on-line “la tela del mese” promosso dal sito “pittura e dintorni” per il mese di ottobre 2017.

A gennaio 2018 espone a Civitavecchia in occasione della “Xmas Art in Exibition - Port of Rome” a cura della Flyer Art Gallery di Roma.

 Recentemente è stata ammessa alla prima Biennale Internazionale del Tirreno promossa dall’Associazione Culturale ArtetrA di Salerno.