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Sala 04

Andrea Morelli

Andrea  Morelli

La pittura è il campo delle immagini positive che richiamano la realtà... Per il resto c’è la musica. Scrive G. Segantini in una sua lettera: “...le idee, che germogliano nel cervello, possono esprimersi colla pittura solo allorquando, nella mente del pittore si siano delineate, precise, distinte, afferrabili si che nel colore e nelle forme vi sia il senso vero della natura. Se restano vaghe, indefinite vi è la musica, l’arte chiamata per eccellenza ad esprimerle; non la pittura”.

 
Il mondo odierno è caratterizzato nel campo dell’arte dal bisogno di stupire... spesso in funzione del mercato... Tutte o quasi tutte le opere sono autoreferenziate in quanto non sussistono modelli assoluti di confronto che si pongono come punto di riferimento.
Per A. Morelli, artista riminese, ogni punto di osservazione della realtà è occasione di conoscenza che si traduce in idea-azione e non è fuori luogo affermare che osservando i suoi dipinti balza all’occhio, anche del meno esperto in arte, una pittura colta, meditata, presentandosi spesso e contemporaneamente con opere di diversa impronta in virtù della sua continua ricerca di stile e di forme con contrapposizioni di forme e di colori con il precipuo scopo di valorizzarli.
E’ dunque nel contesto di cui si è fatto cenno che Morelli sviluppa le sue opere. La sua figurazione all’interno di uno spazio pittorico predeterminato si svincola dal reale realizzando con un disegno decisamente marcato spazi e forme simboliche nella consapevolezza che il realizzato sono frammenti di idee... di cose viste un tempo lontano negli anni... ricordi...
Prof.ssa Magda Del Bianco
 
 
"NON CONOSCO ARTE CHE IMPEGNI DI PIU' L'INTELLIGENZA DEL DISEGNO" 
Così Paul Valery riflettendo sull'opera di E. Degas ne componeva la biografia. 
Ed è proprio da un'attenta ricerca del disegno e del chiaroscuro e, di seguito, attraverso queste elaborate discipline, che A.Morelli approda alla pittura con altrettanta sintesi di forma e raffinato cromatismo che, inizialmente tonale, via via diviene sempre più materico. 
Senza mai disgiungere le due cose egli non indulge al compiacimento, ma continuamente rivisita, trasforma e reinventa le sue opere prendendo sempre più coscienza dei propri mezzi espressivi. 
Prof. Enzo Berardi

Silvia Bacci

Silvia Bacci

Silvia Bacci nasce a Jesi (AN) nel 1979. Laureatasi in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia, nel 2004 si trasferisce a Spoleto.

La sua arte, rimasta sopita, si risveglia ne 2013 quando ritrova alcuni vecchi ritratti. In questi anni, con la matita, dà vita a ritratti che nascono da foto di persone che la circondano o da scatti di grandi fotografi. Nelle sue opere cerca di far emergere la forza del soggetto (ad esempio attraverso la venosità del corpo plasmato dalla fatica, l’intensità dello sguardo o dal movimento della faccialità) ma anche la sua fragilità, attraverso piccole imperfezioni (le rughe, i nei…) cercando, con questi particolari, di coglierne la stessa intensità emotiva; con la speranza di essere “sentita” dallo spettatore e coinvolgerlo emotivamente.

Un buon ritratto deve essere una buona fotografia, una forma di biografia. Il suo scopo è quello di esprimere emozioni e di trasmettere l’essenza di una persona, individuando la sua parte comune di umanità.

 

Partecipa con successo a varie mostre e concorsi:

 

Galleria Mentana Firenze Marzo 2015

“Villa Anita Sigillo Settembre 2015

Copertina e articolo dedicato sulla rivista “LIBURNI” Novembre 2015

Spoleto “Le Regine Longobarde” Aprile 2016

Concorso “Il piacere dell’arte” Civitavecchia Settembre 2016

Spoleto “Marcono Vintage” Dicembre 2016

Inserto collana “Arte e artisti contemporanei” Pagine Roma

“Omaggio a Frida” Palazzo della Cancelleria. Roma Aprile 2017

Spoleto “Outliers” Aprile 2017

Concorso “Ritratti Contemporanei” Pescara. Maggio 2017

Mario Gianquitto

Mario Gianquitto

A Napoli, nel 1948, il 28 marzo, nasce  Mario Gianquitto, nel poetico e verdeggiante contesto di Via D'Auria sulla collina del Vomero. Mario Gianquitto è un bambino vivace, allegro curioso, il cui destino gli toglie, all'età di tre anni, la fonte d'amore più grande, la madre. Processi mentali e sensoriali sconvolti, una personalità embrionale dove l'incomprensibilità e l'incontenibilità di questo tragico evento lo accompagneranno e regoleranno per sempre la sua ispirazione. Già nella primissima adolescenza si fa strada in lui la necessità di dare  corpo  alle  sue   
inquietudini, il disegnare e il dipingere divengono l'appiglio a qualcosa o a qualcuno che possa riempire un buco senza fondo. Un giovane adolescente che si impone, con caparbietà, contrastato fortemente dal padre, a voler seguire la strada dell'arte.Frequenta con passione e profitto la Scuola Statale d'Arte di Napoli guidato dai maestri Casciaro, Girosi, Striccoli, e l'Accademia di Belle Arti di Napoli. Mario Gianquitto è un uomo schivo, si sente sempre un apprendista, modesto e riservato, spesso sorpreso ed imbarazzato dallo stupore di chi contempla una sua opera. Ignaro di essere quel che è partorisce le sue creature disconoscendole subito dopo. Si sente uno strumento bistrattato da una società fatta di velenoso e profumato artificio. Un personaggio il cui fascino si estrinseca nel sentirlo parlare, è inevitabile percepire una riverenza inusuale verso l'arte ricca di emozioni ed intuizioni, sia essa pittura, musica o poesia. Chi conosce Mario Gianquitto trova solidarietà e umanità che si accomunano al suo sentire, dove il presente e l'assente, il vivo e il morto, si affiancano come sconosciuti. Per essergli amico nella simpatia e nella napoletanità, deve aggiungere l'uomo, con il suo carattere, le sue idiosincrasie, e alla fine dimenticare ogni cosa che non sia la "sua" pittura. L'intelligenza critica, il suo antivedere la sorte umana con ironica e mordace premonizione lo inseriscono, a pieno titolo, tra i pittori "contemporanei".

Giovanni Panzavolta

Giovanni Panzavolta

Nato a Riolo Terme (RA) il 29 luglio 1960, abita a Riolo Terme in via Scalini 1. 
Diplomato all'istituto d’Arte della Ceramica di Faenza, e in seguito, all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Stage di restauro della pietra e del cotto nel 1986 a Bologna.
Ha lavorato presso il Centro Internazionale di ricerche artistiche della Cooperativa Ceramica di Imola.

Dal 1989 è insegnante di arte e immagine.

Serena Gatti

Serena Gatti

Mi chiamo Serena Gatti e sono nata in provincia di Bergamo, precisamente a Treviglio nel 1976.
Dal 2008 ho avuto la fortuna di conoscere il meraviglioso mondo dell'acquarello e da allora è entrato a far parte della mia vita...
Per il momento lavoro in un industria tessile part-time e mi piacerebbe poter cambiare… come dico sempre, mi piacerebbe passare... dalla fabbrica, al pennello.

 

Federica Puccio

Federica Puccio

Federica Puccio, sono nata a Palermo nel 1989. Diplomata al Liceo Artistico ed in seguito ho frequentato un corso dove ho appreso le tecniche di restauro di dipinti su tela e tavole. Ho sempre avuto un'attitudine per il disegno, infatti fin da piccola mi divertivo a riproporre partendo sempre da una immagine i miei personaggi dei cartoni preferiti. La mia più grande passione è sicuramente il disegno, le tecniche che più prediligo sono la grafite, i carboncini le seppie e le penne. Mi definisco una ritrattista, difatti mi affascina riproporre quanto più fedele possibile un volto partendo sempre da una foto. Il mio obbiettivo è raggiungere  la perfezione concentrandomi sui particolari.