Mantova
Dal 29 Gennaio al 17 Febbraio 2011
Sabato 29 gennaio 2011, la Galleria “Arianna Sartori Arte & object design” di Mantova, in via Ippolito Nievo 10, inaugura la personale del maestro Giordano Garuti, prezioso avvenimento, questo che sarà confermato dalla presentazione tenuta dal critico d’arte Renzo Margonari alle ore 17.30. L'artista Giordano Garuti è nato a Modena; vive e lavora a Cremona. Espone sin dal 1965. Tra i premi vinti ricordiamo nel 1973 il Primo premio d'Arte Contemporanea "II Cavalietto D'Oro" (MI) e nel 1975 Primo premio "Cavalletto" (medaglia d'oro) Comune di Cremona.
L'artista Giordano Garuti è nato a Modena; vive e lavora a Cremona. Espone sin dal 1965. Tra i premi vinti ricordiamo nel 1973 il Primo premio d'Arte Contemporanea "II Cavalietto D'Oro" (MI) e nel 1975 Primo premio "Cavalletto" (medaglia d'oro) Comune di Cremona.
“…Garuti ormai viaggia entro se stesso. A proposito dei suoi modi pittorici si può denotare che le spruzzature sono in realtà "sbruffi", come li producono gli sciamani a scopo rituale-simbolico; l'inganno ottico di carte stropicciate non consiste in una dotta citazione, ma si rifa, invece, alla necessità di manipolare materialmente il supporto sul quale poi elaborare l'immagine; contare sul fatto che Garuri è artista per istinto e non per cultura, e tener presente la sua capacità tecnica derivante da un esperienza manuale ed empirica nella pratica di più svariati materiali. Ha ammirato un grande maestro, ignorato stupidamente dalla maggior parte dei pittori italiani, Corrado Cagli; è stato, a Cremona, uno dei rari amici del più solitario maestro del Fantastico, Sereno Cordani. Dunque egli ha un riferimento nazionale ed uno locale che individuano due artisti per i quali l'eclettismo di tecniche e di forme era la pratica costante nella dimostrazione della propria poetica libera da ogni schematismo o pre-concetto. Fatte queste premesse, si deve riservare a ciascuna evidenza una sia pur breve riflessione. Cosi è possibile comprendere perché una pittura in fondo barbarica, talvolta violenta, quasi sempre drammatica, per nulla cattivante, spesso cacaclismica, e con delle varianti di tensione che la spingono in opposte direzioni lacerandone l'unità espressiva, risulti tanto affascinante e grandemente empatica. …
La tecnica dell'immagine di Garuti agisce su due piani, dall'imitazione proposta come inganno ottico alla diretta suggestione emessa dalla materia pittorica autoreferente. Devo rammentare, poiché significativo, che simile ampio ventaglio d'esperienza fattiva s'avvale d'una lunga pratica professionale da restauratore rinomato, che pone una base di solidarietà e capacità pratiche non comuni. Pertanto la spontaneità apparente delle sue figurazioni è il risultato di un esercizio liberatorio, non solo manifestazione istintuale. Su questa constatazione si può aprire la pagina delle bipolarità multiple che caratterizzano l'espressività di questo artista dalla duplice cultura, modenese e cremonese.
I suoi dipinti si determinano come superfici che slittano una sull'altra da percepirsi in trasparenza. Gli effetti rocciosi-cartacei, ritrovato appreso dalle sperimentazioni di Cagli, utilizzano la pittura pulviscolare (che fu invisa a certa critica per molto tempo, accusata di tecnica anodina) adottata occasionalmente anche da Cordani oltre che da pochi altri artisti (tra gli altri, Roberto Grippa); il maestro cremonese, però, l'associava spesso alla lavorazione col pennello. Ibridando la procedura, Garuti, forse inconsciamente, accoglie questo dato ma sovrapponendo le varie tecniche, così che attraverso l'una si intraveda l'altra. Nel suo lavoro simile le varie tecniche, così che attraverso l'una si intraveda l'altra. Nel suo lavoro simile procedura acquista un significato del tutto particolare, poiché attraverso la consistenza di questi differenti modi pittorici può trovare il punto di sutura tra la propria sensibilità europea - portatrice della regola severa derivata dal retaggio estetico greco antico quindi rinascimentale - e la conoscenza profonda dell'arte tribale africana ed estremorientale. La prima è determinata dalla calligrafica consistenza del segno. La pittura pulviscolare è una tecnica primordiale: i nostri attuali strumenti a pressione d'aria non sono che la moderna versione dell'osso cavo attraverso il quale l'uomo primitivo soffiava polvere colorata sulle pareti delle caverne, e viene ancora usata da popolazioni aborigene. Nell'arte pittorica estremorientale il segno e la macchia, originando una scrittura lungamente premeditata secondo concetti filosofici esistenziali, si manifestano quasi per forza medianica: anche la pittura di Garuti ha brani determinati da una gestualità che si evidenzia con pennellate ampie, forti, e coaguli materici che ricordano l'Action Painting. Tutti questi aspetti convivono in un difficile ma interessante connubio interdipendente.
Nell'osservazione delle opere di Garuti un'ulteriore ambivalenza emergente è il coesistere tra soluzioni espressive divergenti e anche contrastanti che giungono tut-tavia ad armonizzarsi nella costituzione di una stessa immagine. La barriera normalmente frapposta tra ciò che convenzionalmente chiamiamo astrazione e figurazione viene saturata. Abbiamo così la dimostrazione per evidenza che nella pratica dell'arte certe insistite convinzioni teoriche hanno sovente scarso significato. Attraverso la pittura pulviscolare con cui determina i caratteri ambientali, assommando la rappresentazione di figure a forme più tradizionalmente delineate, e concludendo col dripping,precisa le atmosfere dell'evento lungamente ma velocemente elaborato, Garuti realizza una sorta di sandwich figurale con un particolarissimo sapore. Nel contempo colloca la propria azione immaginativa in un territorio dai confini piuttosto indefiniti dove la materia cromatica svolge il doppio ruolo, appunto, di descrivere e rappresentare le cose, ma anche fissare le atmosfere, dunque con un impiego tradizionale a scopo di "finzione" ma, con altre differenti applicazioni, estrinsecare anche la propria consistenza materiale secondo una visione attuale della funzione stimolatrice di sensazioni che viene attribuita all'identità fisica del mezzo…”.
Renzo Margonari, 2005
Scheda tecnica della mostra
Titolo mostra: Giordano Garuti
Luogo: Mantova (MN), Via Ippolito Nievo, 10
Periodo: Dal 29 Gennaio al 17 Febbraio 2011
Orari: 10.00-12.30 / 16.00-19.30, chiuso festivi
Informazioni: 0376.324260