Cervia
Dal 4 Luglio al 29 Agosto 2010
Come ogni anno Cervia celebra l’arte moderna attraverso una mostra allestita all’interno della scenografica cornice del Magazzino del Sale, complesso di archeologia industriale restituito all’antico splendore e oggi dedicato a eventi e esposizioni.Nel 2010 lo fa con una grande mostra dedicata a Philippe Artias, dal titolo: “L’indomito”. Protagonisti i colori accesi dell’arte nelle pitture dell’artista francese già vicino a Picasso e Pignon, che per tutta la vita esplorò tecniche, materiali e stili diversi per poi trasferirsi in Italia e trascorrere nelle Marche gli ultimi sedici anni della sua vita, morendo a Numana nel 2002.La mostra, che inaugura il 4 luglio a Cervia, organizzata da Comune di Cervia, Comune di Bagnacavallo, CNA di Ravenna, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Ravenna, dopo le importanti esposizioni tenute al Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1991 e al Palazzo dei Sette di Orvieto nel 1999, risulterà la più grande iniziativa espositiva tenuta in Italia su questo artista a scoprire la sua grandezza principalmente attraverso le opere pittoriche.
Philippe Artias ha attraversato artisticamente il Novecento, ha sperimentato tecniche e linguaggi, ha studiato l'antico e vissuto intensamente il moderno e il contemporaneo, in una dimensione arte e vita totalizzante, di straordinaria creatività ed esemplare rigore indagando principalmente la pittura in tutte le sue declinazioni, dimostrando per essa un amore indefesso e restituendo ad essa qualsiasi spunto reale.
Il percorso è diviso in due sezioni - presentate fra luglio e ottobre 2010 nelle prestigiose sedi dei Magazzini del Sale di Cervia e dell’Antico Convento di San Francesco a Bagnacavallo - di circa 100 opere, tra dipinti di grandi dimensioni, assieme a opere di medie dimensioni e di piccolo formato, ceramiche e oggetti d’arredo, per scoprire l’artista che nel 1948 si trasferì a Vallauris, dove Picasso risiedeva e che gli stette accanto, amico di conversazione e di studio, per cinque anni lasciandosi influenzare dalla tecnica del Maestro spagnolo. I Magazzini del Sale ospiteranno fino al 29 agosto la cosiddetta “pittura piatta” degli anni ‘70 di Philippe Artias, opere della sua prima stagione italiana, nelle quali decise, dopo lunghe ricerche, che la forma poteva corrispondere al colore. I soggetti sono occasionali e tormentati, non vi appaiono cicli organici, ma più spesso colpi di luce e suggestioni erotiche, come nel dipinto Geotema' del 1981, immagine simbolo della mostra. Curata dal critico franco-spagnolo Alin Avila, la mostra sarà accompagnata da un catalogo con testi di Remo Brindisi, Claudio Spadoni e Flaminio Gualdoni e comprenderà tutte le oltre cento opere esposte, nei due diversi allestimenti di Cervia e di Bagnacavallo.
Philippe Artias nato nel 1912 a Feurs in Francia, si avvicina alla pittura negli anni Trenta, nello stesso momento in cui Picasso si allontana dal Cubismo per accostarsi alla figura. Nel 1945, per la prima volta, espone a Parigi alcune opere quasi astratte (nudi e paesaggi). Ma la vera svolta della sua vita pittorica si ha nel 1948, anno in cui incontra Picasso e si trasferisce a Vallauris, dove quest'ultimo risiede e gli è accanto per cinque anni. Dirà Artias "vedere vivere Picasso è stato per me la più grande lezione di pittura che abbia avuto".
Amico anche di Pignon, si dedicherà, con la presenza illuminante di Picasso, al ritratto e alla ceramica. A metà degli anni 50 Artias riprende il tema del paesaggio, poi del nudo ed infine del nudo-paesaggio che gli permette di fondere il continuo divenire della natura con l'essere umano in movimento. Queste opere saranno esposte in Svizzera e a Parigi.
Dal 1950 al 1973 è presente al Salon de Mai. Nel 1963 inizia i primi studi sulla famiglia Reale di Goya, grande ciclo pittorico terminato negli anni 80 che comprende oltre trenta oli e duecento acquarelli preparatori. Nel 1964 vince il gran premio della pittura di Avignone presentando opere dedicate alla Rivoluzione Francese e alla figura di Robespierre.
Negli anni successivi espone a Stoccolma, Neuchatel e in numerose località del Giappone, inoltre presenta una mostra itinerante in quattordici città degli Stati Uniti (Serie New York), cui fanno seguito mostre a Basilea, Ginevra, Londra, Parigi, Los Angeles. Alla fine degli anni 60 si avvicina allo studio della sensualità femminile che diverrà poi negli anni a seguire lo studio dell'erotismo del corpo. Negli anni 70 inizia ad utilizzare i colori piatti, tecnica pittorica che Artias chiamerà "La ricerca dell'equilibrio tra la forma e il colore". Dal 1976 trascorre lunghi periodi in Italia, la scoperta dell'architettura nonché dei grandi pittori italiani del Quattrocento, lo portano a dipingere una serie di opere dedicate a Roma e Venezia. Non solo le città attraggono il suo sguardo, ma anche il paesaggio e nascono così "Le Spiaggie" e "I Paesaggi".
All'inizio degli anni 80 intraprende un lungo ciclo che intitola "Geotema" in cui realizza tutte le combinazioni nate dalla geometria (ragione) sovrapposte al corpo nudo femminile (emozione). Gli anni 90 sono densi di riconoscimenti: Mostra al Carré des Arts di Parigi, Mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, Mostra al Petit Palais di Ginevra, invito nel 1996 dell'Unesco a Parigi, insieme a 100 artisti scelti in tutto il mondo. Nel 1997 viene insignito della massima onorificenza francese, la Legion d'Onore. Nel 2000, primo tra gli artisti contemporanei, espone in Cina al Museo Nazionale dell'Arte Cinese di Pechino. La sua arte vive nei Musei del mondo; sue opere sono infatti a Parigi, Ginevra, Pechino, Dunkerque, San Paolo del Brasile, Ferrara, Neuchatel, Saint-Etienne, Città del Messico, Avignone, Abidjan, Teheran, Urbino. Artias muore a Numana, nelle Marche, nel 2002.
Scheda tecnica della mostra
Titolo mostra: L’INDOMITO
Luogo: Cervia (RA), Viale Nazario Sauro
Periodo: Dal 4 Luglio al 29 Agosto 2010
Orari: Domenica 4 luglio 2010 alle ore 19. Tutti i giorni, lunedì - venerdi e domenica ore 18-23
Informazioni: tel. 0544 993435