M.C. Escher, Pesci e squame, 1959. Xilografia
47,8 x 45,2 cm. L’Aia, Kunstmuseum Den Haag
© 2025 The M.C. Escher Company
A cura di Claudio Bartocci, Paolo Branca, Claudio Salsi. In collaborazione con Kunstmuseum Den Haag. Dopo dieci anni di assenza, il MUDEC riporta a Milano uno degli artisti più affascinanti e riconoscibili del Novecento, Maurits Cornelis Escher (Olanda, 1898–1972) con un grande progetto a lui interamente dedicato che propone un nuovo sguardo sul suo percorso artistico. Attraverso 90 opere dell’artista tra incisioni, acquerelli, xilografie e litografie, oltre a una quarantina di pezzi islamici di confronto, la mostra indaga il rapporto fra Escher e le sue fonti di ispirazione, seguendo l’evoluzione dell’artista: dagli esordi legati all’Art Nouveau, passando per i paesaggi italiani, fino alla piena maturità in cui sviluppa l’uso di tassellazioni, cicli metamorfici, illusioni ottiche e rappresentazioni dell’infinito che lo hanno reso celebre grazie a un linguaggio visivo unico che unisce arte e matematica. La mostra approfondisce inoltre un aspetto ancora poco conosciuto dal grande pubblico, ossia lo stretto rapporto che l’artista ebbe con l’arte islamica e come l’uso delle simmetrie, la ripetizione modulare e la visione astratta dello spazio – elementi chiave dell’arte islamica – abbiano offerto a Escher uno spunto importantissimo per superare la rappresentazione naturalistica della realtà.
Ad arricchire il percorso, una serie di installazioni multimediali immersive a cura di Maurits Srl, tra cui una Infinity Room finale che accompagna i visitatori in un ambiente immersivo affascinante e coinvolgente dall’effetto caleidoscopico, grazie alla proiezione di animazioni in alta definizione all’interno di un stanza a specchio.
Prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura con il supporto dello sponsor Turisanda1924 – parte di Alpitour World, l’esposizione è in collaborazione con il Kunstmuseum Den Haag e resa possibile grazie a Fondazione M.C. Escher.