Eve Arnold
A baby first five minutes (1959)
© Eve Arnold / Magnum Photos
Dal 7 marzo al 28 giugno 2026 Mudec di Milano ospita la mostra “100 fotografie per ereditare il mondo” a cura di Denis Curti, in collaborazione con Alessio Fusi e Alessandro Curti. La mostra, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e sostenuta da Zurich come Main Sponsor e da Turisanda1924 – brand di viaggi di Alpitour World – come Sponsor, intreccia la grande storia della fotografia con le tensioni e le domande del presente, confermando la vocazione del MUDEC come luogo di comprensione delle culture attraverso l’immagine.
La selezione delle 100 fotografie – scelta necessaria per circoscrivere un territorio visivo vastissimo – non risponde a gerarchie tra valori storici, estetici, politici o culturali: ogni immagine è parte di un unico patrimonio collettivo. La scelta curatoriale definisce così un viaggio nella storia dell’uomo attraverso ciò che la fotografia ha saputo vedere, custodire e trasformare.
Strutturata in sei sezioni, la mostra attraversa due secoli di storia della fotografia, dalle prime sperimentazioni, fra cui la lanterna magica e i dagherrotipi, al passaggio nella modernità, quando la fotografia smette di essere semplice testimonianza del reale e diventa un territorio di invenzione grazie alle avanguardie del Novecento, con figure come Man Ray, Aleksandr Rodčenko, André Kertész, Henri Cartier-Bresson e Philippe Halsman, accanto alle ricerche poetiche di Mario Giacomelli e alle provocazioni concettuali di Joan Fontcuberta. Parallelamente, il percorso mette in luce come autori come Claude Cahun, Pierre Molinier e Robert Mapplethorpe abbiano invece trasformato la fotografia in un diario intimo, rendendo l’immagine un luogo di introspezione psicologica e simbolica.
Il linguaggio fotografico si apre poi alla dimensione evocativa, dove il reale viene reinventato attraverso finzione e allestimento, con le visioni di Newsha Tavakolian, Sandy Skoglund, Nancy Burson, David LaChapelle e Mat Collishaw, che mostrano una fotografia capace di farsi metafora, racconto visionario e riflessione etica.
Infine, gli autori contemporanei propongono nuovi immaginari del mondo del XXI secolo, affrontando in modo diretto e radicale i temi che definiscono il nostro tempo: la multiculturalità, le questioni di genere, le migrazioni, i conflitti civili, la crisi ambientale e i nuovi modelli di appartenenza. Le opere di Ebrahim Noroozi, Carlos Ayest, Guillaume Bression, Gohar Dashti, Alba Zari e Carlos Idun Tawiah restituiscono così un presente instabile e iperconnesso, dove reale e post-digitale si intrecciano per immaginare nuove possibilità.